Dalla promozione del circuito alberghiero alla promozione di corsi di formazione specifici, dalla promozione di percorsi religiosi alla realizzazione di nuovi itinerari enogastronomici. Sono questi i punti caratterizzanti del nostro programma per rilanciare il turismo nel Lazio. Fino ad oggi nella nostra regione non c’è stata una politica concreta su questo tema: uno dei primi impegni che intendo affrontare sarà quello di rendere il settore più competitivo.
Viviamo nel territorio che ha il più grande patrimonio artistico del mondo, una risorsa che possiamo mettere a frutto creando le condizioni più idonee affinché le aziende continuino ad investire nel settore, contribuendo così al rilancio dell’economia nella regione. Siamo pronti ad impegnarci per migliorare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese ma anche per utilizzare “in modo diverso” i fondi della comunità europea.
Dobbiamo utilizzare Roma come volàno per spingere i turisti ad andare nelle altre province. Per farlo, però, abbiamo bisogno di migliorare le vie di comunicazione come strade e superstrade, linee ferroviarie e porti.
Bisogna sicuramente investire nella formazione dei lavoratori del settore, spesso stranieri, per mantenere elevati gli standard qualitativi. E’ necessario, inoltre, rilanciare i campeggi del Lazio, le località termali, il turismo congressuale e i percorsi religiosi ed enogastronomici già esistenti.
Stiamo infine puntando a realizzare un portale innovativo per promuovere il Made in Lazio utilizzando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.
Sono stata a Bruxelles dove ho visitato l’ufficio regionale del Lazio presso l’Ue e dove ho avuto modo di conoscere il personale e i dirigenti, stimandone la professionalità e le capacità. Da questa giornata ho avuto delle risposte importanti, ma soprattutto la conferma che sulla gestione dei fondi europei per il Lazio il problema non è lì ma a Roma, alla Regione. Sono ripartita con la convinzione che l’utilizzo delle risorse comunitarie può e deve essere migliorato. Mi riferisco alla facilità di accesso da parte di imprese e cittadini, alla velocità delle procedure, ai tempi di erogazione delle risorse, alla verifica dei risultati.
Sul tema credo si debbano avviare politiche in netta controtendenza con quanto operato fino ad oggi. Innanzitutto, sarà necessario istituire un Centro di coordinamento delle politiche comunitarie, che faccia capo alla presidenza della Regione. Inoltre, sono sempre più convinta che bisogna investire sulla formazione: oggi paghiamo un’assenza di professionalità capaci di guidare l’imprenditore nel percorso di accesso alle risorse. I progetti non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Per questo ci impegneremo a formare nuovi esperti di progettazione comunitaria per cogliere ogni opportunità di ottenere finanziamenti.
Mi attiverò infine per valorizzare ulteriormente l’ufficio facendone una vera e propria ‘Casa Lazio’ nella capitale europea. Questo anche attraverso una vetrina, all’interno della quale esporre le nostre produzioni di qualità e di eccellenza. Anche così intendiamo rilanciare la nostra economia, promuovendo al meglio l’immagine della nostra regione.
Valorizzare la produzione agricola nella nostra regione adottando ogni strategia necessaria a promuovere il “made in Lazio”. E’ questo l’obiettivo che intendo perseguire per sostenere le attività delle numerose aziende che, con passione e impegno, portano ogni giorno nelle nostre tavole prodotti ortofrutticoli e zootecnici di qualità. E proprio sulla qualità si deve puntare per poter competere.
L’intero settore agricolo riveste una rilevanza strategica economica e sociale che va difesa. Per questo,ad esempio, dobbiamo difendere la Centrale del latte di Roma dagli interessi delle multinazionali. Su questo argomento non possiamo certo permetterci alcun passo indietro, anche chiedendo al governo nazionale di intervenire se necessario.
Intendo riportare al centro del dibattito e dell’economia i temi dell’agricoltura, una sfida che va di pari passo con lo sviluppo di un altro settore strategico come il turismo. Dobbiamo fare in modo che in Italia come all’estero ciascuna delle nostre province venga conosciuta e apprezzata anche attraverso percorsi enogastronomici: penso a certi straordinari frutti della terra, produzioni artigianali o ricette tipiche che da sole valgono un viaggio. Per fare questo intendiamo investire sullo sviluppo dei distretti, sull’agriturismo, sul biologico e nel rilancio della filiera regionale. Vogliamo aiutare le imprese facilitando l’accesso al credito, rafforzando strumenti esistenti come la Banca Lazio e i Confidi, ripianando il debito sanitario per abbassare l’Irap, riordinando l’apparato legislativo per semplificare l’applicazione delle leggi. Dalla campagna di ascolto stanno arrivando tanti contributi per la costruzione del programma e il decalogo degli agricoltori va in questa direzione.


















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