Ma il regolamento parlamentare è fuori dal dibattito?

Ma il regolamento parlamentare è fuori dal dibattito?

Ma il regolamento di Camera e Senato che fine ha fatto? Capisco tutto il dibattito sulla legge elettorale e anche quello sul voto anticipato, prima o dopo la legge di Bilancio, ma esiste da tempo una problematica che ha creato non poche questioni nel corso della corrente legislatura. È dal 2013 che assistiamo a numerosi cambi di gruppo, spesso mossi da divergenze non derivanti dall’assenza del vincolo di mandato ma per opportunismo di poltrona. All’interno dei regolamenti dei due rami del Parlamento infatti sono presenti molte lacune che permettono la creazione di gruppi parlamentari, i quali riescono a sopravvivere pur non arrivando alla soglia fissata per legge.

Sempre sulla questione della legge elettorale, qualche giorno fa, intervistata da una giornalista di #CartaBianca su Rai Tre, ho dichiarato che, a prescindere da quale sarà la data del voto anticipato, bisognerà prima mettere in sicurezza i conti del Paese.

Il dibattito sulle nuove modalitá di elezione dei parlamentari è sicuramente importante ai fini della tenuta democratica dell’Italia ma tutto questo non deve oscurare  uno dei temi ormai centrali non certo per motivazioni positive: il lavoro.

Ad esempio ieri, il Presidente dell’Anpal, la neo agenzia per le politiche attive, Maurizio Del Conte, ha rilasciato alcune dichiarazione al quotidiano economico «Il Sole 24 Ore», commentando positivamente il balzo in avanti della misura Garanzia Giovani, soprattutto nel Nord Italia.

Cercando di andare al di lá dei soliti proclama ho analizzato i pochissimi dati del primo monitoraggio, in particolare dal punto di vista del Sud e delle donne: “Il primato della Lombardia sull’incentivo ‘occupazione’ rivolto agli under29 Neet di Garanzia Giovani non sorprende, come purtroppo non meraviglia il Mezzogiorno in coda. I numeri del monitoraggio Anpal confermano quanto ancora ci sia da investire al Sud, dove c’è da fare soprattutto un lavoro di conoscenza delle nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro. Mi stupisce come sia possibile che l’Italia, annoverata tra i sette Paesi con le maggiori economie avanzate, subisca ancora una divisione così netta tra Nord e Sud. Infrastrutture, investimenti, un migliore uso dei fondi europei, incentivi ritagliati per le specificità dei territori potrebbero di sicuro permettere una maggiore competitività. Non è da sottovalutare nemmeno il passaggio dell’articolo che riferisce di come “quasi il 59% delle istanze siano andate a beneficio della componente maschile”. Le donne e il problema del part time involontario, la diversa retribuzione di genere e la scarsa conciliazione dei tempi lavoro – famiglia sono tutti temi da affrontare seriamente nella prossima Legislatura. Nessuno dovrà rimanere indietro”.

Aspetto non secondario costituiscono i voucher, aboliti e reintegrati in due forme diverse nel giro di pochissimo tempo. Ho avuto modo di parlarne a Riccione nel corso di un incontro organizzato per le prossime Amministrative 2017, al fianco del candidato sindaco Renata Tosi e del coordinatore Forza Italia dell’Emilia Romagna, Massimo Palmizio: “Fin dalla sua introduzione il voucher utilizzato per il lavoro occasionale ha avuto finalità positive, realmente a contrasto del lavoro nero: non credo ad oggi, alla vigilia dell’approdo al Senato della ‘manovrina’ che contiene il nuovo corso del lavoro accessorio, che si riuscirà a combattere il sotteso in alcuni settori. La più grande perplessità legata ai nuovi voucher, semplificando ovviamente, è quella che riguarda la possibilità per le imprese di revocare entro tre giorni la prestazione che non ha avuto luogo. Insisto ormai da giorni nel contestare il metodo del governo: c’è stato un superamento del ruolo e delle competenze del Parlamento e delle commissioni competenti in materia. A questo punto mi auguro semplicemente che il prossimo governo, con quest’aria da campagna elettorale anticipata, si attenga alla Costituzione”.

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