Manca la volontà politica di aggredire il problema della disoccupazione

Manca la volontà politica di aggredire il problema della disoccupazione

Con il voto di ieri i voucher sono stati definitivamente abrogati dopo un utilizzo quasi decennale in importanti settori più che mai da sostenere. Il vuoto normativo che ora si apre, in particolare per le famiglie, verrà probabilmente colmato da una proposta di legge che primeggerà sulle innumerevoli che sono state pubblicizzate. Il tema vero è che le politiche messe in campo non riescono ad aggredire il problema della disoccupazione in questo Paese.

“Manca la volontà politica. Si mettono in campo misure unicamente pro campagna elettorale”.

Così sono intervenuta questa mattina nella trasmissione Coffee Break su La7.

“Sono troppi anni che non si creano politiche valide per lo sviluppo, c’è troppo burocrazia. Sulle privatizzazioni poi, come in molti campi abbiamo favorito in questi anni l’erogazione di servizi scadenti e molto spesso con un costo troppo elevato. Non sempre il privato è sinonimo di qualità perché accade sempre più frequentemente che i servizi offerti siano talmente specifici da costringere il pubblico a dipendere da essi”.

Non ci sono soluzioni da manuale ma rendere strutturale e selettivo il taglio del cuneo fiscale sul lavoro, favorire la semplificazione e non la distruzione contrattuale per attirare anche investimenti esteri e riprendere l’apprendistato come contratto tipico di inserimento al lavoro per i giovani sono passi da affrontare con più decisione.

Con il livello di crescita al quale siamo abituati qui in Italia, ossia ancora molto lento e ritardato rispetto al resto d’Europa, e soprattutto con una regolazione del lavoro troppo rigida, difficilmente ad oggi riusciremo a garantire certezze su remunerazione, contratti e carriere.

Campanello d’allarme anche sul fronte degli investimenti pubblici nei settori che creano occupazione. Difronte al calo costante rilevato anche ieri dall’Istat, in audizione presso le commissioni Bilancio, la decontribuzione da sola non è in grado di arginare la mancanza di impiego in Italia.

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