Ospedale dei Castelli, esempio di convergenza istituzionale

Ospedale dei Castelli, esempio di convergenza istituzionale

Ieri, facendo seguito all’invito del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ho partecipato al sopralluogo del Policlinico dei Castelli, struttura ormai completa al 95%.  All’incontro era presente anche il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

L’inaugurazione del cantiere risale al periodo in cui la giunta del Lazio era guidata da me. Era il 30 marzo 2012 quando iniziarono i lavori.

Al margine dell’iniziativa ho raccolto un pensiero che di seguito vi riporto, in particolare per farvi comprendere l’importanza di aver superato il commissariamento nella sanità laziale (pubblicizzato dall’attuale governatore) e del lavoro di convergenza istituzionale che è stato messo in campo:

“Non posso fare altro che unirmi alle parole pronunciate dal premier Gentiloni nel suo discorso. Lui ha parlato di convergenza, di lavoro di continuità a prescindere dai colori politici. Ebbene l’Ospedale dei Castelli è di sicuro anche il simbolo di tutto questo”.

Si tratta di un progetto che offrirà ai cittadini della provincia romana un servizio sanitario spero più efficiente, anche perché stiamo parlando di un Policlinico costituito su più piani e quindi dotato di grande capienza.

“Ringrazio – ho dichiarato a margine dell’iniziativa – il Presidente Zingaretti per aver riconosciuto l’impegno profuso insieme alla mia Giunta. Se nel 2005 il debito della Sanitá laziale ammontava a ben due miliardi di euro, come ha puntualmente ricordato il governatore democratico, l’Amministrazione da me guidata è riuscita in soli due anni a cancellare 900 milioni di euro, lasciando quindi il debito a 600 milioni rispetto alla cifra ereditata”.

Sono stata contenta di essere stata ad Ariccia nella mattinata di ieri perché abbiamo celebrato il traguardo di un percorso fatto di confronto e impegno sinergico.

Dal Canada: 4,5 milioni di dollari per la ricostruzione di Norcia e Amatrice

Dal Canada: 4,5 milioni di dollari per la ricostruzione di Norcia e Amatrice

Norcia e Amatrice, rappresentate a Toronto dai due sindaci, Nicola Alemanno e Giuseppe Pirozzi, accoglieranno l’immensa solidarietà della comunitá italiana in Canada.

4,5 milioni di dollari per le due cittadine maggiormente interessate dalla scia sismica che ha colpito l’Italia centrale da agosto a ottobre 2016. Una iniziativa concreta e generosa che gli darà una possibilità in più sulla via della ricostruzione.

A fronte della raccolta di fondi, organizzata a Toronto dalla Comunità degli italiani residenti nella città canadese e sponsorizzata da Sergio Marchionne, vi racconto quando e come nacque il contatto: qualche mese fa nel corso di un incontro con il Console generale, Giuseppe Pastorelli e l’ex Chief di Villa Charities Foundation, Eligio Gaudio, insieme all’infaticabile Sam Ciccolini, si è deciso di restituire ai due Comuni colpiti dal terribile terremoto un luogo di aggregazione soprattutto per i giovani che rappresentano la speranza ed il futuro di quelle terre.

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La risposta della nostra Comunità è stata davvero straordinaria e al termine di una vera e propria gara di solidarietà sono stati raccolti oltre 4,5 milioni di dollari canadesi che verranno consegnati ai Sindaci Nicola Alemanno e Sergio Pirozzi – presenti all’iniziativa canadese della scorsa settimana – anche grazie alla partecipazione del governo regionale dell’Ontario che, per bocca della sua governatrice, Kathleen Wynne, ha promesso uno stanziamento di 250.000 dollari e, soprattutto, grazie al contributo del Governo nazionale che, attraverso il Primo Ministro, Justin Trudeau, presente al pranzo di solidarietà con l’ad di Fiat Chrysler, ha deciso di partecipare all’iniziativa con una somma particolarmente sostanziosa: due milioni di dollari.

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Illustreremo a breve i dettagli di questa importante iniziativa in una conferenza stampa alla Camera ma voglio sin d’ora ringraziare la Comunità italiana di Toronto, Sergio Marchionne, Eligio Gaudio, il Console Generale Giuseppe Pastorelli, l’ambasciatore italiano Claudio Taffuri e, naturalmente, il Premier Justin Trudeau che con la sua presenza ha rafforzato il già forte rapporto con il nostro Paese, appena consolidato dal recente incontro con il Capo del governo, Paolo Gentiloni.

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Precari della giustizia: “Restituiteci dignità” – Il percorso da seguire dopo la risposta del ministero della Giustizia

Precari della giustizia: “Restituiteci dignità” – Il percorso da seguire dopo la risposta del ministero della Giustizia

Tre decreti con l’intento di prorogare un tirocinio di continua formazione che dura ormai da sette anni.

2015, 2016 e 2017 gli anni dei tre decreti, e quindi delle tre procedure di selezione concorsuale. L’ultimo provvedimento risale a qualche giorno fa, firmato dal ministro Orlando, per l’avvio del programma di assunzioni delle 1000 unità di personale amministrativo, non dirigenziale per l’amministrazione giudiziaria, in attuazione della legge di stabilità 2017.

Ad oggi sono 1115 i tirocinanti della giustizia che da troppo tempo sono soggetti a una formazione diventata un vero e proprio lavoro presso gli Uffici del Processo, ossia sedi create ad hoc per coadiuvare i magistrati.

Secondo ciò che si legge in un documento redatto da una delle tirocinanti, “le prime sperimentazioni hanno consentito di verificare una tendenziale riduzione delle pendenze del 15%”.

Una grossa utilità quindi, che però andrebbe rivista.

Quello che loro chiedono infatti è un provvedimento legislativo creato ad hoc sulla loro situazione che possa risolvere la condizione di precariato in cui versano da anni o al massimo la messa al bando di un concorso modellato sulle loro competenze senza nessun escluso.

Cliccando sul link si potrà ricostruire il percorso seguito a livello parlamentare.

Nel pomeriggio di ieri ho incontrato per la seconda volta i tirocinanti della giustizia

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Dialogando con loro abbiamo deciso di intraprendere un percorso volto alla soluzione della problematica, fermo restando che il concorso, a oggi, è l’unico modo per trovare stabilizzazione delle posizioni e delle competenze acquisite in questi anni.

 

 

L’Italia, il Paese dove il lavoro è la vertenza più grande da affrontare

L’Italia, il Paese dove il lavoro è la vertenza più grande da affrontare

Le crisi aziendali in Italia sono numerose ma in questi giorni a tenerci con il fiato sospeso è stata la vicenda Alitalia. Il referendum che i lavoratori della ex compagnia di bandiera hanno votato, ha sancito con la vittoria del ‘No’ il ricorso all’amministrazione straordinaria dell’azienda.

Una scelta sofferta per qualcuno, obbligata per altri, un vero e proprio ricatto senza mezzi termini.

Ospite della trasmissione L’Arena, condotta da Massimo Giletti, ho dichiarato domenica scorsa che:

“Al referendum Alitalia non avrei votato ne’ si ne’ no semplicemente perché avrei lottato per non sottoporre l’accordo allo strumento troppo abusato di democrazia diretta. Tutta questa storia ha rivelato grossi errori sia da parte del governo che dei sindacati, ai quali è mancato il coraggio di assumersi la responsabilità su scelte difficili ma necessarie. La gran parte dei no espressi dai lavoratori Alitalia è dovuto al fatto di non aver contribuito a quest’ultimo epilogo della compagnia. Ricordo poi come nel 2008 il presidente Berlusconi tenne fede su Alitalia all’impegno preso con gli elettori dando vita alla Cai”.

Proprio a cavallo del Primo maggio, giorno in cui in Italia si festeggia la festa dei lavoratori, abbiamo avuto modo di riflettere su quello che dovrà essere il ruolo di Forza Italia: impegnarsi per la costruzione di un centrodestra forte che possa competere alle Politiche sia quella fissate nel 2018, a scadenza naturale della legislatura, che anticipate, ipotesi paventata, tra le altre cose, nelle ultime ore. Ma il centrodestra guidato da Forza Italia dovrà necessariamente porre al centro dell’attenzione il tema del lavoro:

“Il lavoro trattato come ‘merce’ è stato il paradigma degli ultimi vent’anni e il Jobs Act ha rappresentato l’apoteosi di un modo sbagliato di immaginare il rapporto tra il capitale ed il lavoro, tra le aziende ed i lavoratori. È necessario riflettere sul ruolo del lavoro nell’economia, nella società e soprattutto per la persona come ci ha ricordato, nel suo messaggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Forza Italia vuole quindi restituire una nuova centralità all’uomo ed alla donna che producono, restituendogli dignità e diritti”.

Oggi poi gli argomenti di discussione non sono mancati. Ha fatto parlare di sè il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che inviando una lettera indirizzata alla commissione Lavoro della Camera, di cui sono vicepresidente, ha oltrepassato il limite del rispetto: “Non è più accettabile la mancanza di rispetto che dimostra nei confronti dei vari Organi costituzionali. Chiedo al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e ai Presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Boldrini e Grasso, di pensare seriamente al suo ruolo. Urge un ridimensionamento, in quanto l’incarico di Boeri è prettamente tecnico e solo marginalmente politico”.

Mentre arrivavo alla Camera dei Deputati per svolgere l’attivitá parlamentare quotidiana non ho potuto esimermi dal fermarmi con i lavoratori del comparto delle apparecchiature da intrattenimento che manifestavano davanti a Palazzo di Montecitorio: “Sul settore degli apparecchi da intrattenimento regna ormai da tempo una controcultura che li relega tra quei comparti produttori di vizio e malaffare. L’aumento del Preu di ben due punti percentuali su new slot e videolottery segue un percorso tracciato per gambizzare un settore tartassato sia a livello sociale sia fiscale ma che invece, se ben gestito, crea reddito e occupazione”.

Come sempre sulla mia pagina twitter @renatapolverini potrete seguire tutti gli aggiornamenti in diretta della giornata parlamentare e in giro per l’Italia.

Anche senza fondi nazionali la politica regionale può intervenire in maniera significativa

Anche senza fondi nazionali la politica regionale può intervenire in maniera significativa

Anche senza fondi nazionali la politica regionale può intervenire in maniera significativa.

Così sono intervenuta al convegno “Economia Reale. Investimenti pubblici: crisi e opportunitá”, promosso a Palermo dalla confederazione datoriale ES.A.AR.CO., presso l’Assemblea Regionale Siciliana.

Si potrebbe iniziare dall’edilizia scolastica, aiutando i Comuni a rinnovare il proprio patrimonio immobiliare, dismettendo quindi i plessi scolastici più vecchi attraverso un fondo creato magari con l’aiuto della Cassa Depositi e Prestiti.

Un’altra risorsa preziosa sono i Fondi europei anche qui occorre però uscire dalla logica della suddivisione clientelare delle risorse, scegliendo pochi e realizzabili progetti e dandosi una tempistica stringente.

A Palermo ho portato l’esempio dell’Amministrazione regionale che ho guidato per far comprendere come gli Enti locali, con l’adeguata volontá politica, possano aiutare concretamente il territorio a crescere.

Sul fronte dell’accesso al credito per le imprese, è intervenuto poi il direttore commerciale di Confidi Palermo, Dario Costanzo: “Aiutare economicamente le aziende è possibile. Spesso il problema sono proprio le imprese, per la maggior parte impresentabili ad accedere a risorse aggiuntive in quanto prive di progetti di sviluppo di lungo periodo”.

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Non si può non porre l’accento sull’assenza dell’Italia ai tavoli internazionali. A confermare che il Paese continua a rimanere indietro rispetto ad altri Paesi europei è stato il Presidente della Camera Tuniso Italiana di Commercio e Industria, Mourad Fradi, che si è lasciato andare a una battuta sulla differenza esistente a livello di relazioni esterne tra le Regioni italiane. “Non capisco – ha detto – come mai la Tunisia abbia maggiori rapporti con la Lombardia piuttosto che con la Sicilia”.

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Il convegno “Economia Reale” ha visto la partecipazione di tutti i responsabili provinciali di Es.a.ar.co. Sicilia. Il presidente nazionale della confederazione datoriale, Antonio Eramo, ha ribadito l’impegno dell’associazione per favorire l’operato delle imprese in termini di produzione e tutela dei livelli occupazionali, anche nel settore della formazione e sicurezza.

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Anche i deputati regionali di Forza Italia, Vincenzo Figuccia e Nello Musumeci hanno portato il loro saluto alla tavola rotonda di Es.a.ar.co. insieme all’Assessore all’Economia della Regione Sicilia, Alessandro Baccei.

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