Sono stati stanziati i fondi per i Comuni che avevano presentato richiesta entro il 30 maggio scorso per l’erogazione dei servizi di mensa sociale e assistenza agli anziani per l’anno 2010.
La Giunta Polverini ha infatti approvato l’erogazione di 3 milioni e 500mila euro per i servizi di accoglienza e 500mila euro per le strutture pubbliche socio-assistenziali per anziani.
Si realizza attraverso questi primi atti concreti il progetto, inserito nel programma elettorale di Renata Polverini, di creare una vera e propria “rete delle fragilità” in grado di dare risposte a tutti i soggetti più deboli, dai minori a rischio agli anziani e alle persone disabili, potendo disporre  di un network di assistenza che coinvolgerà Regione, Comuni e Aziende sanitarie.

Dopo la salute e la famiglia, la terza priorità che ho voluto inserire nel programma è la ‘rete della fragilità’ e per l’occasione ho scelto il centro diurno di assistenza disabili di Bracciano per illustrarne le linee guida. L’obiettivo che mi sono posta è sconfiggere non solo la malasanità ma anche la mala assistenza, per questo innanzitutto istituiremo una banca dati sulle fragilità per conoscere quali sono le fasce deboli sul nostro territorio. Vogliamo attivare un vero e proprio sistema di servizi diffuso in tutta la Regione per assicurare una risposta concreta ai bisogni degli individui e delle famiglie, con prestazioni di qualità e interventi appropriati ed efficaci. Introdurremo, ad esempio, un assegno che incentivi chi vuole prendersi cura dei disabili e degli anziani non autosufficienti a domicilio. Sono tante, infatti, le famiglie che si trovano sole di fronte a questo problema. Ma il nostro programma dà risposte a tutti gli individui fragili, dai minori a rischio agli anziani, con iniziative di formazione permanente; giardini e orti sociali affidati alla cura di persone anziane in difficoltà economiche in cambio di una integrativa alla pensione; oppure il ‘nonno vigile’ in prossimità delle scuole o di parchi e giardini pubblici.
È altrettanto importante raccordare gli interventi di carattere socio-assistenziale con quelli per la casa, con le politiche della sicurezza, per l’integrazione degli immigrati, con quelle della formazione e del lavoro. Da qui la necessità di costruire una vera e propria rete socio-sanitaria, che veda impegnati insieme i Comuni e le Aziende sanitarie in percorsi e regole condivise.

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Giovani nonni impegnati

In questa campagna elettorale che diventa ogni giorno più entusiasmante per gli incontri di varia umanità che ho l’occasione di fare, negli ultimi giorni ho visitato due diversi Centri anziani: uno di Acilia, l’altro di Boccea dove ho trovato una vitalità e un entusiasmo straordinariamente contagiosi.
Ho ascoltato i loro progetti, la loro voglia di continuare a impegnarsi: giovani settantenni, donne e uomini sempre pronti a mettersi in gioco per una buona causa. Sono tante le persone anziane che si danno da fare nelle associazioni di volontariato, ancora pieni di interessi culturali, che puntellano i figli e le loro famiglie, che non si arrendono (stoicamente) ai reumatismi.
Trasudano senso civico, volontà di cambiare in meglio le cose, passione civile. E possono aiutarci a salvare questo mondo in bancarotta dando un sostegno prezioso ai giovani che hanno montagne da scalare, lavori da cercare, idealità da costruire. Dall’ impegno degli over 65 può venire quel riscatto morale che è la prima condizione per uscire dal pantano della sfiducia e della crisi.

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© 2010 Renata Polverini