#Maipiusola: incontro organizzato dal coordinamento donne Ugl

#Maipiusola: incontro organizzato dal coordinamento donne Ugl

Uomini che uccidono le donne. Banche dati aggiornate non omogenee. Centri antiviolenza in chiusura, volontari che spesso e volentieri non sono specializzati nell’affrontare le urgenze legate alla violenza sulle donne. Forze dell’ordine non capaci di valutare fino in fondo le varie casistiche e infine una legge sul femminicidio che, sebbene abbia arginato di molto il fenomeno, tende a bloccare le donne intenzionate a denunciare, in virtù del fatto che le stesse una volta effettuate non possono essere ritirate.

Questo è il quadro generale in cui si muove la violenza sulle donne.

Oggi all’incontro organizzato dal coordinamento donne del sindacato Ugl “L’Amore che uccide”, ho ascoltato la storia di Elisa, che non solo ha confermato le carenze e le lacune citate all’inizio ma ha detto che il vero problema è proprio il rimanere da sola.

Sola, per due ordini di motivi: perché chi usa violenza sia psicologica sia fisica tende a isolare la vittima e poi perché nel loro cammino di denuncia le donne possono incontrare familiari che le convincono a lasciar perdere oppure in questura capita che i funzionari non credano o sottovalutino la violenza.

Noi donne stiamo subendo un arretramento culturale, non del tutto superabile con una legge o lo stanziamento di fondi per il mantenimento dei centri antiviolenza. La politica oltre a combattere a livello culturale la spirale della violenza attraverso la promozione e il coordinamento di percorsi di conoscenza e informazione nelle scuole e nei vari centri antiviolenza dovrebbe riuscire a canalizzare le potenzialità di chi denuncia. Quindi indirizzare le donne verso il mondo del lavoro partendo proprio da quelle strutture che si occupano di dare loro supporto sia legale sia psicologico.

Bene le leggi a contrasto del fenomeno e sicuramente bene lo stanziamento di fondi sicuri e continuativi per tutti quegli spot che si occupano di accogliere le istanze delle donne. Ma solo questo non basta, perché come ha detto il prof. Villanova, nel corso dell’incontro organizzato questa mattina dal coordinamento donne del sindacato Ugl, è soprattutto un problema di ristrutturazione delle emozioni e di promozione del rispetto di genere.

Partiamo quindi dalle scuole per educare le nuove generazioni e iniziamo seriamente a dare alle donne la possibilità di entrare senza nessuna sperequazione nel mondo del lavoro. L’indipendenza economica e la realizzazione in campo professionale permettono di creare una rete sociale capace di non far sentire più sole le donne.

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