Da oggi 4000 persone possono stare più tranquille. Dalla Regione Lazio arrivano infatti 5 milioni di euro a sostegno dei precari della scuola. L’accordo prevede che il personale docente e Ata (Ausiliari, tecnici e amministrativi), che quest’anno e lo scorso non ha avuto accesso a incarichi di supplenza annuali, sia coinvolto prioritariamente in progetti di carattere educativo tesi a migliorare l’offerta formativa. Al personale impegnato negli interventi regionali è garantita un’integrazione del sussidio di disoccupazione fino al raggiungimento della retribuzione di riferimento per un periodo pari alla durata del sussidio. Arrivano inoltre 10 milioni per l’edilizia scolastica dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che si aggiungono ai 105 milioni di euro per l’edilizia scolastica stanziati dalla Giunta Polverini con la manovra di assestamento di bilancio. I fondi serviranno alla riqualificazione e per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, la messa a norma degli impianti, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la dotazione di impianti sportivi. I due provvedimenti sono contenuti nei Protocolli d’intesa firmati oggi a Palazzo Chigi dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. L’obiettivo è quello di rendere le scuole più sicure e accoglienti e di sostenere i lavoratori precari.

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Una vetrina sull’Europa

Sono stata a Bruxelles dove ho visitato l’ufficio regionale del Lazio presso l’Ue e dove ho avuto modo di conoscere il personale e i dirigenti, stimandone la professionalità e le capacità. Da questa giornata ho avuto delle risposte importanti, ma soprattutto la conferma che sulla gestione dei fondi europei per il Lazio il problema non è lì ma a Roma, alla Regione. Sono ripartita con la convinzione che l’utilizzo delle risorse comunitarie può e deve essere migliorato. Mi riferisco alla facilità di accesso da parte di imprese e cittadini, alla velocità delle procedure, ai tempi di erogazione delle risorse, alla verifica dei risultati.
Sul tema credo si debbano avviare politiche in netta controtendenza con quanto operato fino ad oggi. Innanzitutto, sarà necessario istituire un Centro di coordinamento delle politiche comunitarie, che faccia capo alla presidenza della Regione. Inoltre, sono sempre più convinta che bisogna investire sulla formazione: oggi paghiamo un’assenza di professionalità capaci di guidare l’imprenditore nel percorso di accesso alle risorse. I progetti non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Per questo ci impegneremo a formare nuovi esperti di progettazione comunitaria per cogliere ogni opportunità di ottenere finanziamenti.
Mi attiverò infine per valorizzare ulteriormente l’ufficio facendone una vera e propria ‘Casa Lazio’ nella capitale europea. Questo anche attraverso una vetrina, all’interno della quale esporre le nostre produzioni di qualità e di eccellenza. Anche così intendiamo rilanciare la nostra economia, promuovendo al meglio l’immagine della nostra regione.

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© 2010 Renata Polverini