L’Italia, il Paese dove il lavoro è la vertenza più grande da affrontare

L’Italia, il Paese dove il lavoro è la vertenza più grande da affrontare

Le crisi aziendali in Italia sono numerose ma in questi giorni a tenerci con il fiato sospeso è stata la vicenda Alitalia. Il referendum che i lavoratori della ex compagnia di bandiera hanno votato, ha sancito con la vittoria del ‘No’ il ricorso all’amministrazione straordinaria dell’azienda.

Una scelta sofferta per qualcuno, obbligata per altri, un vero e proprio ricatto senza mezzi termini.

Ospite della trasmissione L’Arena, condotta da Massimo Giletti, ho dichiarato domenica scorsa che:

“Al referendum Alitalia non avrei votato ne’ si ne’ no semplicemente perché avrei lottato per non sottoporre l’accordo allo strumento troppo abusato di democrazia diretta. Tutta questa storia ha rivelato grossi errori sia da parte del governo che dei sindacati, ai quali è mancato il coraggio di assumersi la responsabilità su scelte difficili ma necessarie. La gran parte dei no espressi dai lavoratori Alitalia è dovuto al fatto di non aver contribuito a quest’ultimo epilogo della compagnia. Ricordo poi come nel 2008 il presidente Berlusconi tenne fede su Alitalia all’impegno preso con gli elettori dando vita alla Cai”.

Proprio a cavallo del Primo maggio, giorno in cui in Italia si festeggia la festa dei lavoratori, abbiamo avuto modo di riflettere su quello che dovrà essere il ruolo di Forza Italia: impegnarsi per la costruzione di un centrodestra forte che possa competere alle Politiche sia quella fissate nel 2018, a scadenza naturale della legislatura, che anticipate, ipotesi paventata, tra le altre cose, nelle ultime ore. Ma il centrodestra guidato da Forza Italia dovrà necessariamente porre al centro dell’attenzione il tema del lavoro:

“Il lavoro trattato come ‘merce’ è stato il paradigma degli ultimi vent’anni e il Jobs Act ha rappresentato l’apoteosi di un modo sbagliato di immaginare il rapporto tra il capitale ed il lavoro, tra le aziende ed i lavoratori. È necessario riflettere sul ruolo del lavoro nell’economia, nella società e soprattutto per la persona come ci ha ricordato, nel suo messaggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Forza Italia vuole quindi restituire una nuova centralità all’uomo ed alla donna che producono, restituendogli dignità e diritti”.

Oggi poi gli argomenti di discussione non sono mancati. Ha fatto parlare di sè il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che inviando una lettera indirizzata alla commissione Lavoro della Camera, di cui sono vicepresidente, ha oltrepassato il limite del rispetto: “Non è più accettabile la mancanza di rispetto che dimostra nei confronti dei vari Organi costituzionali. Chiedo al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e ai Presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Boldrini e Grasso, di pensare seriamente al suo ruolo. Urge un ridimensionamento, in quanto l’incarico di Boeri è prettamente tecnico e solo marginalmente politico”.

Mentre arrivavo alla Camera dei Deputati per svolgere l’attivitá parlamentare quotidiana non ho potuto esimermi dal fermarmi con i lavoratori del comparto delle apparecchiature da intrattenimento che manifestavano davanti a Palazzo di Montecitorio: “Sul settore degli apparecchi da intrattenimento regna ormai da tempo una controcultura che li relega tra quei comparti produttori di vizio e malaffare. L’aumento del Preu di ben due punti percentuali su new slot e videolottery segue un percorso tracciato per gambizzare un settore tartassato sia a livello sociale sia fiscale ma che invece, se ben gestito, crea reddito e occupazione”.

Come sempre sulla mia pagina twitter @renatapolverini potrete seguire tutti gli aggiornamenti in diretta della giornata parlamentare e in giro per l’Italia.

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