Delega Protezione civile assolutamente insufficiente

Delega Protezione civile assolutamente insufficiente

Mai come negli ultimi mesi abbiamo infatti compreso, a seguito degli straordinari eventi sismici e metereologici che hanno colpito duramente il nostro Paese, l’importanza di avere un sistema di Protezione civile efficiente ad ogni livello.

I provvedimenti adottati negli ultimi anni in materia di protezione civile hanno, di fatto, comportato una limitazione dell’operatività del Servizio nazionale di protezione civile in un’ottica, da un lato, giustizialista, in relazione a presunti fenomeni corruttivi che hanno sfiorato il Dipartimento della protezione civile nell’anno 2010, e, dall’altro, di tipo ragionieristica, in relazione alla necessità del Ministero dell’economia e delle finanze di neutralizzare gli effetti negativi per la finanza pubblica derivanti delle calamità naturali.

Naturale conseguenza dei correttivi normativi adottati soprattutto con il decreto legge n. 59 del 2012, convertito con modificazioni nella legge n. 100 del 2012, è stata quella di rendere inefficiente l’intervento del Servizio nazionale della protezione civile in occasione degli eventi che hanno colpito l’Italia centrale nei mesi di agosto-ottobre 2016 e di gennaio 2017.

Malgrado la straordinaria generosità e la competenza di tutte le persone che compongono la Protezione civile e i Corpi che hanno offerto il proprio contributo nella fase di gestione dell’emergenza, l’indebolimento della governance della Protezione civile ha prodotto infatti dei ritardi anche negli interventi che abbiamo pure apprezzato.

Riguardo agli interventi necessari, bisognerebbe partire dal rafforzare i principi statali (nell’ambito della competenza concorrente) per l’organizzazione della protezione civile, per limitare e chiarire i livelli di responsabilità.

Più in generale, è essenziale provvedere ad una armonizzazione del sistema di protezione civile nel Paese, che definisca competenze e responsabilità chiare nella catena di comando, strutturando,  a livello nazionale, il regime di intervento nell’emergenza.

Negli anni, la competenza in materia di protezione civile è infatti progressivamente passata dallo Stato ai governi regionali e alle autonomie locali. Con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001, la protezione civile è divenuta materia di legislazione concorrente, per cui, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, il potere legislativo spetta ai Governi regionali. Ogni regione ha così implementato i principi della legge n. 225 del 1992 in leggi regionali, e si è organizzata con un proprio sistema di protezione civile, determinando però, di fatto, una confusione che non è stata affatto funzionale all’efficienza del sistema.

I troppi livelli decisionali hanno dato vita ad un sistema frastagliato e inefficace, con una catena di comando non chiara e troppo lunga, che ha affidato di fatto alle Regioni poteri gestionali che queste non sono state in grado di controllare.

Più in generale, è necessario assicurare al sindaco un pieno potere di ordinanza nelle emergenze, nonché una maggiore semplificazione e velocizzazione delle procedure.

La responsabilità e la gestione dell’emergenza andrebbe quindi definita su due livelli essenziali: il sindaco (ovvero il livello più prossimo ai cittadini e all’emergenza), e lo Stato (ovvero il livello che ha i mezzi necessari – economici e strumentali – in grado di affrontare l’emergenza).

Altro tema fondamentale è quello del ripristino del potere di ordinanza in capo alla Presidenza del consiglio. Questo è necessario, perché le decisioni nell’ambito dell’emergenza vanno prese attraverso una piena assunzione di responsabilità. E solo la responsabilità del Presidente del Consiglio è in grado di offrire totale copertura politica alle azioni messe in campo in caso di emergenza, anche nei confronti dell’Europa.

Il “timore” di responsabilità amministrative e penali in cui molto facilmente possono incorrere – sicuramente non per dolo, ma in buona fede – i dirigenti della protezione civile, di fatto bloccano l’operato degli stessi e la gestione di tutta la fase dell’emergenza.

Ciò che il Governo dovrebbe poi fare, ma è un tema che in tutta evidenza continua a “sviare”, è quello di porre rimedio ai danni procurati dell’approvazione e dall’implementazione della legge Delrio. Il tema è strettamente connesso con quello della organizzazione e del funzionamento della Protezione civile.

La legge Delrio di riorganizzazione delle Province ha infatti messo in ginocchio il sistema delle autonomie, e causato danni incredibili. Tra questi, se ne segnalano in particolare tre, a cui è necessario porre rimedio quanto prima: l’azzeramento di risorse fondamentali per l’edilizia scolastica, l’azzeramento di risorse fondamentali per la manutenzione delle strade, l’eliminazione dell’importantissima opera di sussidiarietà che le province portavano avanti a supporto dei comuni sui piani di protezione civile.

Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante alla luce del fatto che non tutti i comuni sono dotati di un piano di protezione civile.

Un’ulteriore questione rilevante su cui desidero porre l’accento, riguarda la necessità dell’attivazione di sistemi di emergenza nei confronti delle società di servizi. Non è infatti ammissibile che le società che si occupano di garantire servizi fondamentali al cittadino (società di telefonia, erogazione energia elettrica, gas, manutenzione stradale), seppur operanti in libero mercato (com’è giusto che sia) non abbiano accordi specifici con le amministrazioni per garantire un piano di allerta e prevenzione in caso di emergenze, oltre che un piano per operazioni celeri ed efficaci in caso di disfunzioni. Ad esempio, gli accordi di concessione delle strade dovrebbero contenere specifiche “clausole” per di prevenzione in caso di allerta meteo, con la messa a disposizione di mezzi in grado di poter fronteggiare le eventuali emergenze in maniera immediata.

Ebbene: ho elencato alcuni temi di straordinaria rilevanza che vanno affrontati in maniera urgente. Da questo punto di vista, la delega che arriva oggi all’esame di quest’Aula è assolutamente insufficiente: anche perché abbiamo avuto modo di vedere i risultati ottenuti ogni qualvolta abbiamo messo in mano al Governo deleghe importanti.

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