Il governo tace sulle difficoltà degli enti territoriali

Il governo tace sulle difficoltà degli enti territoriali

La consultazione sulla Legge di Stabilità ancora non è entrata nel vivo ma già fa discutere. La dichiarazione rilasciata oggi dal sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, in audizione in commissione Federalismo fiscale di Montecitorio, è preoccupante. “C’è la consapevolezza – nel governo – che il taglio da un miliardo per il 2017 porti al collasso del sistema delle Province quindi non è possibile che sia mantenuto” – ha detto ai deputati in Commissione.

Siamo ancora nell’ambito della possibilità e questo non è accettabile. Gli enti territoriali, già fortemente in difficoltà per i continui tagli, hanno bisogno di certezze. Lo Stato dov’è quando i cittadini si lamentano che i servizi offerti dai Comuni e dalle Province non sono adeguati alle tasse che pagano?

Sin dall’insediamento del ddl Delrio nel nostro ordinamento abbiamo subìto una campagna mediatica poco chiara che ci ha convinti dell’immediata abolizione delle Province in nome di una semplificazione abbatti costi. Gli enti territoriali sono stati utilizzati come il capro espiatorio che avrebbe risolto tutti i problemi legati al funzionamento della Pubblica amministrazione.

Adesso alla luce di una riforma costituzionale che, se accettata con la consultazione referendaria, porterebbe realmente alla cancellazione dalla Costituzione di questi enti, ci ritroviamo davanti a una reale difficoltà. Non solo i rapporti con i sindaci verrebbero inevitabilmente compromessi senza l’intermediazione della Provincia ma le costanti sforbiciate agli enti territoriali metterebbero in difficoltà i Comuni più piccoli che si dovrebbero sobbarcare le spese di quelli capoluogo, spesso in deficit.

E mentre il governo non è ancora in grado di dirci nulla, i Comuni e le Province si trascinano disorientati.

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