#Lavoro, Abolizione dei voucher? Più diritti per i lavoratori? – audizioni in XI commissione CdD e incontro FI con Cgil

#Lavoro, Abolizione dei voucher? Più diritti per i lavoratori? – audizioni in XI commissione CdD e incontro FI con Cgil

L’impegno della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati è andato avanti giovedì con le audizioni delle principali Organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria in merito alle proposte di legge sul lavoro accessorio.

In serata poi il gruppo Forza Italia di Montecitorio ha accolto una delegazione Cgil, presenti la Segretaria generale Susanna Camusso e i Segretari confederali, Vincenzo Colla e Rossana Dettori. Con i deputati azzurri Giammanco e Giacomoni, rispettivamente Segretario in commissione Attività produttive della Camera e vice presidente in Finanze , abbiamo ascoltato la richiesta della delegazione sindacale che ha chiesto l’impegno a favorire la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla “Carta dei diritti universali del lavoro”. Le firme raccolte hanno superato di gran lunga il limite stabilito dalla Costituzione, sono in totale più di un milione, a fronte dei tre milioni di sottoscrittori del referendum sull’abolizione del Jobs Act.

C3HHxlFXUAY5Ctb.jpg-large

Come Forza Italia abbiamo espresso tutta la volontà di far incardinare nel breve periodo la proposta, riservandoci di entrare nel merito dell’articolato in sede parlamentare. E’ importante comprendere che le evoluzioni nel mondo del lavoro richiedono nuove regole e quindi un assetto diverso dei diritti.

La Carta dei diritti universali del lavoro parte da un presupposto: i diritti sono legati alla persona e non alle tipologie contrattuali, è necessario superare la differenza tra subordinati e insubordinati. A dircelo è stata proprio il Segretario Cgil, Camusso.

 

Come detto all’inizio, prima dell’incontro con la delegazione sindacale ho presieduto la commissione Lavoro della Camera, dove abbiamo ascoltato oltre alla Cgil, la Uil, la Cisl, l’Ugl, Domina – Associazione Nazionale famiglie Datori di Lavoro Domestico, Fidaldo, Federcasalinghe e Ance.

Dalle audizioni fatte è emerso che:

Cgil: “I voucher sono uno strumento malato, irriformabile e da abrogare, quindi il solo ritorno al passato, come propongono alcune delle pdl all’esame della commissione Lavoro alla Camera, non rappresenterebbe un cambiamento. Oltre a circoscrivere la tipologia di lavori possibili attraverso i voucher (tra questi, lavori domestici, giardinaggio, assistenza domiciliare [N.d.R.]), è necessario circoscrivere la platea dei possibili beneficiari (studenti, inoccupati, pensionati, disoccupati senza integrazioen del reddito [N.d.R.]). Inoltre chiediamo di limitare il periodo in cui un singolo lavoratore può essere occupato presso lo stesso datore di lavoro per non più di 40 giorni l’anno con relativi compensi non superiori a 2.500 euro”.

Uil: “Auspichiamo che gli interventi correttivi sul lavoro accessorio mirino ad un ritorno all’originaria normativa in cui, essendo chiara la finalità, erano altrettanto confinati, entro certi limiti, i target di prestatori di lavoro, committenti e attività d’impiego. Si dovrebbe poi prevedere la riduzione da 7.000 a 2.000 euro del tetto annuo di compenso percepibile dal prestatore di lavoro indipendentemente dal numero dei committenti; per beneficiari di prestazioni di integrazioni e sostegno al reddito resta il tetto di 3.000 euro; introdurre, ex novo, un tetto massimo annuo di compenso erogabile da parte del committente indipendentemente dal numero dei prestatori di lavoro che non dovrebbe superare 2.000 euro l’anno con un massimo di 500 euro annui per singolo prestatore. Escludere inoltre della possibilità di utilizzo totale nel settore agricolo e divieto di utilizzo in appalti per opere e servizi (compresa la somministrazione). Infine, si chiede che il singolo voucher corrisponda ad un minimo di 8 ore lavorate, passando così da un voucher a ore a uno giornaliero”.

Cisl: “La soluzione non sta nell’abrogazione, ma nell’introdurre significative limitazioni all’ambito di utilizzo, che devono tornare ad essere circoscritti alle attività realmente occasionali. Tuttavia ci chiediamo se non possa essere maggiormente proficuo lasciare alla contrattazione collettiva, anche aziendale, l’individuazione delle attività. La tracciabilità dei buoni lavoro, prevista nei mesi scorsi, non è sufficiente perchè in tutta una serie di settori e attività non si giustifica l’utilizzo di questo strumento. Ma ci sono anche settori e attività in cui esso potrebbe essere realmente utile per contrastare il nero”.

Ugl: “Una maggiore certezza del corretto impiego dei voucher si avrebbe spostando il criterio dell’occasionalità dal prestatore d’opera al committente, in quanto i buoni vengono utilizzati anche per retribuire delle prestazioni che per il committente non sono occasionali, ma rappresentano spesso l’attività principale”.

Domina – Associazione Nazionale famiglie Datori di Lavoro Domestico: “Proponiamo di prevedere il limite di compenso di 2mila euro annui per committenti datori di lavoro domestico nonchè per i lavoratori domestici impegnati per lo stesso nucleo familiare. La proposta potrebbe limitare eventuali abusi nell’utilizzo dei voucher e ritornare, seppur indirettamente, a quell’idea di occasionalità”.

Fidaldo – Federazione Italiana Datori di Lavoro Domestico: “Contrarietà all’abolizione dei voucher, ma necessità, non più rinviabile, che vengano adottati alcuni correttivi che vadano nella direzione di una reale limitazione, tracciabilità e semplificazione” dello strumento, anche riprendendo alcune importanti indicazioni della legge Biagi”.

Federcasalinghe: “Abbiamo visto con favore l’introduzione dei voucher”, per questo “vorremmo che questo strumento possa continuare ad esistere”.

Ance: “Condividiamo l’intento delle pdl voucher volte a circoscrivere e a regolamentare il ricorso al lavoro accessorio che, nel corso degli ultimi anni, ha interessato settori e lavorazioni che mal si conciliano con la natura di tale tipologia contrattuale. C’è la necessità che l’utilizzo dei voucher non sia reso possibile in edilizia, confermando il divieto negli appalti. Monitorare poi con rigore l’utilizzo dei voucher per pagare prestazioni di lavoro, anche al fine di contrastare fenomeni di elusione che, oltre ad alterare la leale concorrenza tra le imprese, generano distorsioni nel mercato e sono a discapito della sicurezza dei lavoratori”.

 

 

 

 

Invia commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>