Ripartire dal lavoro con la sinergia tra crescita, flessibilità, investimenti e lotta al sommerso

Ripartire dal lavoro con la sinergia tra crescita, flessibilità, investimenti e lotta al sommerso

Prima di rendere conto sul titolo dato al post voglio compiere un passo indietro, ritornare quindi a qualche giorno fa, quando Coldiretti ha diffuso una nota riguardante le conseguenze negative per il settore agricolo dopo l’abolizione dei voucher.

Secondo l’associazione di rappresentanza senza di essi “si perdono opportunità di lavoro per 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati in campagna nella stagione primaverile estiva”.

Il comparto, già in difficoltà a causa della crisi economica e anche della temperatura non favorevole alle differenti colture, è maggiormente a rischio da quando i buoni lavoro sono stati aboliti tramite la trasformazione in legge del decreto del governo.

I numeri di Coldiretti ci confermano quindi il grosso errore commesso dall’Esecutivo, in quanto effettuando una eliminazione trasversale anche sui comparti che in questi anni hanno fatto dei voucher un buon uso, ossia contenuto e corretto, si penalizzano settori già deboli: “Il giusto uso dei ticket avrebbe potuto creare una continuità generazionale nel mestiere agricolo, ora maggiormente relegato al margine del Primario. La discussione sulla Legge elettorale, sebbene importante ai fini del buon andamento democratico, non emargini temi ugualmente importanti”.

Giustamente siamo concentrati sulla Legge elettorale ma tra ieri e oggi, prima l’Istat e poi l’Inps, riportano alla nostra attenzione l’emergenza lavoro nel nostro Paese.

L’Istat, nel corso della presentazione del Rapporto annuale 2017, ha diffuso un numero allarmante che riguarda le famiglie italiane: sono tre milioni e 590 mila i nuclei familiari senza reddito da lavoro: “Altro che sostegno al reddito anche attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali. La fotografia dell’Istituto di ricerca e statistica ci sollecita a velocizzare una discussione seria intorno alla revisione di una politica dei redditi, che abbia come mission la riduzione della pressione fiscale e della disoccupazione. E’ necessario il nostro impegno ma anche quello delle imprese e delle parti sociali affinché la non equa distribuzione dei redditi non continui a far indebitare le famiglie provocando inoltre una flessione nella domanda di consumi”.

Questa mattina poi, l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, rileva nuovamente una flessione nei contratti stabili a tempo indeterminato: “Crescita, flessibilitá intelligente, investimenti pubblici e privati e lotta al sommerso. Quattro obiettivi da perseguire contemporaneamente per non dover piú leggere sull’aumento della disoccupazione e licenziamenti, nonché sulla flessione di contratti. Un Paese come l’Italia deve ripartire dal lavoro per spingere i consumi e garantire livelli di vita adeguati ai dettami della Carta del ’48”.

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