La manifestazione di piazza San Giovanni insieme a Silvio Berlusconi e alle migliaia di persone che con entusiasmo hanno percorso le strade di Roma, arrivate spontaneamente per far sentire la loro voglia di andare al voto, ha dato un’ulteriore spinta emozionale a me e ai tanti elettori del Pdl. Certo, la notizia dell’esclusione della lista del Popolo della Libertà a Roma mi è dispiaciuta molto, perché credo che gli elettori meritino di trovare il loro simbolo e i loro candidati sulla scheda. Ma ripeto, questo torto si può rimediare solo dando una risposta forte alle urne il 28 e 29 marzo e mettendo una croce sul simbolo della lista che porta il mio nome. Lo stesso Berlusconi ha ribadito di votare tutti compatti per Renata Polverini presidente. Ci sono tutte le condizioni per affrontare serenamente questa scadenza elettorale e per vincere, insieme a voi.
Ho letto su qualche giornale di un mio orientamento favorevole al rinvio delle elezioni in relazione alla riammissione delle lista Rete Liberal decisa dal Tar. Non è così. Sono nel pieno della mia campagna elettorale e voglio andare al voto e vincere le elezioni. Ho parlato ieri sera con Vittorio Sgarbi che è ovviamente libero di chiedere il rinvio del voto, non avendo finora potuto fare campagna elettorale. Io accetterò ogni responso da parte delle autorità responsabili di decidere ma, come ho fatto fino a questo momento, nessun ostacolo potrà fermare la mia campagna elettorale, qualunque sia il giorno in cui si voterà. Chiedo solo che i cittadini del Lazio siano informati per tempo e con obiettività sulle modalità e la tempistica dell’appuntamento elettorale.
L’Europa deve tornare ad essere una concreta opportunità di sviluppo per la nostra regione. Un’occasione che negli ultimi cinque anni non è stata colta fino in fondo: le risorse sono state spese solo in minima parte: esiguo il numero dei progetti presentati per accedere ai bandi, spesso incentrati solo su alcune tematiche o specifici territori. L’attuale “Conferenza delle Autorità di gestione” presso la presidenza della Regione si è rivelata fallimentare. Ecco perché vogliamo istituire un “Centro di coordinamento delle politiche comunitarie” che funzioni davvero, per evitare un’attività progettuale sino a oggi scollegata.
Occorre allora ripartire dal territorio: questo significa da una parte garantire un tavolo di coordinamento efficace che faccia capo alla presidenza della Regione, dall’altro mettere a disposizione una struttura tecnica, sempre presso la presidenza, di supporto alla progettazione nel territorio che operi in collaborazione con gli enti locali, le imprese, le università e i centri di ricerca, e che si occupi di realizzare e di monitorare i progetti.
C’è inoltre un problema, non irrilevante, di formazione: i progetti per l’accesso ai bandi europei non possono essere improvvisati, ma vanno realizzati secondo criteri tecnici e formali che richiedono adeguate competenze. Di qui la volontà di investire sulla formazione dei progettisti.
Dobbiamo dare ai cittadini, ai lavoratori e ai giovani che studiano un servizio di trasporto pubblico che abbia la dignità di essere chiamato tale. La nostra proposta per il governo della Regione Lazio prevede una vera e propria rivoluzione: vogliamo cambiare l’assegnazione delle risorse di bilancio a partire da quelle destinate alla mobilità, che nel Lazio sono di gran lunga inferiori a quelle di altre regioni d’Italia.
Siamo chiamati ad adottare quelle misure, indispensabili in termini di investimenti e di maggiori controlli di qualità, affinché tutti i pendolari che ogni mattina si spostano per raggiungere il proprio posto di lavoro possano salire su un treno o su un autobus che siano in condizioni dignitose, con tempi di partenza e di arrivo quanto più possibile certi.
Abbiamo il dovere di raggiungere questi risultati a maggior ragione perché viviamo in un Paese che da pochissimo ha inaugurato l’Alta Velocità; e non può esserci un divario di qualità così forte tra i servizi di lunga percorrenza e le tratte locali.
La dotazione di infrastrutture e servizi di trasporto efficienti potrà diventare la spinta per lo sviluppo del territorio, determinando i tempi di vita delle persone e la velocità di scambio delle merci. Forte sarà il nostro impegno per garantire un migliore collegamento tra le province, tra loro e verso Roma. Intendiamo sviluppare un sistema di trasporto integrato, che migliori il servizio spostando sempre di più la mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico.
Il lavoro è una delle parole chiave del mio programma per la Regione. Voglio promuovere una maggiore cultura di impresa tra i giovani. E la formazione gioca un ruolo fondamentale per favorire e sostenere l’occupazione. Questo significa coinvolgere non solo le imprese ma anche le università, creando un rapporto stretto tra formazione, centri di ricerca e impresa.
Nella nostra Regione l’occupazione dovrà diventare un elemento sano grazie al quale i giovani potranno costruirsi una famiglia e guardare con maggiore serenità al futuro anche utilizzando gli strumenti della flessibilità, facendo in modo però che non trasformino la vita lavorativa in precarietà.
La ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione costituiranno il motore dell’economia della conoscenza, della crescita e della competitività delle imprese. Vogliamo una formazione mirata a rispondere alle richieste che vengono dal territorio, puntando a quelle figure professionali di cui le aziende hanno bisogno.
Un Patto per il Futuro. Questo è l’impegno che ho preso con i giovani per dire no alla precarietà e alla fuga dei cervelli. Ieri ho partecipato a un incontro con ragazzi e ragazze del Pdl e sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta accettando questa candidatura. La mia missione è dare inizio a quel ricambio generazionale di cui si sente tanto bisogno. Possiamo cambiare la vita di molte persone a partire dalle nuove generazioni, agevolandone innanzitutto l’ingresso nel mondo del lavoro. Per questo è opportuno incentivare le aziende che sostengono l’occupazione giovanile e creare percorsi formativi che facciano da collante tra istruzione e sistema produttivo per combattere la precarietà lavorativa, pur utilizzando gli strumenti della flessibilità. Ma la mia attenzione è rivolta anche a chi vive in quartieri che socialmente offrono poco. Con la collaborazione dei Comuni si possono realizzare luoghi di aggregazione e di confronto dove i giovani possono coltivare le proprie passioni, dove possono riscoprire cose belle come l’arte e la musica. Non tutti, ad esempio, hanno la possibilità di suonare il pianoforte. Ecco, dobbiamo dare ai giovani la possibilità di investire nel proprio futuro. Guarderemo alle nuove generazioni costruendo un programma anche in base alle indicazioni che ci darete.
Prosegue la campagna di ascolto che ho avviato sul territorio laziale. Gli incontri sono utili e positivi, dalle visite ai mercati agli incontri con gli imprenditori e con il mondo dell’associazionismo. Proprio stamattina ho avuto un interessante confronto a Roma con i rappresentanti di Confcommercio e nei giorni scorsi ho incontrato i vertici della FederLazio. Ho garantito loro il mio massimo impegno per facilitare l’accesso al credito per le imprese, necessario per ridare ossigeno a un settore fondamentale per il rilancio della nostra economia. Come ritengo altrettanto importante introdurre misure che prevedano un automatismo fiscale, in grado di assicurare ad ogni riduzione della spesa sanitaria una proporzionale riduzione dell’aliquota. Da parte mia c’è grande attenzione anche verso il mondo delle cooperative. Credo che, soprattutto nel settore sociosanitario, le cooperative possano dare un contributo importante a quello che sarà il nuovo modello di sanità del Lazio. Sono i primi spunti emersi durante questi primi giorni di confronto. Mi danno una grande mano a costruire un programma elettorale condiviso con le diverse categorie e con il territorio. Aspetto contributi da tutti voi.















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