I controlli sui voucher spettano all’Inps ma Boeri li invoca in Commissione Lavoro

I controlli sui voucher spettano all’Inps ma Boeri li invoca in Commissione Lavoro

Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, oggi in audizione in XI Commissione invoca più controlli sull’uso dei ticket lavoro ma forse non si è reso conto che dovrebbe essere proprio il suo Istituto a effettuarli.

Oltre ad aver presentato dati già in nostro possesso ha dimostrato di non aver compreso l’obiettivo delle varie proposte di legge al vaglio della Commissione. L’intento di tutti non è quello di intervenire sull’uso ma sull’abuso di questi buoni, ritornare alle origine restringendo i campi di applicazione e in alcuni casi prevedendo anche l’abbassamento del compenso annuo.

Al di là della relazione di Boeri, gli stimoli di Inail e Ispettorato del Lavoro ci saranno molto utili nell’attuale sede preparatoria ai lavori dell’Aula.

Quello che ci è chiaro è che bisognerà intervenire sulla tracciabilità dei voucher, che se da una parte ha ridotto il loro utilizzo spropositato, dall’altra ha permesso ai committenti di ricercare un espediente per eludere la multa.

GLI INTERVENTI

Il direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Paolo Pennesi, ha spiegato che in mancanza di controlli periodici, effettuati nel corso della prestazione programmata, i committenti potrebbero non rispettare i termini orari indicati nella segnalazione senza incorrere in sanzioni.

Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione è la difficoltà, riscontrata in particolare dall’Inail, di fornire percentuali disaggregate sugli infortuni.

L’Istituto infatti non riceve, ormai da anni, nessun riscontro a livello di dati da parte dell’Inps, sebbene tra i due ci sia un accordo in questo senso.

Questa mancanza crea un intoppo in termini di formazione e informazione sui temi legati alla sicurezza nei posti di lavoro. Quest’ultimo punto è di mio particolare interesse in quanto nella proposta di legge a mia firma, sulle modifiche dell’uso dei voucher, è previsto l’obbligo per i servizi per l’impiego e gli enti accreditati di erogare una formazione di base in materia di salute e sicurezza.

E’ evidente che senza dati analitici e con l’impegno richiesto dal governo di non gravare sulla fiscalità statale questo percorso sia quanto mai impraticabile.

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