Un Popolo in piazza

La manifestazione di piazza San Giovanni insieme a Silvio Berlusconi e alle migliaia di persone che con entusiasmo hanno percorso le strade di Roma, arrivate spontaneamente per far sentire la loro voglia di andare al voto, ha dato un’ulteriore spinta emozionale a me e ai tanti elettori del Pdl. Certo, la notizia dell’esclusione della lista del Popolo della Libertà a Roma mi è dispiaciuta molto, perché credo che gli elettori meritino di trovare il loro simbolo e i loro candidati sulla scheda. Ma ripeto, questo torto si può rimediare solo dando una risposta forte alle urne il 28 e 29 marzo e mettendo una croce sul simbolo della lista che porta il mio nome. Lo stesso Berlusconi ha ribadito di votare tutti compatti per Renata Polverini presidente. Ci sono tutte le condizioni per affrontare serenamente questa scadenza elettorale e per vincere, insieme a voi.

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Vi racconto come sono andati i fatti

Sabato 27 febbraio, intorno alle 11.25, i rappresentanti del PDL si sono regolarmente presentati presso il Tribunale di Roma per il deposito del simbolo e delle candidature.
Poiché la sala non poteva ospitare contemporaneamente tutti i rappresentanti dei partiti, il Presidente dell’Ufficio Circoscrizionale ha dato disposizione di entrare uno alla volta. Fuori dell’Ufficio si formava, pertanto, un assembramento di delegati e di militanti di partito.
Alle 12.20 un componente della Commissione è uscito dall’Ufficio e ha chiesto quante persone fossero ancora in attesa per la consegna delle liste. In quel momento uno dei due rappresentanti del PDL ha dichiarato la sua presenza.
Dopo qualche minuto, l’altro rappresentante del PDL si è avvicinato all’area antistante l’Ufficio per dare il cambio al suo collega.
In quel preciso momento esponenti del partito radicale, con urla e proteste, hanno cominciato a lanciare accusa di brogli, rivolgendosi in particolare ai rappresentanti del PDL. Ne è scaturita una discussione animata che ha portato all’intervento immediato delle forze dell’ordine. I rappresentanti dei radicali, pur consapevoli della presenza dei nostri due delegati, hanno voluto comunque inscenare una provocazione che ha di fatto impedito la presentazione materiale delle candidature del PDL.
Infatti, a seguito della confusione e della tensione che si era venuta a creare, il Presidente dell’ufficio circoscrizionale ha dato istruzioni alle forze dell’ordine di delimitare immediatamente l’area di accesso all’Ufficio elettorale e di non far entrare altri.
I rappresentanti del PDL, fino a quel momento regolarmente in fila come altri, si sono visti tagliare fuori dall’accesso alla sala.
Riteniamo gravissimo quanto è accaduto. Limitare od impedire, in qualsiasi modo, la libertà di scelta degli elettori segnala pericolosamente l’assenza di una cultura democratica che dovrebbe, invece, rappresentare il territorio di tutti e che tutti dovrebbero difendere.
Lo scarso rispetto nei confronti dei cittadini è l’altra faccia di questa vicenda perché una competizione elettorale si gioca sulle proposte e non impedendo il regolare confronto politico.

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Non cancelleranno la Democrazia

Cari amici, come certamente molti di voi sapranno stiamo subendo una grave ingiustizia. C’è il rischio reale che il Pdl, principale partito del Paese, non possa partecipare alle prossime elezioni regionali del Lazio. Questo perché nel momento della presentazione formale delle liste è stato fisicamente impedito ai nostri delegati di ultimare la consegna del materiale necessario. Si tratta di un episodio di incredibile gravità, assolutamente estraneo alle regole democratiche e al confronto politico.
Inutile dire che io non mi tiro indietro. Oggi più che mai sono convinta che c’è bisogno di un profondo cambiamento nella nostra regione. Siamo forti delle nostre idee e dei nostri convincimenti. Chi pensa di fermarci in questo modo vuole, infatti, solo cancellare la Democrazia facendo ricorso alla forza fisica e ai legacci della burocrazia esasperata.
Sono certa che i cittadini del Lazio vogliono voltare pagina e cancellare la cattiva amministrazione, le prepotenze e le ingiustizie che troppo spesso sono costretti a subire. Sono scesa in campo per cambiare le cose. E so di potercela fare con il sostegno di tutti voi.
Da oggi pomeriggio alle cinque dal mio gazebo di piazza del Popolo inizieremo a distribuire gomme da cancellare, perché saremo noi a cancellare quello che non funziona in questa regione, e non il contrario.

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© 2010 Renata Polverini