E’ a tutti nota la mia posizione contro ogni qualsivoglia progetto di liberalizzazione delle droghe, leggere o pesanti che siano. Per quanto mi riguarda ogni sostanza stupefacente rappresenta un grave pericolo per la salute a livello individuale e un intollerabile problema sociale e per la sicurezza delle nostre città.
Per questi motivi, nel mio programma non hanno trovato posto quelle suggestioni antiproibizioniste che sono invece da anni sostenute in ogni sede istituzionale e pubblica da Emma Bonino.
Quello sul commercio libero degli stupefacenti è uno dei numerosi temi sui quali la mia posizione è assolutamente opposta a quella della candidata del centrosinistra: quando sarò presidente della Regione Lazio non ci saranno né spinelli in vendita nelle farmacie, né stupefacenti distribuiti su prescrizione medica.
Il problema delle tossicodipendenze è stato sottovalutato e trascurato dalla giunta Marrazzo e dietro questo atteggiamento si nasconde una subcultura che riduce il consumo di stupefacenti ad una dimensione della sfera individuale. Un’idea del tutto sbagliata che ha distrutto l’esistenza di milioni di individui e che va contrastata con forza e senza esitazioni.
Colgo negli appelli che giungono in questi ultimi giorni di campagna elettorale dalle associazioni delle comunità di recupero dei tossicodipendenti non soltanto il timore che alcune strampalate idee radicali trovino spazio nel nostro sistema sanitario, ma anche la grande preoccupazione per il futuro da parte di un settore che è stato abbandonato al proprio destino dalla Regione Lazio.