Una due giorni “per mantenere viva, in noi e nei nostri giovani, la memoria dei drammatici eventi che nell’ultimo secolo hanno colpito il popolo ebraico”. Con questo spirito si è concluso il viaggio in Israele del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che ha accompagnato a Gerusalemme i ragazzi vincitori del concorso “Il percorso dei Giusti – La memoria del bene patrimonio dell’Umanità”.
Il premio quinquennale, giunto all’ultima edizione, quest’anno ha coinvolto gli studenti degli ultimi due anni degli istituti superiori della provincia di Latina. Premiati il cortometraggio “Panni sporchi”, realizzato dai ragazzi dall’Istituto Nautica e commerciale “Giovani Caboto” di Gaeta, e il video “Darchei Shalom”, presentata dall’ISISS “Pacifici e De Magistris” di Sezze.
“Intendiamo proseguire questa iniziativa – ha detto agli studenti il presidente Polverini – e credo che si possa aggiungere anche qualcosa in più per conoscere e vivere la storia, anche quella più tremenda. Perché la libertà è un valore che dobbiamo sempre difendere. Alla fine di questo viaggio, quando tornerete nelle vostre città – ha concluso il presidente della regione Lazio -, sarete davvero in grado di consegnare ai vostri compagni la memoria”.
Un Patto per il Futuro. Questo è l’impegno che ho preso con i giovani per dire no alla precarietà e alla fuga dei cervelli. Ieri ho partecipato a un incontro con ragazzi e ragazze del Pdl e sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta accettando questa candidatura. La mia missione è dare inizio a quel ricambio generazionale di cui si sente tanto bisogno. Possiamo cambiare la vita di molte persone a partire dalle nuove generazioni, agevolandone innanzitutto l’ingresso nel mondo del lavoro. Per questo è opportuno incentivare le aziende che sostengono l’occupazione giovanile e creare percorsi formativi che facciano da collante tra istruzione e sistema produttivo per combattere la precarietà lavorativa, pur utilizzando gli strumenti della flessibilità. Ma la mia attenzione è rivolta anche a chi vive in quartieri che socialmente offrono poco. Con la collaborazione dei Comuni si possono realizzare luoghi di aggregazione e di confronto dove i giovani possono coltivare le proprie passioni, dove possono riscoprire cose belle come l’arte e la musica. Non tutti, ad esempio, hanno la possibilità di suonare il pianoforte. Ecco, dobbiamo dare ai giovani la possibilità di investire nel proprio futuro. Guarderemo alle nuove generazioni costruendo un programma anche in base alle indicazioni che ci darete.















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