La Giunta regionale del Lazio, presieduta dalla presidente Renata Polverini, ha approvato, su proposta dell’assessore all’Arte, Cultura e Sport Fabiana Santini, la graduatoria e l’assegnazione dei contributi, pari a 500.000 euro, per la realizzazione dei grandi eventi culturali nella Regione Lazio nel 2010.
Dopo un’attenta valutazione da parte della Commissione competente, sono state finanziate undici iniziative in base a criteri di esperienza, qualità, radicamento territoriale e cofinanziamento tra Regione e soggetti terzi.
Tra i progetti finanziati: la mostra su “Vincent Van Gogh”, che si terrà al Vittoriano il prossimo autunno; importanti collaborazioni con l’Università La Sapienza in mostre sul Design e sul Cinema; un progetto itinerante nelle scuole del territorio laziale sui miti e l’archeologia dal titolo “Uomini e Dei”; il rientro in Italia dopo un tour internazionale della mostra sugli etruschi, che avrà sede a Civitavecchia.
Il tema del turismo è centrale per una Regione in cui la Capitale d’Italia attira milioni di turisti ogni giorno. Ma le bellezze del Lazio non sono solo quelle di Roma. Per questo creeremo percorsi turistici che coinvolgano tutte le altre province, a cominciare dalla valorizzazione delle culture, delle tradizioni e del patrimonio eno-gastronomico.
Promuoveremo e realizzeremo un portale di servizi turistici, interpretando le nuove tendenze del web, attraverso i social network e una guida turistica interattiva.
Vogliamo promuovere il Lazio nel mondo, con le sue straordinarie bellezze, la sua natura, la sua cultura. Un patrimonio di cui i cittadini devono essere orgogliosi e per primi consapevoli. A partire dai bambini ai quali verranno dedicate iniziative e itinerari di conoscenza e di formazione creativa attraverso le scuole.
E ancora fiere, i mercati e le sagre, altri importanti momenti fondamentali di promozione del nostro territorio e dei nostri prodotti.
La presenza di lavoratori specializzati stranieri rappresenta una risorsa per il tessuto produttivo della nostra regione. Bisogna essere inflessibili con chi delinque, sia esso italiano o straniero, ma dobbiamo accogliere e integrare quanti vengono in Italia nel rispetto delle nostre leggi e delle nostre tradizioni, per lavorare o per studiare.
D’altra parte anche noi italiani fino a cinquant’anni fa siamo stati una nazione di emigranti e abbiamo avuto la nostra chance di inserimento. Oggi siamo chiamati ad offrire la stessa opportunità di integrazione a chi viene nel nostro Paese. La formazione può svolgere un ruolo importante per gli immigrati, non solo ai fini dell’integrazione, ma per consentire alle imprese di avere manodopera qualificata che dia valore aggiunto ai nostri prodotti.
Ma non solo. Pensiamo anche di incoraggiare l’individuazione di luoghi di aggregazione dove possano apprendere e condividere le nostre tradizioni e i nostri modi di vita: penso all’utilizzo di locali pubblici in collaborazione con le associazioni di volontariato, magari coinvolgendo anche giovani e anziani.















Commenti recenti