Tutti devono poter studiare

Assegni di 500 euro per alunno, riservati alle famiglie meno abbienti residenti nel Lazio e con un indicatore Isee non superiore a 15mila euro. E’ in questo modo che la Giunta Polverini vuole sostenere in modo concreto gli alunni meritevoli e in condizioni di disagio economico. La cifra stanziata per gli assegni di studio agli studenti della scuola secondaria è di 1 milione e 350mila euro ed è destinata direttamente alle famiglie, sulla base delle graduatorie stabilite dai Comuni, per fare in modo che tutti gli aventi diritto possano avvalersi di questo sostegno. Hanno diritto a richiedere il contributo gli iscritti nell’anno scolastico 2010/2011 al primo anno di scuola secondaria di secondo grado, statale o paritaria, e gli iscritti al terzo anno di scuola secondaria di secondo grado, statale o paritaria, che hanno conseguito nell’anno scolastico 2009/2010 votazione media pari o superiore a 8/10.

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La formazione dei nostri ragazzi è stata una delle priorità del programma elettorale di Renata Polverini.
Il primo passo in questa direzione è stato compiuto con lo stanziamento di 57,2 milioni di euro da parte della Giunta Polverini per i percorsi triennali di istruzione e formazione professionale.
In particolare, sono stati stanziati 30 milioni di euro per il finanziamento del primo biennio dei percorsi in assolvimento dell’obbligo di istruzione per l’anno scolastico 2010-2011.
Grazie a questo importante investimento, a partire dal prossimo settembre saranno attivati 135 corsi di prima annualità che verranno ripartiti tra le Province di Frosinone, Latina, Roma, Rieti e Viterbo per complessivi 2.947 alunni.
Ulteriori 27,2 milioni di euro saranno messi a disposizione dal Fondo Sociale Europeo (F.S.E.) per i percorsi triennali e per le altre attività di formazione di durata inferiore.

Turismo, occasione di sviluppo

Dalla promozione del circuito alberghiero alla promozione di corsi di formazione specifici, dalla promozione di percorsi religiosi alla realizzazione di nuovi itinerari enogastronomici. Sono questi i punti caratterizzanti del nostro programma per rilanciare il turismo nel Lazio. Fino ad oggi nella nostra regione non c’è stata una politica concreta su questo tema: uno dei primi impegni che intendo affrontare sarà quello di rendere il settore più competitivo.
Viviamo nel territorio che ha il più grande patrimonio artistico del mondo, una risorsa che possiamo mettere a frutto creando le condizioni più idonee affinché le aziende continuino ad investire nel settore, contribuendo così al rilancio dell’economia nella regione. Siamo pronti ad impegnarci per migliorare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese ma anche per utilizzare “in modo diverso” i fondi della comunità europea.
Dobbiamo utilizzare Roma come volàno per spingere i turisti ad andare nelle altre province. Per farlo, però, abbiamo bisogno di migliorare le vie di comunicazione come strade e superstrade, linee ferroviarie e porti.
Bisogna sicuramente investire nella formazione dei lavoratori del settore, spesso stranieri, per mantenere elevati gli standard qualitativi. E’ necessario, inoltre, rilanciare i campeggi del Lazio, le località termali, il turismo congressuale e i percorsi religiosi ed enogastronomici già esistenti.
Stiamo infine puntando a realizzare un portale innovativo per promuovere il Made in Lazio utilizzando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

Una vetrina sull’Europa

Sono stata a Bruxelles dove ho visitato l’ufficio regionale del Lazio presso l’Ue e dove ho avuto modo di conoscere il personale e i dirigenti, stimandone la professionalità e le capacità. Da questa giornata ho avuto delle risposte importanti, ma soprattutto la conferma che sulla gestione dei fondi europei per il Lazio il problema non è lì ma a Roma, alla Regione. Sono ripartita con la convinzione che l’utilizzo delle risorse comunitarie può e deve essere migliorato. Mi riferisco alla facilità di accesso da parte di imprese e cittadini, alla velocità delle procedure, ai tempi di erogazione delle risorse, alla verifica dei risultati.
Sul tema credo si debbano avviare politiche in netta controtendenza con quanto operato fino ad oggi. Innanzitutto, sarà necessario istituire un Centro di coordinamento delle politiche comunitarie, che faccia capo alla presidenza della Regione. Inoltre, sono sempre più convinta che bisogna investire sulla formazione: oggi paghiamo un’assenza di professionalità capaci di guidare l’imprenditore nel percorso di accesso alle risorse. I progetti non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Per questo ci impegneremo a formare nuovi esperti di progettazione comunitaria per cogliere ogni opportunità di ottenere finanziamenti.
Mi attiverò infine per valorizzare ulteriormente l’ufficio facendone una vera e propria ‘Casa Lazio’ nella capitale europea. Questo anche attraverso una vetrina, all’interno della quale esporre le nostre produzioni di qualità e di eccellenza. Anche così intendiamo rilanciare la nostra economia, promuovendo al meglio l’immagine della nostra regione.

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Immigrazione e integrazione

La presenza di lavoratori specializzati stranieri rappresenta una risorsa per il tessuto produttivo della nostra regione. Bisogna essere inflessibili con chi delinque, sia esso italiano o straniero, ma dobbiamo accogliere e integrare quanti vengono in Italia nel rispetto delle nostre leggi e delle nostre tradizioni, per lavorare o per studiare.
D’altra parte anche noi italiani fino a cinquant’anni fa siamo stati una nazione di emigranti e abbiamo avuto la nostra chance di inserimento. Oggi siamo chiamati ad offrire la stessa opportunità di integrazione a chi viene nel nostro Paese. La formazione può svolgere un ruolo importante per gli immigrati, non solo ai fini dell’integrazione, ma per consentire alle imprese di avere manodopera qualificata che dia valore aggiunto ai nostri prodotti.
Ma non solo. Pensiamo anche di incoraggiare l’individuazione di luoghi di aggregazione dove possano apprendere e condividere le nostre tradizioni e i nostri modi di vita: penso all’utilizzo di locali pubblici in collaborazione con le associazioni di volontariato, magari coinvolgendo anche giovani e anziani.

Giovani, nuovi spazi di aggregazione e formazione

Dobbiamo utilizzare sedi municipali o di associazioni private per mettere a disposizione dei giovani, a cominciare da quelli con maggiori difficoltà economiche, luoghi di apprendimento di arti, sport e musica.
Vogliamo, in collaborazione con i comuni che vorranno sposare questi progetti, accompagnare i nostri ragazzi nel processo di formazione e, attraverso questa iniziativa, contribuire alla creazione di centri di aggregazione sociale utili anche a far emergere nuovi talenti e promuovere nuove opportunità professionali.
Sono a favore di una politica che insieme all’associazionismo sia al servizio dei cittadini e del bene comune. Coinvolgeremo il mondo del volontariato, dei movimenti e delle fondazioni per mettere in campo i valori cui facciamo riferimento, che sono quelli della solidarietà e della sussidiarietà.

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Formazione e lavoro: binomio vincente

Il lavoro è una delle parole chiave del mio programma per la Regione. Voglio promuovere una maggiore cultura di impresa tra i giovani. E la formazione gioca un ruolo fondamentale per favorire e sostenere l’occupazione. Questo significa coinvolgere non solo le imprese ma anche le università, creando un rapporto stretto tra formazione, centri di ricerca e impresa.
Nella nostra Regione l’occupazione dovrà diventare un elemento sano grazie al quale i giovani potranno costruirsi una famiglia e guardare con maggiore serenità al futuro anche utilizzando gli strumenti della flessibilità, facendo in modo però che non trasformino la vita lavorativa in precarietà.
La ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione costituiranno il motore dell’economia della conoscenza, della crescita e della competitività delle imprese. Vogliamo una formazione mirata a rispondere alle richieste che vengono dal territorio, puntando a quelle figure professionali di cui le aziende hanno bisogno.

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© 2010 Renata Polverini