Manovra: approvato il grande rattoppo acchiappa ‘si’

Manovra: approvato il grande rattoppo acchiappa ‘si’

Lo storytelling della manovra di Bilancio si chiude con l’approvazione lampo al Senato e il messaggio scritto su Facebook dal Presidente del Consiglio, dove annuncia che alle 19 consegnerà le dimissioni formali in mano al Presidente della Repubblica.

Parlo di storytelling, ossia di narrazione studiata a tavolino, perché quest’anno il Bilancio è stato descritto con alcune parole chiave che sono indice di ciò che in realtà è  il significato politico di  questa legge. Abbiamo letto e sentito “inserito in Bilancio”, “tolto”, “aggiustare” e in questi ultimi giorni, dopo lo schiaffo degli italiani a Renzi, “accelerare”.

Tutto questo mettere e togliere, condito di annunci roboanti e slogan da giornale, ha trasformato la manovra in un grande rattoppo che fa invidia al sarto della favola Sette in un colpo.

Una legge purtroppo diventata la cassa di risonanza per l’acchiappa ‘si’, oggi approvata ma alla fine con riserva perché è noto che avrà bisogno di alcuni correttivi richiesti dall’Europa.

Non dovevamo arrivare a questo punto. La manovra non doveva subire l’accelerata di questi giorni ed essendo una delle leggi piu’ importanti dello Stato non andava trattata unicamente come uno strumento politico ed elettorale.

 

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