Missione in Belgio e Paesi Bassi: il modello dell’economia circolare per superare “l’usa e getta”

Missione in Belgio e Paesi Bassi: il modello dell’economia circolare per superare “l’usa e getta”

Oggi siamo a Borssele (Paesi Bassi) con i colleghi della Commissione bicamerale d’inchiesta sul traffico illecito legato al ciclo dei rifiuti per visitare il deposito nucleare Habog.

Ieri invece siamo entrati nel vivo della missione parlamentare perché abbiamo incontrato i nostri colleghi europei con cui abbiamo discusso riguardo due temi importanti: il traffico transfrontaliero dei rifiuti e le procedure di infrazione nelle materie di competenza della Commissione.

Attualmente sono 78 le procedure di infrazione aperte nei confronti dell’Italia, sulla cui testa grava il peso di una onerosa sanzione pecuniaria di 20 milioni di euro (cifra forfettaria). Il nostro Paese dovrà pagare per non essersi adeguato alla sentenza della Corte di Giustizia che stabiliva l’obbligo di gestire correttamente i rifiuti nella Regione Campania. Ed è proprio la regione del Mezzogiorno a essere stata la grande protagonista della giornata di ieri. Come è tristemente noto in Campania si rileva un forte ritardo sulla costruzione di impianti dedicati al recupero dei rifiuti organici, degli inceneritori e delle discariche.

Su quest’ultimo aspetto l’Italia ha pagato 40 milioni di euro a febbraio 2015 per la mancata adozione di misure e controllo delle discariche abusive. Sul territorio italiano sono ancora centinaia le aree irregolari adibite al deposito di scarti organici e pericolosi. Tra gli elementi emersi di maggiore impatto c’è l’impossibilità di determinare l’ammontare esatto delle sanzioni pecuniarie che la Corte di Giustizia può infliggere all’Italia.

Invertire la rotta verso l’eco-sostenibilità è possibile anche grazie alla visione che ci è stata offerta ieri in sede europea. A Bruxelles si parla di “economia circolare”,  ossia di un modello economico secondo il quale i materiali e l’energia utilizzati per fabbricare i prodotti possono mantenere il loro valore il più a lungo possibile. Così i rifiuti potrebbero essere ridotti al minimo utilizzando meno risorse possibili.

Il progetto non rimane un’idea ma si concretizza in quattro proposte legislative che riguarderanno nello specifico la plastica, i rifiuti alimentari, le materie prime considerate critiche, costruzioni e demolizioni, biomassa e prodotti bio-based.

Su questa linea abbiamo incontrato l’europarlamentare della commissione Ambiente (Envi) e relatrice del nuovo pacchetto sull’economia circolare, Simona Bonafè. Le azioni chiave da portare avanti includono finanziamenti per oltre 650 milioni di euro provenienti da Horizon 2020 e per 5,5 miliardi di euro dai fondi strutturali. Un progetto ambizioso per superare il modello economico basato sull’usa e getta.

4 Commenti

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