Senior Italia, Berlusconi propone un Ministero per la Terza Eta’

Senior Italia, Berlusconi propone un Ministero per la Terza Eta’

Ad una vastissima platea di “anziani” radunata a Rimini per il VI Congresso nazionale di Senior Italia – importante associazione guidata da Roberto Messina con oltre quattro milioni di aderenti e 3.500 circoli sparsi in tutta la Penisola – Silvio Berlusconi ha lanciato l’idea di creare, una volta al Governo del Paese, il Dicastero della Terza Età.
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Non è stata, per la verità, l’unica proposta “forte” del leader di Forza Italia per quel mondo di “anziani” che, in Italia, assume proporzioni sempre più ampie; ad assicurare l’interesse del Partito per i “Senior” c’è stata, infatti, anche la conferma dell’impegno ad elevare a 1.000 euro le pensioni minime, promessa concreta se viene dall’unica personalità politica che questo impegno lo ha già mantenuto una volta portando al famoso “milione di lire” le pensioni di due milioni di italiani.
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Infatti i seimila delegati presenti al Palacongressi non hanno avuto dubbi nel sotto scrivere le parole di Berlusconi che si conferma ancora una volta come il leader politico più in “sintonia” con i reali problemi degli italiani.
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Al Congresso di Rimini de Senior Italia FederAnziani ha partecipato anche la “Casa del Cittadino”, associazione che raggruppa tantissimi servizi per gli anziani e non solo, rappresentando una sorta di “sportello unico” per interfacciarmi in modo semplice ed efficace con la Pubblica amministrazione.
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Gli stands della Casa del Cittadino sono stati letteralmente presi d’assalto da quanti volevano verificare la propria posizione previdenziale atteso che, come purtroppo ben sappiamo, l’INPS eroga prestazioni non sempre corrispondenti ai diritti maturati dai pensionati. Per questo è stata coniata l’espressione “diritti inespressi” ad esplicitare il fatto che l’Istituto guidato, ahimè, da Tito Boeri, paga solo quanto “espressamente” richiesto – e non, dunque, quanto dovuto! – ai pensionati.
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Dagli assegni familiari fino all’adeguamento al “milione” di cui sopra, passando per i periodi di astensione per maternità o ad altre forme di “integrazione”, infatti, sono moltissime le voci 8cioè i diritti) che vanno verificati anche in considerazione che la prescrizione degli stessi è quinquennale.
La grande affluenza agli stands della Casa del Cittadino dimostra come questo problema sia sentito dai pensionati e quanto ci sia da lavorare per restituire a tutti questi “diritti inespressi”.

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