Il confronto tra regioni è la migliore delle strade possibili per condividere e scambiare buone prassi con l’Europa sul tema della Sanità, al fine di individuare e intraprendere un percorso virtuoso di innovazione, riduzione dei costi e miglioramento dei servizi.
Alla conferenza “Europa e Salute: un nuovo modello di sanità accanto al cittadino”, che si è svolta oggi presso la sede della Giunta regionale, ha partecipato anche il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, il quale ha sottolineato l’importante cambio di passo che la Giunta Polverini ha fatto registrare in materia di Sanità, cercando di garantire i livelli essenziali di assistenza a tutti i cittadini del Lazio.
La conferenza di stamattina ha voluto mettere a confronto i rappresentanti delle regioni, tra cui i governatori della Calabria, Giuseppe Scopelliti, e del Molise, Michele Iorio, i sub commissari di Campania ed Abruzzo, con le associazioni di settore europee in vista di importanti appuntamenti come i prossimi passaggi sul federalismo fiscale e sulla Sanità. Un’occasione utile allo scambio di esperienze che possano servire da esempio alle varie regioni. La Presidente Polverini ha poi annunciato che il 30 settembre la Regione Lazio si presenterà con le carte in regola al tavolo ministeriale di verifica del Piano di rientro, aggiungendo che da quella data ci sarà un piano di riordino della rete ospedaliera che ridisegnerà il servizio sanitario regionale.
Buone notizie dall’Europa. Il presidente Renata Polverini si è insediata a Bruxelles come componente del Comitato delle Regioni. Farà parte del Coter e del Nat, due commissioni di importante rilievo per gli interessi regionali. La prima di queste si occupa di coesione economica, sociale e di fondi strutturali, mentre il Nat di politiche agricole e sviluppo rurale.
Polverini ha sottolineato la grande importanza dell’impegno dei presidenti al Comitato delle Regioni. Questo migliorerà l’accesso ai fondi europei. Infatti è evidente che l’Europa può fare molto per il Lazio, certamente più di quanto non sia stato fatto fino a oggi.
Il Presidente Polverini ha anche ribadito l’importanza di un efficiente coordinamento di spesa dei fondi comunitari tra gli assessori regionali e ha annunciato che allo scopo verrà creata una cabina di regia. Infine, in qualità di membro del Comitato delle Regioni, Renata Polverini ha aderito al gruppo del Ppe.
Sono stata a Bruxelles dove ho visitato l’ufficio regionale del Lazio presso l’Ue e dove ho avuto modo di conoscere il personale e i dirigenti, stimandone la professionalità e le capacità. Da questa giornata ho avuto delle risposte importanti, ma soprattutto la conferma che sulla gestione dei fondi europei per il Lazio il problema non è lì ma a Roma, alla Regione. Sono ripartita con la convinzione che l’utilizzo delle risorse comunitarie può e deve essere migliorato. Mi riferisco alla facilità di accesso da parte di imprese e cittadini, alla velocità delle procedure, ai tempi di erogazione delle risorse, alla verifica dei risultati.
Sul tema credo si debbano avviare politiche in netta controtendenza con quanto operato fino ad oggi. Innanzitutto, sarà necessario istituire un Centro di coordinamento delle politiche comunitarie, che faccia capo alla presidenza della Regione. Inoltre, sono sempre più convinta che bisogna investire sulla formazione: oggi paghiamo un’assenza di professionalità capaci di guidare l’imprenditore nel percorso di accesso alle risorse. I progetti non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Per questo ci impegneremo a formare nuovi esperti di progettazione comunitaria per cogliere ogni opportunità di ottenere finanziamenti.
Mi attiverò infine per valorizzare ulteriormente l’ufficio facendone una vera e propria ‘Casa Lazio’ nella capitale europea. Questo anche attraverso una vetrina, all’interno della quale esporre le nostre produzioni di qualità e di eccellenza. Anche così intendiamo rilanciare la nostra economia, promuovendo al meglio l’immagine della nostra regione.
L’Europa deve tornare ad essere una concreta opportunità di sviluppo per la nostra regione. Un’occasione che negli ultimi cinque anni non è stata colta fino in fondo: le risorse sono state spese solo in minima parte: esiguo il numero dei progetti presentati per accedere ai bandi, spesso incentrati solo su alcune tematiche o specifici territori. L’attuale “Conferenza delle Autorità di gestione” presso la presidenza della Regione si è rivelata fallimentare. Ecco perché vogliamo istituire un “Centro di coordinamento delle politiche comunitarie” che funzioni davvero, per evitare un’attività progettuale sino a oggi scollegata.
Occorre allora ripartire dal territorio: questo significa da una parte garantire un tavolo di coordinamento efficace che faccia capo alla presidenza della Regione, dall’altro mettere a disposizione una struttura tecnica, sempre presso la presidenza, di supporto alla progettazione nel territorio che operi in collaborazione con gli enti locali, le imprese, le università e i centri di ricerca, e che si occupi di realizzare e di monitorare i progetti.
C’è inoltre un problema, non irrilevante, di formazione: i progetti per l’accesso ai bandi europei non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Di qui la volontà di investire sulla formazione dei progettisti.















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