Una Sanità per tutti e di qualità

Nella sanità laziale opererò una vera e propria rivoluzione, che assicuri la centralità della persona, l’eliminazione degli sprechi e non dei servizi, ma soprattutto l’integrazione tra pubblico e privato. Questo è quanto ho ribadito durante la mia visita all’ospedale Nuovo Regina Margherita, occasione per illustrare il mio programma sulla salute dei cittadini: venti azioni di governo sulle sessanta totali.
Ho avuto modo di spiegare quali sono le mie intenzioni: istituire l’infermiere di famiglia e l’anagrafe delle fragilità, così da potenziare l’assistenza domiciliare, abbattere le liste d’attesa e introdurre la Carta sanitaria personale elettronica. Nel mio programma inoltre è prevista la riduzione del numero delle Asl da 12 a 6 nell’arco della legislatura, l’integrazione nella rete dei servizi dei medici di medicina generale, con un nuovo approccio multidisciplinare dei nuovi ospedali. Particolare attenzione sarà riservata anche alla prevenzione, con l’istituzione di un apposito dipartimento, e al patrimonio storico rappresentato dai piccoli ospedali per le comunità locali.
Infine, voglio portare la Sanità laziale al pareggio in tre anni e da quel momento le addizionali Irap ed Irpef scenderanno. Così c’è scritto nel mio programma ed è quanto ho intenzione di fare.

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No al ticket per il pronto soccorso

Ticket sanitario per il pronto soccorso? Assolutamente no. Sono dell’idea che i cittadini del Lazio non possano continuare a pagare per l’erogazione di un servizio primario. Nel Lazio si paga già molto più che nelle altre regioni in termini di Irap e Irpef. Ci sono altri capitoli di spesa sui quali intervenire, come i costi della politica, quelli della burocrazia, accorpando ad esempio le Asl. Sicuramente non ho alcuna intenzione di tagliare i posti letto. L’obiettivo è cambiare volto alla nostra sanità, rendendola più giusta, accessibile a tutti e più vicina ai cittadini. E per far questo sarà necessario intervenire anche sul debito del sistema sanitario. Prevediamo di coprirlo in tre anni. Ma io con la gente non voglio parlare di questo, perché è una responsabilità che assumerò nel momento in cui arriverò a guidare questa regione. Con i cittadini voglio parlare della loro salute, di come prevenire le malattie, perché la sanità non deve solo curare le malattie ma le deve anche prevenire.

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© 2010 Renata Polverini