Il presidente Polverini ha partecipato per la prima volta a una riunione della Conferenza delle Regioni, l’organismo di cui fanno parte tutti i governatori italiani e che dal 1981 rende più agevole e produttivo il confronto tra le regioni italiane.
In quest’occasione si è parlato di temi importanti come l’edilizia scolastica e il federalismo demaniale, e di altre importanti sfide che attendono in futuro le Regioni, a partire dall’attuazione del federalismo fiscale.
Nel corso dell’incontro il presidente Polverini ha sottolineato come sia necessario salvaguardare le funzioni e le competenze delle regioni, affinché mantengano un ruolo centrale in quello che sarà il percorso del federalismo e dei decreti attuativi.
Si tratta di temi, ha spiegato la governatrice, sui quali bisognerà tenere alta l’attenzione per poi intervenire in maniera puntuale.

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Ventotene. Perdite inaccettabili

A Ventotene si è consumata una tragedia gravissima. Quando due ragazze perdono la vita è sempre un fatto straziante. Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini si è subito attivato proclamando lo stato di calamità naturale e recandosi immediatamente sul posto per portare solidarietà e vicinanza delle Istituzioni alle famiglie. Polverini ha chiesto agli uffici competenti della Regione una relazione dettagliata sugli interventi effettuati sulle coste del Lazio, con riferimento specifico alle isole, annunciando che si sta provvedendo a costituire presso la Regione Lazio una task force per la definizione di un piano straordinario per la sicurezza in vista dell’apertura della stagione estiva.
“Sarà una delle prime delibere della mia Giunta”, ha detto Polverini spiegando come sia “necessario mettere in campo un vero programma di monitoraggio e di intervento complessivo per fronteggiare le situazioni di alto rischio. Perché non è più pensabile procedere in questo modo”.

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“Io resto Renata per tutti”

Renata Polverini, il nuovo Presidente della Regione Lazio, si è finalmente insediata. Dopo la proclamazione della Corte d’Appello è avvenuta la cerimonia dello scambio di consegne con l’ex vice-presidente Montino; il tutto in un clima di grande serenità e correttezza istituzionale.
Nell’incontro con la stampa Polverini ha manifestato tutto il suo entusiasmo per l’avventura che ora è iniziata anche formalmente. Ha preso confidenza con il suo studio e con le altre stanze dell’edificio, ma ha anche avvisato che sarà molto difficile tenerla chiusa nel Palazzo e tenerla lontano dalla sua gente. Il rapporto diretto con i cittadini, che è stato la costante quotidiana della campagna elettorale, non appartiene infatti al passato, sarà anzi il punto di forza dell’azione di governo per i prossimi cinque anni.
Una grande emozione ha fatto da cornice a tutta la giornata. Il nuovo Presidente è in sella, ma non cambia atteggiamento: “Io resto Renata per tutti”.

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La verità sulle condizioni della regione Lazio

Le parole con le quali Esterino Montino ha elogiato il lavoro della giunta regionale uscente destano molta sorpresa. Risulta infatti incomprensibile come un governo regionale che è stato sonoramente bocciato dagli elettori possa avere il coraggio di attribuirsi giudizi “vicini all’ottimo”. E’ il segno, ulteriore, di una politica vecchia e autoreferenziale, che offende l’intelligenza dei cittadini e ne ignora il giudizio legittimamente espresso con il voto.
La verità è purtroppo ben diversa. L’eredità della giunta Marrazzo-Montino è pesantissima, a partire da una spesa sanitaria fuori controllo, per arrivare all’immobilità politica che ha impedito alla giunta uscente di varare alcuna riforma strutturale.
Visto lo stato disastroso in cui versa la regione Lazio, Montino farebbe quindi bene a non dispensare consigli; renderebbe un servizio, piuttosto, se dedicasse maggiori energie ad una un’onesta e serena autocritica politica.

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Dopo la salute e la famiglia, la terza priorità che ho voluto inserire nel programma è la ‘rete della fragilità’ e per l’occasione ho scelto il centro diurno di assistenza disabili di Bracciano per illustrarne le linee guida. L’obiettivo che mi sono posta è sconfiggere non solo la malasanità ma anche la mala assistenza, per questo innanzitutto istituiremo una banca dati sulle fragilità per conoscere quali sono le fasce deboli sul nostro territorio. Vogliamo attivare un vero e proprio sistema di servizi diffuso in tutta la Regione per assicurare una risposta concreta ai bisogni degli individui e delle famiglie, con prestazioni di qualità e interventi appropriati ed efficaci. Introdurremo, ad esempio, un assegno che incentivi chi vuole prendersi cura dei disabili e degli anziani non autosufficienti a domicilio. Sono tante, infatti, le famiglie che si trovano sole di fronte a questo problema. Ma il nostro programma dà risposte a tutti gli individui fragili, dai minori a rischio agli anziani, con iniziative di formazione permanente; giardini e orti sociali affidati alla cura di persone anziane in difficoltà economiche in cambio di una integrativa alla pensione; oppure il ‘nonno vigile’ in prossimità delle scuole o di parchi e giardini pubblici.
È altrettanto importante raccordare gli interventi di carattere socio-assistenziale con quelli per la casa, con le politiche della sicurezza, per l’integrazione degli immigrati, con quelle della formazione e del lavoro. Da qui la necessità di costruire una vera e propria rete socio-sanitaria, che veda impegnati insieme i Comuni e le Aziende sanitarie in percorsi e regole condivise.

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Cambiare la Regione è la mia missione

Nonostante qualche difficoltà che abbiamo avuto in questi giorni, voglio che sia chiaro che io non ho mai cessato, neanche per un minuto, di fare campagna elettorale. Ho continuato a mantenere tutti i miei impegni e a visitare gli ospedali, anche nei momenti di maggiore tensione. Ieri ho iniziato la mia giornata recandomi all’ospedale Cto di Roma dove ho visitato alcuni reparti e incontrato dirigenti e operatori sanitari. Mi sono fermata poi a parlare e ad ascoltare la gente nei bar e nei negozi continuando, come ho sempre fatto, a essere vicina a voi. Per me sta diventando una vera e propria missione, il cambiamento che tante persone ci chiedono lo posso rappresentare io, insieme a voi e a una coalizione che in questo momento non è al governo della Regione.

Per la Regione, un gioco di squadra

Domani lo stadio Flaminio sarà teatro della partita di rugby Italia – Scozia valida per il torneo del 6 Nazioni. Gli spalti saranno gremiti di bambini che, in numero sempre maggiore, si avvicinano alla palla ovale. Il rugby, al di là della classificazione di “sport duro”, propone nei più giovani la trasmissione di valori come l’esaltazione del gioco di squadra, la fatica, l’onore e l’onestà. Riteniamo sia fondamentale che la nostra Regione incentivi e sostenga lo sport nei più piccoli, come momento di aggregazione, per far scoprire e rafforzare sentimenti di lealtà sportiva, di unione e vicendevole sostegno.

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La regione di tutti

Vogliamo fare della trasparenza e della partecipazione una vera e propria metodologia di lavoro della nostra azione di governo. La Regione promuoverà tavoli e occasioni di confronto, coinvolgendo tutti gli attori sociali ed economici, i cittadini e gli enti locali, per arrivare a scelte che siano condivise e non “calate dall’alto”.
Proprio con questo spirito sto svolgendo in questi giorni la mia campagna di ascolto: per accogliere tutti i suggerimenti che potranno diventare utili alla redazione del programma che condividerò con la coalizione che mi sostiene.
Un passaggio fondamentale sarà quello della semplificazione amministrativa, che assume importanza per i cittadini ed anche per quei settori quali il commercio, l’artigianato e la piccola e media impresa.
L’azione del governo regionale verrà resa più chiara, comprensibile e vicina ai cittadini attraverso l’eliminazione di passaggi burocratici e procedurali spesso inutili e l’individuazione di modalità più semplici e rapide per ottenere gli stessi risultati.
Trasparenza significa, soprattutto, fornire ai cittadini gli strumenti per essere informati sulla qualità delle azioni che il governo regionale metterà in atto. Perché chi governa deve dar conto del proprio operato, soprattutto ai cittadini. Solo così potremo avere, davvero, una regione di tutti.

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Fondi UE, indispensabile un efficace coordinamento

L’Europa deve tornare ad essere una concreta opportunità di sviluppo per la nostra regione. Un’occasione che negli ultimi cinque anni non è stata colta fino in fondo: le risorse sono state spese solo in minima parte: esiguo il numero dei progetti presentati per accedere ai bandi, spesso incentrati solo su alcune tematiche o specifici territori. L’attuale “Conferenza delle Autorità di gestione” presso la presidenza della Regione si è rivelata fallimentare. Ecco perché vogliamo istituire un “Centro di coordinamento delle politiche comunitarie” che funzioni davvero, per evitare un’attività progettuale sino a oggi scollegata.
Occorre allora ripartire dal territorio: questo significa da una parte garantire un tavolo di coordinamento efficace che faccia capo alla presidenza della Regione, dall’altro mettere a disposizione una struttura tecnica, sempre presso la presidenza, di supporto alla progettazione nel territorio che operi in collaborazione con gli enti locali, le imprese, le università e i centri di ricerca, e che si occupi di realizzare e di monitorare i progetti.
C’è inoltre un problema, non irrilevante, di formazione: i progetti per l’accesso ai bandi europei non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Di qui la volontà di investire sulla formazione dei progettisti.

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Un patto per il futuro con i giovani

Un Patto per il Futuro. Questo è l’impegno che ho preso con i giovani per dire no alla precarietà e alla fuga dei cervelli. Ieri ho partecipato a un incontro con ragazzi e ragazze del Pdl e sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta accettando questa candidatura. La mia missione è dare inizio a quel ricambio generazionale di cui si sente tanto bisogno. Possiamo cambiare la vita di molte persone a partire dalle nuove generazioni, agevolandone innanzitutto l’ingresso nel mondo del lavoro. Per questo è opportuno incentivare le aziende che sostengono l’occupazione giovanile e creare percorsi formativi che facciano da collante tra istruzione e sistema produttivo per combattere la precarietà lavorativa, pur utilizzando gli strumenti della flessibilità. Ma la mia attenzione è rivolta anche a chi vive in quartieri che socialmente offrono poco. Con la collaborazione dei Comuni si possono realizzare luoghi di aggregazione e di confronto dove i giovani possono coltivare le proprie passioni, dove possono riscoprire cose belle come l’arte e la musica. Non tutti, ad esempio, hanno la possibilità di suonare il pianoforte. Ecco, dobbiamo dare ai giovani la possibilità di investire nel proprio futuro. Guarderemo alle nuove generazioni costruendo un programma anche in base alle indicazioni che ci darete.

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© 2010 Renata Polverini