Il programma diventa azione

Come promesso nel corso di questi tre mesi appena eletta mi sono messa subito a lavoro per mantenere gli impegni presi con tutti voi e cambiare la nostra Regione, a cominciare dalla sanità. In questi giorni ho visitato diversi ospedali, il San Camillo e il San Giovanni di Roma trascorrendo una bellissima giornata insieme a tanti bambini e ai loro genitori all’ospedale pediatrico Bambin Gesù: struttura d’eccellenza che va sostenuta e potenziata. Un esempio per dire che nel settore ci sono tutte le condizioni per rimettere le cose a posto e cominciare ad attivarmi immediatamente, appena insediata. Nel frattempo ho continuato a visitare i centri e le province della Regione. Sono stata a Ponza, dove ho voluto ribadire che il turismo rappresenta una delle priorità della mia azione di governo, e a Latina, dove ho visitato il mercato ortofrutticolo della città. Credo che attraverso il sostegno e la valorizzazione del settore dell’agricoltura e dei prodotti tipici possiamo rilanciare il turismo e l’economia di tutta la Regione. L’obiettivo è portare il Lazio in vetta alle classifiche del nostro Paese, per questo sarò il presidente di tutti senza distinzioni di colore.

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Il primo impegno da Presidente

Ce l’abbiamo fatta, abbiamo vinto nonostante tutte le difficoltà incontrate in questi mesi di campagna elettorale. Io ci ho sempre creduto e alla fine abbiamo ottenuto il risultato che meritavamo. E’ la dimostrazione che ha prevalso la democrazia, la volontà di voi elettori di scegliere il vostro presidente.
Adesso inizia questa nuova avventura e mi metterò subito a lavoro per mantenere gli impegni presi. Ho già incontrato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e insieme a lui abbiamo gettato le basi per rilanciare il tavolo interistituzionale per la crisi occupazionale, iniziando un percorso comune per lo sviluppo del territorio. Ma il mio primo impegno sarà sulla sanità, per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini, e poi interverrò per rivedere il Piano casa, per dare risposte concrete sull’emergenza abitativa. Sono qui, pronta a cambiare questa Regione insieme a voi.

Gli enormi guasti della sanità

Da un’indagine della Guardia di Finanza emerge che la Regione Lazio negli ultimi cinque anni non avrebbe applicato lo sconto del 50 per cento sui farmaci del cosiddetto PHT (Prontuario Ospedale-Territorio), scelta che avrebbe arrecato un danno erariale di circa 243 milioni di euro. I farmaci in questione sono i cosiddetti salvavita e le Asl prese in esame sono quelle di Roma e provincia. Questo significa che mancano all’appello le Asl delle altre 4 province del Lazio e, quindi, che il danno erariale potrebbe superare i 300 milioni di euro.
Questo episodio che, lo ribadiamo, costituisce probabilmente il più grave danno erariale mai arrecato, in una sola volta, ad un’amministrazione nella storia della Repubblica, è la migliore dimostrazione di quanto abbiamo affermato per l’intera campagna elettorale. Ci sono ancora dei grandi spazi di recupero rispetto ai colossali sprechi che nascono dall’inefficienza e dall’assenza di controlli nelle aziende sanitarie. C’è la necessità di aggiornare e migliorare le convenzioni in essere con la Guardia di Finanza per rendere più efficienti i controlli e monitorare i comportamenti delle Aziende sanitarie. C’è infine bisogno di una nuova ed efficiente struttura di controllo che verifichi l’efficiente attuazione delle disposizioni regionali nelle aziende sanitarie.
In pratica, è la dimostrazione che c’è bisogno di tutto quello che Renata Polverini propone da mesi in campagna elettorale e che sta scritto nel nostro programma di governo.

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Una Sanità per tutti e di qualità

Nella sanità laziale opererò una vera e propria rivoluzione, che assicuri la centralità della persona, l’eliminazione degli sprechi e non dei servizi, ma soprattutto l’integrazione tra pubblico e privato. Questo è quanto ho ribadito durante la mia visita all’ospedale Nuovo Regina Margherita, occasione per illustrare il mio programma sulla salute dei cittadini: venti azioni di governo sulle sessanta totali.
Ho avuto modo di spiegare quali sono le mie intenzioni: istituire l’infermiere di famiglia e l’anagrafe delle fragilità, così da potenziare l’assistenza domiciliare, abbattere le liste d’attesa e introdurre la Carta sanitaria personale elettronica. Nel mio programma inoltre è prevista la riduzione del numero delle Asl da 12 a 6 nell’arco della legislatura, l’integrazione nella rete dei servizi dei medici di medicina generale, con un nuovo approccio multidisciplinare dei nuovi ospedali. Particolare attenzione sarà riservata anche alla prevenzione, con l’istituzione di un apposito dipartimento, e al patrimonio storico rappresentato dai piccoli ospedali per le comunità locali.
Infine, voglio portare la Sanità laziale al pareggio in tre anni e da quel momento le addizionali Irap ed Irpef scenderanno. Così c’è scritto nel mio programma ed è quanto ho intenzione di fare.

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Una “rete sociale” a sostegno dei più deboli

Siamo pronti a far tornare il cittadino al centro delle politiche di solidarietà sociale per fornire risposte alle richieste di assistenza, in particolare per quanto riguarda le categorie che maggiormente ne hanno necessità quali gli adolescenti, gli anziani e i disabili.
La realizzazione di una rete efficiente di servizi pubblici sarà una delle priorità che affronteremo per recuperare il tempo perso negli ultimi anni. Abbiamo a mente la realizzazione di una vera e propria “rete sociale” a sostegno dei più deboli, a partire da una banca dati e un osservatorio sulla fragilità. Solo una reale integrazione socio-sanitaria potrà garantire un’assistenza mirata e diffusa sul territorio e l’incremento dei servizi domiciliari.
Intendiamo riportare la famiglia al centro delle politiche regionali, riattivando strumenti quali il bonus bebé, il sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa e la carta senior che garantisce buoni spesa, sconti e agevolazioni e l’accesso gratuito al trasporto pubblico.

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Per una sanità veramente più vicina alle persone

Per una sanità che sia veramente più vicina alle persone vogliamo riorganizzare la rete territoriale. Troppo spesso oggi si ricorre all’ospedale semplicemente perché non ci sono servizi alternativi. Basti pensare alle malattie croniche o a quelle della terza età per le quali più presidi sul territorio e una maggiore assistenza domiciliare alleggerirebbero il carico e i costi dell’ospedalizzazione. Il nostro progetto prevede di riportare il malato al centro delle politiche sanitarie regionali e per raggiungere questo obiettivo sono pronta ad impegnarmi in prima persona.

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Sanità malata

Desidero parlarvi di una lettera che, attraverso Facebook, mi ha inviato una giovane donna, della quale ovviamente non faccio il nome per tutelarne la riservatezza. Il caso è per molti versi emblematico e per me davvero importante, perché nelle poche ma ispirate righe che ho letto ho trovato i segni più evidenti della malasanità della nostra regione. La nostra amica nel suo racconto denuncia, infatti, che i malati di artrite reumatoide – e di altre malattie autoimmuni simili – nel 2008 si sono visti dimezzare la dose dei farmaci biologici mentre erano ricoverati presso alcuni ospedali romani. Il taglio dei farmaci, di inaudita gravità, si sarebbe verificato a causa del deficit economico in cui versano le casse della regione, con le conseguenze che è facile immaginare.
Ci tengo quindi a far sapere alla ragazza che mi ha scritto, e a quanti come lei tanto nobilmente si impegnano per questa causa (esiste anche un gruppo su Facebook sul tema), che sono esattamente questi i guasti che saranno nel mirino della mia azione di governo della regione. Ho detto già in molte altre occasioni che a proposito della sanità le mie parole d’ordine sono “tagliare gli sprechi e non i servizi” (posti letto, farmaci e prestazioni): non si tratta di un semplice slogan elettorale ma di un’assoluta priorità che riguarda la qualità della vita delle persone. In casi come questo la politica deve rispondere con responsabilità chiara e inequivocabile: si tratta infatti di temi sui quali si misura il grado di civiltà di una comunità e di fronte ai quali non è possibile opporre motivi di deficit economico. Questo è il mio impegno: quando governerò il Lazio ingiustizie del genere non si ripeteranno più.

Renata

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Un mio impegno: salvare il “Santa Lucia”.

«Salviamo l’ospedale Santa Lucia». E’ l’appello dei bambini e delle famiglie ospiti del Santa Lucia, un istituto di cura e ricerca scientifica che compie un’opera straordinaria di riabilitazione su tantissimi bimbi. Un appello che ho fatto mio indossando la maglietta che mi hanno donato per far sentire a tutti la loro voce.
Il Santa Lucia è un centro di eccellenza a Roma e nella nostra regione che per mancanza di fondi rischia di chiudere. Sono stata al Santa Lucia senza telecamere al seguito perché la sofferenza non va strumentalizzata, ma ho preso con loro l’impegno di richiamare quanta più attenzione possibile sulla difesa di una struttura che non può essere abbandonata. Così come promesso ho indossato la loro maglietta alla manifestazione che si è tenuta al cinema Gregory insieme a La Destra di Francesco Storace. Un gesto per testimoniare che interpretiamo la politica del fare, non del dire. Continuerò a dare voce alle richieste di queste famiglie che hanno fatto appello a tutte le istituzioni nazionali, e una volta alla guida della regione mi impegnerò per valorizzare le tante eccellenze di cui disponiamo: fatte di uomini e donne altamente professionali e di strutture all’avanguardia che non possiamo disperdere.

© 2010 Renata Polverini