«Questo governo di larghe intese può essere una occasione per l’Italia e anche per la Basilicata se metterà al centro della sua azione i problemi del Mezzogiorno». Così Renata Polverini, nel suo tour sull’argomento “lavoro”, è intervenuta alla conferenza programmatica organizzata dall’Ugl a Potenza. Se il presidente di Confindustria Squinzi denunciava ieri l’emergenza dell’industria al Nord, il vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera è tornata a chiedere una riflessione serrata sul tema di una manovra per i lavoratori: «Non è più possibile mettere la polvere sotto il tappeto, altrimenti non andremo molto lontano. In Commissione Lavoro vogliamo affrontare il problema dei contratti della Pubblica amministrazione, fermi da 4 anni, del finanziamento della Cig senza togliere risorse al territorio come è stato fatto in questi ultimi tre anni». In tutto questo la questione meridionale deve entrare nell’agenda del governo. Come? «Da un lato – ha concluso Polverini – dobbiamo trovare al più presto nuove soluzioni, guardare con maggiore attenzione al Sud e costruire una sana politica infrastrutturale per il Mezzogiorno e dall’altro combattere in Europa per pretendere che cessi quella politica di austerità che non ci porta da nessuna parte».
Nel giorno in cui dal Fondo monetario internazionale arriva la stima sulla disoccupazione generale (ha toccato l’impressionante quota di 200 milioni), risulta ancora più intollerabile lo stallo politico in cui versa il nostra Paese. «La situazione economica e sociale è allarmante e credo sia arrivato il momento che la politica, come chiedono anche le parti sociali, assuma un atteggiamento responsabile». Renata Polverini, deputato del Pdl, prende posizione auspicando quel cambio di passo che le parti sociali e le imprese chiedono da prima delle elezioni.
«Il lavoro – spiega Polverini – deve essere la priorità di questa fase politica per fare ripartire le aziende ed aiutare le famiglie che, come ci ha ricordato l’Istat ieri, sono l’epicentro della crisi». Se importante risulta il dibattito sulla “qualità” del prossimo governo, ancora più urgente è il problema sociale. A partire dal tema della cassa integrazione: «Occorre mettere in campo azioni concrete e soprattutto risorse economiche, a partire da quelle per la cassa integrazione che, attualmente, coprono a malapena il 40% del fabbisogno».
Parallelamente agli ammortizzatori sociali, per rilanciare l’occupazione secondo Polverini è necessario «introdurre incentivi fiscali sotto forma di credito di imposta ed avviare una riforma fiscale che ponga al centro la famiglia adottando il quoziente familiare basato, come ho indicato con una proposta di legge già depositata alla Camera, sul cosiddetto reddito equivalente».
«Ci troviamo ancora in una recessione molto pesante, l’occupazione continua a peggiorare, le politiche di risanamento e le misure di austerità non hanno saputo trattare le cause profonde della crisi». Per Renata Polverini – a poche ore dal vertice di palazzo Chigi che ha stabilito la prima mossa sullo sblocco dei crediti alle imprese – non c’è tempo da perdere con l’altro capitolo eluso: «Bisogna dare una risposta ai disoccupati che, solo nel 2012, sono stati un milione ovvero il 30% in più rispetto all’anno precedente, alle famiglie che non sanno come arrivare a fine mese, alle imprese che ogni giorno rischiano di fallire». §
Le misure adottate dal Consigli dei ministri, spiega il deputato del Pdl «per quanto insufficienti, e forse addirittura inefficienti, rappresentano comunque un segnale di attenzione che non è ancora arrivato nei confronti dei lavoratori». Per questo motivo, adesso, è necessario adottare un impegno sul tema dell’occupazione e del fisco: «A riguardo – rilancia Polverini – esistono strumenti concreti per superare la crisi: partecipazione, credito d’imposta per le assunzioni di giovani, donne e over-50 nonché il quoziente familiare. Tre proposte di legge presentate che vanno nella stessa direzione indicata dal Presidente Berlusconi con gli 8 punti programmatici che dovrebbero impegnare il nuovo Governo».
Ecco la prima delle tre proposte di legge che Renata Polverini ha presentato alla Camera dei deputati sul delicato tema dell’occupazione:
Proposta di Legge
d’iniziativa del deputato Polverini
Introduzione del credito d’imposta a favore delle aziende per l’assunzione di nuovi occupati
Relazione:
Onorevoli Colleghi! La prolungata crisi economica sta avendo drammatiche ripercussioni sui livelli occupazionali. A gennaio 2013, le persone in cerca di occupazione in Italia sono poco meno di tre milioni, più del doppio rispetto all’aprile del 2007, quando i disoccupati censiti erano un milione e 432mila. La disoccupazione, nel nostro Paese, cresce ormai da 24 mesi consecutivamente, con qualche piccola eccezione legata ai lavori stagionali. Vi è una generazione di donne e di giovani,
profondamente scoraggiata, che rinuncia a cercare un lavoro, mentre molti lavoratori anziani, che avevano immaginato di comune accordo con le aziende dei percorsi di esodo incentivato, si sono ritrovati, per effetto della riforma previdenziale varata nel 2011, senza lavoro né pensione.
Davanti a questo scenario, corre obbligo al legislatore individuare delle misure che possano favorire l’occupazione di donne, giovani e lavoratori maturi, prioritariamente nel Mezzogiorno e nelle aree sottoutilizzate, sull’esempio di quanto già fatto con il decreto legge 13 maggio 2011, numero 70, e nel rispetto della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato. In tal senso, il riferimento è il Regolamento (CE) n. 800/2008 che individua le categorie di lavoratori svantaggiati (lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, ovvero che abbiano superato i 50 anni di età, ovvero che vivano soli con una o più persone a carico, ovvero occupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità uomo-donna, ovvero membri di una minoranza nazionale) o molto svantaggiati (lavoratori privi di lavoro da almeno 24 mesi).
Il presente disegno di legge introduce un credito d’imposta per l’assunzione di nuovi occupati, in particolare donne, giovani e lavoratori anziani, prioritariamente del Mezzogiorno e delle aree sottoutilizzate. L’articolo 1 riconosce il credito di imposta in caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati. La misura del credito d’imposta è pari al 50% dei costi salariali per una durata di dodici mesi (assunzione di lavoratore svantaggiato) o di ventiquattro mesi (assunzione di lavoratore molto svantaggiato). L’articolo 2 individua le basi di calcolo del credito di imposta e della base occupazionale: si tiene conto della media annuale dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato. L’articolo 3 specifica gli aspetti fiscali del credito d’imposta, mentre l’articolo 4 è relativo alle cause che provocano la decadenza dal diritto al credito di imposta. Ai sensi del successivo articolo 5, alla copertura degli oneri finanziari, stimati in 250 milioni di euro per il 2013, si provvede con le maggiori entrate contabilizzate e derivanti dalla lotta all’evasione fiscale.
«Va risolta la questione degli esodati». Renata Polverini ha presentato così, in diretta alla trasmissione Brontolo su RaiTre, quale deve essere il punto su cui ripartire per tornare a parlare di riforma del Welfare: da uno dei guai creati dal ministro Fornero. «La presenza di sindacalisti in Parlamento – ha spiegato il presidente uscente della Regione Lazio candidato del Pdl alla Camera – potrà agevolare il ritorno di un rapporto con le parti sociali per ridiscutere temi che debbono tornare ad essere centrali. Ancora oggi incontro persone che non sanno se qualcuno si occuperà di loro». Questo è tutt’altro che un dettaglio, dato che «ancora oggi non c’è un dato preciso su quanti siano gli esodati. C’è chi dice 200 mila, chi 300mila. Secondo me il dato reale ancora non c’è».
Se quello degli esodati è un problema che ha creato diverse polemiche per il numero di persone coinvolte da un giorno all’altro, ce n’è un altro che – se non viene affrontato al più presto – rischia di esplodere a sua volta: «Da presidente di questa Regione – ha continuato Polverini – dico che la situazione dei lavoratori in cassa integrazione è preoccupante, non solo perché le risorse non ci sono, ma perché sappiamo che tanti lavoratori non rientreranno nel loro posto di lavoro. Dobbiamo preoccuparci di capire come ricollocarli». Da parte sua Polverini, proprio sul delicato tema dei reinserimento, porta in dote l’importante esperienza amministrativa: «Nel Lazio abbiamo agevolato alcuni dipendenti di grandi aziende in crisi a creare delle cooperative perché sapevamo che c’era lavoro disponibile. Grazie a questo strumento tanti stanno lavorando, naturalmente la Regione è stata parte attiva nel fargli assegnare le commesse».
«Occorre rimettere mano alla riforma Fornero perché si è rivelata uno strumento inefficace a creare nuova occupazione rendendo invece di fatto più facile licenziare». Renata Polverini, da Torino dove è intervenuta a un incontro tematico sul lavoro organizzato dall’Ugl e dal Pdl, non ha dubbi: la riforma del Welfare così come è stata approvata dal ministro non va. «Una legge – ha spiegato – che ha reso più complicato anche applicare gli strumenti flessibili di occupazione, come il contratto a tempo determinato».
La questione lavoro, insomma, è uno dei punti strategici ancora troppo poco dibattuti in questa campagna elettorale: «Priorità della prossima legislatura, anche avvalendosi della presenza di sindacalisti in Parlamento dovrà essere dunque la modifica di questa riforma del lavoro, intervenendo inoltre su quella vasta area di economia sommersa affinché il lavoro in nero possa diventare lavoro in chiaro».
Le critiche alla Fornero non finiscono qui. Perché ancora in parte eluso rimane il caos esodati. «La prossima legislatura dovrà dare anche una risposta immediata agli esodati, troppe persone rimaste senza reddito per un accordo firmato con lo Stato». Un tema da affrontare subito, ha proseguito Polverini «così come si dovrà riflettere su una riforma delle pensioni, approvata in 15 giorni da un governo tecnico, che sarà tanto piaciuta ai burocrati di Bruxelles ma che, oltre a non dare garanzie reali a chi già lavora, è uno strumento che non guarda al futuro previdenziale dei giovani che pagheranno il prezzo più alto».
Intervenendo a Torino, infine, non poteva mancare un riferimento di Renata Polverini alla Fiat e soprattutto all’azione del suo manager di punta: «Fiat deve tornare alla sua mission originaria, fare automobili, in un mercato certamente competitivo in cui Marchionne deve guardare con più attenzione all’Italia e meno ad altri Paesi che troppo spesso lo assolvono». All’ad di Fiat, insomma, è arrivata una tirata d’orecchie: «Abbiamo apprezzato l’arrivo di Marchionne quando sembrava un manager intenzionato ad occuparsi di auto e di incentivare la ricerca, ma poi abbiamo constatato che voleva fare altro».
A 56 anni di distanza, la tragedia di Marcinelle resta ancora oggi viva nel memoria di ognuno di noi. La morte dei 136 minatori italiani rappresenta un monito e uno sprone, come saggiamente afferma il presidente Napolitano, a proseguire con determinazione l’impegno per una maggiore sicurezza sul lavoro.
Oggi il nostro pensiero va ai tanti italiani emigranti, partiti in cerca di un futuro migliore e a quanti tra di loro come i lavoratori Marcinelle in nome del lavoro persero la vita. Dopo tanti anni è doveroso custodire il loro ricordo e celebrare questa giornata anche per trasmettere soprattutto alle nuove generazioni il senso e il valore di quel sacrificio, perché si radichi in loro una vera cultura della sicurezza, premessa indispensabile per vincere la battaglia contro gli infortuni e le morti bianche.
E’ importantissimo il provvedimento con il quale mettiamo in campo un pacchetto di azioni e di iniziative, del valore complessivo di 40 milioni di euro, per sostenere l’inserimento lavorativo dei giovani, l’orientamento, la formazione, l’autoimprenditorialità e per potenziare i servizi per il lavoro e le politiche attive.
Tra le misure previste circa 20 milioni di euro sono destinati alla formazione degli apprendisti, anche attraverso la creazione di servizi e supporti informatici, a dimostrazione del grande rilievo che abbiamo dato al nuovo contratto per l’inserimento lavorativo dei giovani. Inoltre sono previste azioni mirate per l’emersione dal lavoro irregolare, un programma innovativo per la mobilità internazionale dei giovani e un’attenzione particolare alla formazione nei settori a vocazione artigianale.
Questo piano mette insieme risorse regionali, nazionali ed europee per realizzare una strategia complessiva degli interventi a supporto dell’occupazione giovanile, del buon lavoro e della valorizzazione del capitale umano. E’ il prodotto di un confronto aperto e costruttivo con le parti sociali che ci ha consentito, nell’ambito del tavolo regionale per l’occupazione, di mettere a sistema le risorse a disposizione e di ottimizzare la progettazione e l’attuazione degli interventi previsti. Tra i progetti già attivati è opportuno sottolineare il grande interesse dimostrato nei confronti di Generazione Lavoro. Sono infatti circa 500 i progetti arrivati per la scadenza del 9 giugno, a dimostrazione di come ci sia nella nostra Regione grande voglia e predisposizione per l’autoimpiego, confermato da tutte le rilevazioni di Unioncamere che assegnano al Lazio il primato nazionale per nascita di nuove imprese. Per questo a breve saranno pubblicati nuovi avvisi per l’autoimpiego, con l’attivazione di strumenti pensati proprio per accompagnare ed aiutare i nuovi giovani imprenditori nella fase di start-up.
In memoria delle vittime dell’amianto e per fare in modo che, in futuro, non debbano più ripetersi simili tragedie occorre che tutte le forze politiche si facciano carico della approvazione del Piano Regionale Amianto attraverso un percorso condiviso Giunta-Consiglio che, partendo dalle proposte di legge presentate dai consiglieri regionali, consenta di pervenire all’esame di un testo unificato in Commissione regionale Sanità e di approvare il Piano Regionale Amianto.
Anche in vista della relativa Conferenza Nazionale promossa dal Governo per il prossimo autunno, la Regione Lazio, nel suo complesso, deve dare un segnale concreto e operativo su una problematica che, a distanza di anni dalla approvazione della legge 275/92, è ancora aperta e richiede alle Regioni un impegno attivo per la rimozione di questo killer silenzioso, che ha mietuto vittime soprattutto tra i lavoratori, e per far partire le relative bonifiche territoriali.
Al fine di offrire ai lavori del Consiglio un contributo tecnico qualificato utile a tale percorso condiviso, abbiamo promosso la costituzione di una task force tecnica presso la Presidenza affinché noi tutti possiamo raggiungere questo importante obiettivo politico e chiudere definitivamente la dolorosa ‘partita’ del nostro Paese con l’amianto e per segnare una importante svolta nel segno della salute dei cittadini e della sicurezza dei luoghi di lavoro.
“Siete concentrati su una riforma difficile, quella del lavoro, a cui sono certa l’Ugl saprà dare un contributo importante, sempre nell’ambito di quel percorso di difesa del modello giuridico in materia di lavoro che caratterizza il nostro Paese”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, intervenendo all’Auditorium Antonianum dove sono in corso i congressi dell’Ugl Roma e Ugl Lazio.
“Occorre capire a chi saranno applicate le regole. Oggi ci sono tante imprese in difficoltà, lavoratori che chiedono risposte e l’Ugl sarà in grado, come ha sempre fatto, di darle”.
















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