Dopo la salute e la famiglia, la terza priorità che ho voluto inserire nel programma è la ‘rete della fragilità’ e per l’occasione ho scelto il centro diurno di assistenza disabili di Bracciano per illustrarne le linee guida. L’obiettivo che mi sono posta è sconfiggere non solo la malasanità ma anche la mala assistenza, per questo innanzitutto istituiremo una banca dati sulle fragilità per conoscere quali sono le fasce deboli sul nostro territorio. Vogliamo attivare un vero e proprio sistema di servizi diffuso in tutta la Regione per assicurare una risposta concreta ai bisogni degli individui e delle famiglie, con prestazioni di qualità e interventi appropriati ed efficaci. Introdurremo, ad esempio, un assegno che incentivi chi vuole prendersi cura dei disabili e degli anziani non autosufficienti a domicilio. Sono tante, infatti, le famiglie che si trovano sole di fronte a questo problema. Ma il nostro programma dà risposte a tutti gli individui fragili, dai minori a rischio agli anziani, con iniziative di formazione permanente; giardini e orti sociali affidati alla cura di persone anziane in difficoltà economiche in cambio di una integrativa alla pensione; oppure il ‘nonno vigile’ in prossimità delle scuole o di parchi e giardini pubblici.
È altrettanto importante raccordare gli interventi di carattere socio-assistenziale con quelli per la casa, con le politiche della sicurezza, per l’integrazione degli immigrati, con quelle della formazione e del lavoro. Da qui la necessità di costruire una vera e propria rete socio-sanitaria, che veda impegnati insieme i Comuni e le Aziende sanitarie in percorsi e regole condivise.

Taggato:  

Una “rete sociale” a sostegno dei più deboli

Siamo pronti a far tornare il cittadino al centro delle politiche di solidarietà sociale per fornire risposte alle richieste di assistenza, in particolare per quanto riguarda le categorie che maggiormente ne hanno necessità quali gli adolescenti, gli anziani e i disabili.
La realizzazione di una rete efficiente di servizi pubblici sarà una delle priorità che affronteremo per recuperare il tempo perso negli ultimi anni. Abbiamo a mente la realizzazione di una vera e propria “rete sociale” a sostegno dei più deboli, a partire da una banca dati e un osservatorio sulla fragilità. Solo una reale integrazione socio-sanitaria potrà garantire un’assistenza mirata e diffusa sul territorio e l’incremento dei servizi domiciliari.
Intendiamo riportare la famiglia al centro delle politiche regionali, riattivando strumenti quali il bonus bebé, il sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa e la carta senior che garantisce buoni spesa, sconti e agevolazioni e l’accesso gratuito al trasporto pubblico.

Taggato:  

Per una sanità veramente più vicina alle persone

Per una sanità che sia veramente più vicina alle persone vogliamo riorganizzare la rete territoriale. Troppo spesso oggi si ricorre all’ospedale semplicemente perché non ci sono servizi alternativi. Basti pensare alle malattie croniche o a quelle della terza età per le quali più presidi sul territorio e una maggiore assistenza domiciliare alleggerirebbero il carico e i costi dell’ospedalizzazione. Il nostro progetto prevede di riportare il malato al centro delle politiche sanitarie regionali e per raggiungere questo obiettivo sono pronta ad impegnarmi in prima persona.

Taggato:  
© 2010 Renata Polverini