In tempi rapidissimi il Lazio diventerà energeticamente autosufficiente e in pochi anni andrà addirittura in surplus, esportando energia verso altre regioni. Pertanto ritengo che nel Lazio non ci sia bisogno di istallare nuove centrali nucleari.
Ricordo che si sta ultimando la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord a carbone pulito (da olio combustibile) e che questo ha già comportato una forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni Comune, Provincia e Regione. A oggi, infatti, è attivo solo uno dei tre impianti, un secondo è in prova e un terzo è in fase di completamento.
La stessa centrale a olio combustibile di Montalto di Castro funziona a potenza ridotta. Mettere a regime Torrevaldaliga nord e Montalto di Castro già consentirebbe di andare in pareggio energetico.
Mi sembra legittimo che il Governo affidi alla Corte costituzionale il compito di dirimere un conflitto di competenze: definire un atto intimidatorio un ricorso alla Consulta mi sembra un indizio di scarso rispetto delle Istituzioni e un cedimento alla demagogia. Ciò premesso, a prescindere dai problemi di costituzionalità delle leggi in questione, è impensabile che si possano realizzare impianti nucleari senza il consenso delle regioni. Una centrale nucleare non è un problema ideologico, ma un’opportunità da valutare, anche in relazione alla produzione di energia di ogni regione rispetto al fabbisogno del territorio. Nel nostro programma, prima di esprimere una posizione definitiva, valuteremo questi indicatori con grande attenzione.
Comincio a rispondere a commenti e domande, aiutata dalla mia redazione. Alcuni di voi, mi rivolgo per tutti a Giuseppe Salvo, a Stefano, Massimo e Andrea, mi hanno chiesto spiegazioni sull’appoggio di Francesco Storace alla mia candidatura. Innanzitutto, per vincere in una competizione bipolare, è necessario aggregare quante più forze è possibile. Naturalmente le alleanze si fanno su basi chiare: nel mio caso i diversi partiti scelgono di appoggiarmi – e io ne sono lieta – ma è altrettanto chiaro che l’alleanza avviene su una linea definita da me, e sulla quale non subirò condizionamenti di alcun genere. In secondo luogo, Storace ha smesso di amministrare la regione cinque anni fa, poi ci sono stati i cinque anni della giunta Marrazzo, che ci hanno lasciato l’eredità disastrosa che è sotto gli occhi di tutti. Altri, come Luigi, Gianni e Michele, mi chiedono dell’ipotesi di centrali nucleari nel Lazio. Sul tema ho già detto che nessuna decisione sarà presa senza il consenso e la partecipazione delle comunità locali. Aggiungo che il merito va discusso serenamente, senza demonizzazioni. Sergio pone una questione delicatissima, che ho molto a cuore. Mi chiede come è possibile che chi ha in famiglia un disabile debba anche pagare per la riabilitazione. Ebbene, su questo non ho dubbi: non può e non deve essere così. La Sanità del Lazio prenderà una strada totalmente diversa, non ci sarà più spazio per sprechi e consulenze assegnate a incapaci. La razionalizzazione della spesa sanitaria ci permetterà di erogare servizi migliori per tutti, e di fare in modo che chi ha realmente bisogno non debba pagare due volte. Alessio Papi chiede delle risposte sul tema del riordino delle agenzie regionali. Anche su questo vale quanto ho detto sulla sanità: la parola d’ordine è eliminare gli sprechi. Partirà subito un monitoraggio delle società pubbliche e delle agenzie regionali, per verificare la qualità dei servizi. Cattiva politica e pratiche clientelari devono essere eliminate. La pubblica amministrazione deve risparmiare tanti soldi buttati in consulenze. Le amministrazioni locali devono essere responsabili e garanti di azioni che migliorano la qualità della vita e all’assistenza dei cittadini. Il governo regionale, per parte sua, si impegnerà a rispettare e promuovere criteri di premialità per gli enti virtuosi, quelli che fanno buona amministrazione. Un altro commentatore, che si firma Orobi, vuole sapere cosa penso dell’abolizione delle province. Il tema non fa parte delle competenze di un Presidente di Regione, ma voglio dire la mia comunque. Sono contraria all’abolizione. Sarebbe una misura demagogica e inutile. In ogni nazione esistono enti intermedi tra la regione e i comuni, cui sono affidati compiti di coordinamento territoriale. Naturalmente bisogna evitare sovrapposizioni tra le diverse competenze, snellire gli apparati e non rimpolparli continuamente, combattere le clientele. Ma è certo che vi sono temi che richiedono un intervento sovracomunale e non possono essere affidati direttamente alla regione. Mario parla delle unioni civili. Sono favorevole a normare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie b. Allo stesso tempo sono convinta che diritti e doveri reciproci debbano essere riconosciuti alle coppie che vivono fuori del matrimonio.
Attraverso Facebook Carlo mi chiede cosa farò sulla speculazione edilizia e il verde urbano. Mi impegnerò come può farlo la regione, con provvedimenti chiari e rigorosi che mettano in condizione gli enti che intervengono direttamente sul territorio (generalmente i comuni) di operare nel migliore dei modi a protezione del verde, dell’ambiente e di un’edilizia non fondata sulla speculazione. Mariagrazia e Fernando, infine, sollevano il problema dello smaltimento rifiuti. Per garantire la miglior gestione del problema non c’è altra strada che ricorrere all’impiego dei più moderni sistemi di smaltimento, perché solo così si può garantire il rispetto dell’ambiente e salvaguardare la salute pubblica. Assicuro però che, come nel caso delle centrali nucleari, anche per i siti di stoccaggio e di termovalorizzazione dei rifiuti qualsiasi decisione sarà presa sulla base della massima partecipazione dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche.















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