Italia bloccata in sala d’attesa

Italia bloccata in sala d’attesa

Le notizie che giungono sulla protesta dei taxisti, che ormai va avanti da una settimana, sono sconcertanti. Il Paese è esasperato oltre che fermo in sala d’attesa.

La riflessione scaturisce in particolare da una notizia trapelata questa mattina dalla voce del sottosegretario al ministero del Lavoro, Luigi Bobba, il quale ha affermato che il governo sta riflettendo se rendere strutturale la Dis-Coll, ossia l’indennità di disoccupazione prevista in via sperimentale dal Jobs Act per i collaboratori.

Giorni fa, l’Inps, dalla voce del Presidente Tito Boeri, aveva diffuso la notizia che la Dis-Coll non sarebbe stata prorogata, gettando nel baratro dell’incertezza circa 60mila collaboratori, ossia la platea che effettivamente può godere dell’indennità di disoccupazione in seguito a licenziamento involontario.

Ma il problema dell’attesa, dell’eterno punto interrogativo non è legato solo ai collaboratori e ai taxisti ma anche alle lavoratrici che chiedono di prorogare l’Opzione Donna per il 2018.

LA DICHIARAZIONE

“I collaboratori in attesa della Dis-Coll strutturale, le lavoratrici di Opzione Donna che richiedono la proroga per il 2018, i tassisti che protestano perchè chi può difendere i confini nazionali del lavoro non lo fa a sufficienza, i giovani che rientrano in quel 40% di disoccupazione, senza contare tutti i parasubordinati non compresi in nessuna misura di sostegno al reddito. Siamo davvero un Paese fermo in sala d’attesa, messo in stand by per l’ennesima riflessione del governo. Guardiamo al futuro come se fosse già ieri.

Il mercato del lavoro è polarizzato, abitato da figure al margine tra subordinazione e autonomia, esposto quindi alla creazione di professionalità prive di regolamentazione, nonostante l’indeterminato promosso dal Jobs Act”.

 

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