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“Il ministro Giovannini ha ben chiaro il quadro dell’occupazione?”

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«Mi auguro che il ministro del Welfare Giovannini abbia realmente un quadro chiaro della situazione occupazionale soprattutto per quanto riguarda quella giovanile. I dati diffusi ieri dall’Istat non mi sembrano così positivi e anzi riflettono una situazione di immobilismo proprio sul fronte del mercato del lavoro che in questo momento non possiamo assolutamente permetterci». Renata Polverini, vicepresidente della Commissione Lavoro, replica così al ministro che ha sottolineato la positività del decreto Lavoro insistendo sull’incremento di assunzioni per i giovani. Per l’esponente del Pdl, invece, la situazione registrata è diversa. «Ricordo inoltre – spiega Polverini – che proprio domani audiremo in Commissione Lavoro i rappresentanti delle associazioni di categoria perché il decreto Lavoro varato in agosto, pur rappresentando un piccolo passo in avanti, purtroppo non è ancora sufficiente, data anche la scarsità di risorse a disposizione, a ridare slancio e spessore ad una ripresa che qualcuno con ottimismo si sforza a

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“I dati sulla disoccupazione restano allarmanti. Il ministro Giovannini deve approndire le proposte sulla riforma Fornero”

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È arrivato al 12,2%. Si tratta, secondo l’Istat, del nuovo massimo storico, il livello più alto dal 1977, e interessa sia gli uomini sia le donne. Stiamo parlando del tasso di disoccupazione, un dato allarmante che si attesta a quota al 38,5% per ciò che riguarda i giovani. Commentando queste cifre Renata Polverini lancia così il suo appello al governo: «I dati Istat sulla disoccupazione confermano ancora una volta che siamo in piena emergenza: questo Governo ha il dovere di creare lavoro altrimenti il suo operato risulterà inutile». Certo,  «allo scorso Consiglio Europeo un piccolo passo avanti è stato fatto, ma non è sufficiente». Secondo il vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera «sono necessari interventi strutturali per  superare la politica degli annunci e passare ai fatti». Su questo punto Polverini traccia la sua agenda: «È necessario proseguire con il lavoro già iniziato sul tema della cassa integrazione per garantire le

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Con i giovani in Israele "per mantenere viva la memoria"

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Una due giorni “per mantenere viva, in noi e nei nostri giovani, la memoria dei drammatici eventi che nell’ultimo secolo hanno colpito il popolo ebraico”. Con questo spirito si è concluso il viaggio in Israele del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che ha accompagnato a Gerusalemme i ragazzi vincitori del concorso “Il percorso dei Giusti – La memoria del bene patrimonio dell’Umanità”. Il premio quinquennale, giunto all’ultima edizione, quest’anno ha coinvolto gli studenti degli ultimi due anni degli istituti superiori della provincia di Latina. Premiati il cortometraggio “Panni sporchi”, realizzato dai ragazzi dall’Istituto Nautica e commerciale “Giovani Caboto” di Gaeta, e il video “Darchei Shalom”, presentata dall’ISISS “Pacifici e De Magistris” di Sezze. “Intendiamo proseguire questa iniziativa – ha detto agli studenti il presidente Polverini – e credo che si possa aggiungere anche qualcosa in più per conoscere e vivere la storia, anche quella più tremenda. Perché la libertà

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Un patto per il futuro con i giovani

Diario

Un Patto per il Futuro. Questo è l’impegno che ho preso con i giovani per dire no alla precarietà e alla fuga dei cervelli. Ieri ho partecipato a un incontro con ragazzi e ragazze del Pdl e sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta accettando questa candidatura. La mia missione è dare inizio a quel ricambio generazionale di cui si sente tanto bisogno. Possiamo cambiare la vita di molte persone a partire dalle nuove generazioni, agevolandone innanzitutto l’ingresso nel mondo del lavoro. Per questo è opportuno incentivare le aziende che sostengono l’occupazione giovanile e creare percorsi formativi che facciano da collante tra istruzione e sistema produttivo per combattere la precarietà lavorativa, pur utilizzando gli strumenti della flessibilità. Ma la mia attenzione è rivolta anche a chi vive in quartieri che socialmente offrono poco. Con la collaborazione dei Comuni si possono realizzare luoghi di aggregazione e di confronto

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