La salute dei cittadini deve essere la prima preoccupazione di una buona amministrazione. La Presidente Polverini vi si dedica infatti con instancabile impegno, cosciente però del fatto che grande importanza va data non solo ai servizi di cura e intervento, ma anche a una seria prevenzione dei mali.
Sull’argomento la Presidente si è soffermata in occasione del Convegno “Le fattorie della salute e gli alimenti funzionali” che si è tenuto a Palazzo Caetani di Fondi, in provincia di Latina.
Un’ottima iniziativa che, mettendo in luce l’importanza di una corretta alimentazione e del legame tra prodotti enogastronomici e territorio, valorizza il percorso di prevenzione che il nostro sistema sanitario sta intraprendendo.
Il convegno ha collegato la storia e l’agricoltura pontina con la prevenzione in campo alimentare. La Presidente ha poi evidenziato il valore della cittadina di Fondi, troppo spesso alla ribalta per questioni che esulano dalla sua bellezza e dal suo patrimonio. In questa felice occasione, è stato invece possibile apprezzare la dimensione artistica e culturale dei luoghi, dimensione che è necessario promuovere non solo nel Lazio, ma anche in tutta Italia e nel mondo.
La valorizzazione della ricerca e dell’innovazione rappresentano da sempre una priorità per Renata Polverini. E particolare attenzione a questi temi è infatti dedicata nel quotidiano lavoro del presidente. Un’ulteriore occasione nella quale questo serio impegno è emerso si è avuta con l’incontro del presidente Polverini con Rita Levi Montalcini, celebre premio Nobel che incarna il successo della ricerca nel nostro Paese. Renata Polverini ha quindi manifestato la precisa volontà di voler dar al sostegno da parte della Regione alla importante attività di ricerca portata avanti, anche nel Lazio, dalla insigne scienziata attraverso l’Istituto Ebri, una struttura fortemente voluta dalla professoressa Montalcini e che rappresenta una delle punte di eccellenza del nostro territorio.
Nel corso dell’incontro la celebre scienziata ha sottolineato l’alta qualità della ricerca scientifica svolta da un gruppo eccellente di ricercatori dell’Ebri nel campo delle malattie neurodegenerative. E ha infine espresso il suo gradimento per il programma che il presidente Polverini ha indicato a grandi linee.
”Ricerca e prevenzione sono due parole assolutamente importanti che ciascuno deve sostenere. Oggi parliamo, in particolare, di tumore al seno che per le donne è uno dei peggiori e sul quale bisogna investire”. Con queste parole Renata Polverini ha dato il via alla maratona “Race for the cure”.
Alla manifestazione di solidarietà, organizzata dall’associazione Susan G. Komen Italia per raccogliere fondi da destinare alla ricerca, ha partecipato il team delle “Donne del Lazio” capitanato dalla stessa Polverini con gli assessori Mariella Zezza, Fabiana Santini e il consigliere regionale Isabella Rauti in prima fila.
In occasione della fase finale della Coppa campioni di basket in carrozzina, che quest’anno si disputa a Roma, Polverini ha assistito a una delle prime partite in programma presso gli impianti sportivi della Fondazione Santa Lucia, sede della manifestazione cui partecipano le migliori otto squadre d’Europa.
Dopo aver ricordato di aver visitato più volte il centro di riabilitazione nel corso della campagna elettorale, il presidente della Regione Lazio ha sottolineato come nel nuovo ruolo di commissario di governo per la Salute sia pronta a impegnarsi affinché la Fondazione possa rimanere al servizio delle tante famiglie in difficoltà, che in questa struttura trovano l’opportunità di una assistenza altamente qualificata sia sotto il profilo medico sia sotto quello psicologico.
Siamo già al lavoro per riformare il sistema sanitario nel Lazio, per garantire finalmente a tutti i cittadini il diritto alla salute. Renderemo subito operativo il programma presentato in campagna elettorale e per questo ho deciso di avvalermi di una squadra di professionisti, di appassionati della sanità che con la propria esperienza e competenza riuscirà a dare un contributo straordinario per riportare ordine ed efficienza nel settore. Della squadra farà parte Aldo Morrone, che dirige il centro per la promozione della salute delle popolazioni migranti dell’Istituto San Gallicano, un esempio di come con molto poco si può fare tantissimo. Sono orgogliosa di poter contare sulla sua professionalità e che lo faccia a titolo gratuito. Credo che, in questa fase, ogni contributo sia davvero prezioso e importante. Anche da parte nostra, come istituzione. C’è ad esempio un capitolo che riguarda le spese di rappresentanza del presidente della Regione che mi sembra eccessivo e su cui si può operare sicuramente una rinuncia. E’ un piccolo capitolo che metterò a disposizione. I fondi saranno destinati a una delle fragilità che ci sono in questa regione: quella della salute delle donne.
Da un’indagine della Guardia di Finanza emerge che la Regione Lazio negli ultimi cinque anni non avrebbe applicato lo sconto del 50 per cento sui farmaci del cosiddetto PHT (Prontuario Ospedale-Territorio), scelta che avrebbe arrecato un danno erariale di circa 243 milioni di euro. I farmaci in questione sono i cosiddetti salvavita e le Asl prese in esame sono quelle di Roma e provincia. Questo significa che mancano all’appello le Asl delle altre 4 province del Lazio e, quindi, che il danno erariale potrebbe superare i 300 milioni di euro.
Questo episodio che, lo ribadiamo, costituisce probabilmente il più grave danno erariale mai arrecato, in una sola volta, ad un’amministrazione nella storia della Repubblica, è la migliore dimostrazione di quanto abbiamo affermato per l’intera campagna elettorale. Ci sono ancora dei grandi spazi di recupero rispetto ai colossali sprechi che nascono dall’inefficienza e dall’assenza di controlli nelle aziende sanitarie. C’è la necessità di aggiornare e migliorare le convenzioni in essere con la Guardia di Finanza per rendere più efficienti i controlli e monitorare i comportamenti delle Aziende sanitarie. C’è infine bisogno di una nuova ed efficiente struttura di controllo che verifichi l’efficiente attuazione delle disposizioni regionali nelle aziende sanitarie.
In pratica, è la dimostrazione che c’è bisogno di tutto quello che Renata Polverini propone da mesi in campagna elettorale e che sta scritto nel nostro programma di governo.
Dopo la salute e la famiglia, la terza priorità che ho voluto inserire nel programma è la ‘rete della fragilità’ e per l’occasione ho scelto il centro diurno di assistenza disabili di Bracciano per illustrarne le linee guida. L’obiettivo che mi sono posta è sconfiggere non solo la malasanità ma anche la mala assistenza, per questo innanzitutto istituiremo una banca dati sulle fragilità per conoscere quali sono le fasce deboli sul nostro territorio. Vogliamo attivare un vero e proprio sistema di servizi diffuso in tutta la Regione per assicurare una risposta concreta ai bisogni degli individui e delle famiglie, con prestazioni di qualità e interventi appropriati ed efficaci. Introdurremo, ad esempio, un assegno che incentivi chi vuole prendersi cura dei disabili e degli anziani non autosufficienti a domicilio. Sono tante, infatti, le famiglie che si trovano sole di fronte a questo problema. Ma il nostro programma dà risposte a tutti gli individui fragili, dai minori a rischio agli anziani, con iniziative di formazione permanente; giardini e orti sociali affidati alla cura di persone anziane in difficoltà economiche in cambio di una integrativa alla pensione; oppure il ‘nonno vigile’ in prossimità delle scuole o di parchi e giardini pubblici.
È altrettanto importante raccordare gli interventi di carattere socio-assistenziale con quelli per la casa, con le politiche della sicurezza, per l’integrazione degli immigrati, con quelle della formazione e del lavoro. Da qui la necessità di costruire una vera e propria rete socio-sanitaria, che veda impegnati insieme i Comuni e le Aziende sanitarie in percorsi e regole condivise.
Nella sanità laziale opererò una vera e propria rivoluzione, che assicuri la centralità della persona, l’eliminazione degli sprechi e non dei servizi, ma soprattutto l’integrazione tra pubblico e privato. Questo è quanto ho ribadito durante la mia visita all’ospedale Nuovo Regina Margherita, occasione per illustrare il mio programma sulla salute dei cittadini: venti azioni di governo sulle sessanta totali.
Ho avuto modo di spiegare quali sono le mie intenzioni: istituire l’infermiere di famiglia e l’anagrafe delle fragilità, così da potenziare l’assistenza domiciliare, abbattere le liste d’attesa e introdurre la Carta sanitaria personale elettronica. Nel mio programma inoltre è prevista la riduzione del numero delle Asl da 12 a 6 nell’arco della legislatura, l’integrazione nella rete dei servizi dei medici di medicina generale, con un nuovo approccio multidisciplinare dei nuovi ospedali. Particolare attenzione sarà riservata anche alla prevenzione, con l’istituzione di un apposito dipartimento, e al patrimonio storico rappresentato dai piccoli ospedali per le comunità locali.
Infine, voglio portare la Sanità laziale al pareggio in tre anni e da quel momento le addizionali Irap ed Irpef scenderanno. Così c’è scritto nel mio programma ed è quanto ho intenzione di fare.
Nonostante qualche difficoltà che abbiamo avuto in questi giorni, voglio che sia chiaro che io non ho mai cessato, neanche per un minuto, di fare campagna elettorale. Ho continuato a mantenere tutti i miei impegni e a visitare gli ospedali, anche nei momenti di maggiore tensione. Ieri ho iniziato la mia giornata recandomi all’ospedale Cto di Roma dove ho visitato alcuni reparti e incontrato dirigenti e operatori sanitari. Mi sono fermata poi a parlare e ad ascoltare la gente nei bar e nei negozi continuando, come ho sempre fatto, a essere vicina a voi. Per me sta diventando una vera e propria missione, il cambiamento che tante persone ci chiedono lo posso rappresentare io, insieme a voi e a una coalizione che in questo momento non è al governo della Regione.
Per una sanità che sia veramente più vicina alle persone vogliamo riorganizzare la rete territoriale. Troppo spesso oggi si ricorre all’ospedale semplicemente perché non ci sono servizi alternativi. Basti pensare alle malattie croniche o a quelle della terza età per le quali più presidi sul territorio e una maggiore assistenza domiciliare alleggerirebbero il carico e i costi dell’ospedalizzazione. Il nostro progetto prevede di riportare il malato al centro delle politiche sanitarie regionali e per raggiungere questo obiettivo sono pronta ad impegnarmi in prima persona.



















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