La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini ha consegnato ai Vigili del fuoco cinque pick-up fuoristrada provvisti di modulo antincendio boschivo da 450 litri e un mezzo speciale cingolato robotizzato per gli incendi in galleria. Ciò è stato possibile grazie a uno stanziamento di 450 mila euro che pone il Lazio all’avanguardia nella lotta agli incendi. La presidente Polverini ha particolarmente a cuore questo tipo di problema e ha manifestato di aver ben chiara l’urgenza di fornire ai Vigili del fuoco i mezzi necessari per far fronte al loro gravoso compito.
La consegna di questi mezzi rientra nell’operazione di supporto da parte della Regione Lazio ai Vigili del fuoco nell’espletamento di tutte le loro attività. Tra questi mezzi spicca il cingolato radiocomandato Luf 60, che costituisce particolare motivo di vanto, poiché è il primo veicolo di questo tipo in tutta Italia. Si tratta di un mezzo dotato di una grande turbina mobile in grado di soffiare ad altissima velocità aria o schiuma all’interno di gallerie e cunicoli. Non è tutto, però. Sono infatti in fase di perfezionamento le procedure per l’acquisto di 5 pick-up e di un autocarro con allestimento antincendio boschivo sempre finanziati dalla Regione a completamento dell’accordo di programma che definisce un impegno di 650 mila euro.
La sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente sono principi cardine cui la presidente Polverini non intende far deroga. Il Lazio cambia anche così.
In questi giorni ho avuto occasione di approfondire i problemi del Tevere con chi lo vive ogni giorno. Credo che alcune proposte avanzate siano di assoluto buon senso, come quelle relative alla sistemazione di griglie galleggianti alla foce del fiume per la raccolta di rifiuti e materiali inquinanti. Ci sono anche importanti progetti volti alla riqualificazione delle oasi naturali nei pressi del Tevere da destinare ai bambini per l’educazione ambientale. In quest’ottica saranno fondamentali gli interventi finalizzati allo sviluppo di energie rinnovabili.
Da romana so bene cosa vuol dire prendere il sole ad Ostia e Fregene con il timore di fare il bagno, per questo dobbiamo trovare il modo più efficace per valorizzare acque e spiagge e per poter godere della nostra meravigliosa costa.
Comincio a rispondere a commenti e domande, aiutata dalla mia redazione. Alcuni di voi, mi rivolgo per tutti a Giuseppe Salvo, a Stefano, Massimo e Andrea, mi hanno chiesto spiegazioni sull’appoggio di Francesco Storace alla mia candidatura. Innanzitutto, per vincere in una competizione bipolare, è necessario aggregare quante più forze è possibile. Naturalmente le alleanze si fanno su basi chiare: nel mio caso i diversi partiti scelgono di appoggiarmi – e io ne sono lieta – ma è altrettanto chiaro che l’alleanza avviene su una linea definita da me, e sulla quale non subirò condizionamenti di alcun genere. In secondo luogo, Storace ha smesso di amministrare la regione cinque anni fa, poi ci sono stati i cinque anni della giunta Marrazzo, che ci hanno lasciato l’eredità disastrosa che è sotto gli occhi di tutti. Altri, come Luigi, Gianni e Michele, mi chiedono dell’ipotesi di centrali nucleari nel Lazio. Sul tema ho già detto che nessuna decisione sarà presa senza il consenso e la partecipazione delle comunità locali. Aggiungo che il merito va discusso serenamente, senza demonizzazioni. Sergio pone una questione delicatissima, che ho molto a cuore. Mi chiede come è possibile che chi ha in famiglia un disabile debba anche pagare per la riabilitazione. Ebbene, su questo non ho dubbi: non può e non deve essere così. La Sanità del Lazio prenderà una strada totalmente diversa, non ci sarà più spazio per sprechi e consulenze assegnate a incapaci. La razionalizzazione della spesa sanitaria ci permetterà di erogare servizi migliori per tutti, e di fare in modo che chi ha realmente bisogno non debba pagare due volte. Alessio Papi chiede delle risposte sul tema del riordino delle agenzie regionali. Anche su questo vale quanto ho detto sulla sanità: la parola d’ordine è eliminare gli sprechi. Partirà subito un monitoraggio delle società pubbliche e delle agenzie regionali, per verificare la qualità dei servizi. Cattiva politica e pratiche clientelari devono essere eliminate. La pubblica amministrazione deve risparmiare tanti soldi buttati in consulenze. Le amministrazioni locali devono essere responsabili e garanti di azioni che migliorano la qualità della vita e all’assistenza dei cittadini. Il governo regionale, per parte sua, si impegnerà a rispettare e promuovere criteri di premialità per gli enti virtuosi, quelli che fanno buona amministrazione. Un altro commentatore, che si firma Orobi, vuole sapere cosa penso dell’abolizione delle province. Il tema non fa parte delle competenze di un Presidente di Regione, ma voglio dire la mia comunque. Sono contraria all’abolizione. Sarebbe una misura demagogica e inutile. In ogni nazione esistono enti intermedi tra la regione e i comuni, cui sono affidati compiti di coordinamento territoriale. Naturalmente bisogna evitare sovrapposizioni tra le diverse competenze, snellire gli apparati e non rimpolparli continuamente, combattere le clientele. Ma è certo che vi sono temi che richiedono un intervento sovracomunale e non possono essere affidati direttamente alla regione. Mario parla delle unioni civili. Sono favorevole a normare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie b. Allo stesso tempo sono convinta che diritti e doveri reciproci debbano essere riconosciuti alle coppie che vivono fuori del matrimonio.
Attraverso Facebook Carlo mi chiede cosa farò sulla speculazione edilizia e il verde urbano. Mi impegnerò come può farlo la regione, con provvedimenti chiari e rigorosi che mettano in condizione gli enti che intervengono direttamente sul territorio (generalmente i comuni) di operare nel migliore dei modi a protezione del verde, dell’ambiente e di un’edilizia non fondata sulla speculazione. Mariagrazia e Fernando, infine, sollevano il problema dello smaltimento rifiuti. Per garantire la miglior gestione del problema non c’è altra strada che ricorrere all’impiego dei più moderni sistemi di smaltimento, perché solo così si può garantire il rispetto dell’ambiente e salvaguardare la salute pubblica. Assicuro però che, come nel caso delle centrali nucleari, anche per i siti di stoccaggio e di termovalorizzazione dei rifiuti qualsiasi decisione sarà presa sulla base della massima partecipazione dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche.















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