Il lavoro non è una merce di scambio per nessuno

Il lavoro non è una merce di scambio per nessuno

Questa mattina a Sassari è stata smantellata un’organizzazione che si occupava di regolarizzare in maniera fittizia gli extracomunitari attraverso false assunzioni. La cronaca delle ultime ore ci dice che a essere coinvolte nella vicenda sono 22 persone, tra locali e stranieri, i quali a vario titolo avrebbero ottenuto “tangenti” da immigrati, con la promessa di assunzione da parte di datori di lavoro consenzienti.

Il fatto dovrebbe lasciarci sgomenti perché ancora una volta il lavoro viene usato come becera merce di scambio, quando invece riuscire a ottenere un reale impiego sarebbe per gli immigrati una carta da poter giocare nella società.

Come è stato rilevato nel corso del convegno organizzato dal Dipartimento Politiche del lavoro e sindacali di Forza Italia (‘Aiutiamo l’Italia a crescere’), regolarizzare professionalmente i migranti significherebbe creare reddito per questo Paese.

Sono quindi attualissime le parole di Monsignor Giancarlo Perego che, durante l’incontro di luglio tenutosi presso la Camera dei Deputati, disse: “Guardare il mondo dell’immigrazione per aiutare l’Italia a crescere significa osservare una realtà significativa soprattutto in questo momento in cui si sta perdendo la capacità di attrazione”.

Il pensiero del religioso si sposa perfettamente con alcuni dati sul lavoro migrante illustrati proprio in quell’occasione. Ribadirli è sempre utile per farci comprendere perchè casi di cronaca come quello di questa mattina debbano essere considerati passi indietro verso l’integrazione.

In Italia gli stranieri sono quelli maggiormente interessati al settore edile, insieme con i servizi rivolti alla collettività, quindi l’assistenza. Parafrasando, sono gli uomini e le donne provenienti dai paesi extra Unione che spesso colmano le lacune lavorative lasciate dagli italiani. Al di là delle cifre percentuali quello che è importante comprendere è che il contributo in termini economici degli stranieri è fattivo, ed è per questo che non bisogna giocare con il lavoro.

Per riprendere un concetto da me già espresso in ‘Aiutiamo l’Italia a crescere’: “Lavorare é un requisito importante e un valore fondamentale per la dignità delle persone che arrivano nel nostro Paese”.

Invia commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>