L’Italia è bloccata dagli slogan del governo

L’Italia è bloccata dagli slogan del governo

E’ passata inosservata la nota diffusa oggi dall’Istat sugli under 35. Secondo le stime dell’Istituto di statistica sono sette milioni i giovani compresi nella fascia 18 – 34 anni che vivono ancora in famiglia. Non serve leggere le cause indicate dall’indagine perché è una realtà la mancanza di lavoro in questo Paese, anche quando il lavoro c’è ma è precario. Il sistema Italia è da troppo tempo in crisi e stenta a decollare.

Alla luce di quest’ultimo prospetto statistico si rivela sempre più necessario ripartire da una politica dei redditi, perché la maggior parte delle famiglie italiane sono monoreddito. Specialmente nel Mezzogiorno, dove, secondo l’Istituto, c’è la più alta concentrazione di ragazzi ancora a casa.

Difronte la soddisfazione di parte del Pd sulla tracciabilità dei voucher varata ieri sera dal Consiglio dei Ministri bisogna rimanere cauti perché l’abuso di questi buoni è sempre dietro l’angolo. Usati come unica alternativa alla regolarizzazione del lavoro portano a incrementare la precarietà.

Siamo in un circolo vizioso alimentato dai continui slogan dell’attuale governo. Troppi ne abbiamo ascoltati in questi giorni: le promesse per la ricostruzione post-terremoto in Italia centrale, la discussione sul prestito pensionistico e quella sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, entrambe rimandate alla prossima settimana.

Tutto questo mentre l’Europa ci esclude dal vertice Merkel-Hollande-Juncker a causa di un Presidente del Consiglio che a giorni alterni decide se usare la carta della flessibilità per far sentire la sua voce a Bruxelles.