Grazie ad un accordo tra la Regione Lazio, il Ministero Istruzione Università e Ricerca (MIUR) ed il Ministero Affari Esteri (MAE), a partire dall’anno scolastico 2011-2012 i titoli rilasciati dagli Istituti Professionali italiani all’estero saranno riconosciuti in tutta Italia. La Giunta Polverini ha infatti dato il via libera allo schema di accordo per il riconoscimento delle 21 qualifiche relative ai percorsi di durata triennale che sono realizzati in regime di sussidiarietà dagli stessi istituti professionali.
L’accordo sarà esteso anche a tutte le Regioni d’Italia poiché il Lazio, in sede di Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, è stato indicato come regione di riferimento per le scuole professionali all’estero e per questo è stato delegato a firmare l’accordo con i ministeri, valido per tutte le altre regioni.
Il provvedimento interessa in particolare l’area del Maghreb, poiché al momento sono 3 gli istituti professionali italiani, tutti nell’area del nord Africa e più precisamente in Egitto e Marocco. Nel dettaglio, si tratta degli istituti salesiani “Don Bosco” a Il Cairo e ad Alessandria e della scuola italiana “Enrico Mattei” a Casablanca, che hanno acquisito lo status di scuole paritarie con i decreti ministeriali.
E’ stata riconfermata per l’anno 2011-2012 la possibilità per i giovani del Lazio, dai 16 ai 18 anni che hanno assolto l’obbligo scolastico, di acquisire una qualifica professionale attraverso i corsi biennali di formazione. Lo ha stabilito la Giunta Polverini che ha approvato le linee guida per i percorsi formativi di durata inferiore al triennio e finanziati dalla Regione. L’obiettivo è quello di prevenire il fenomeno della dispersione scolastica e di accrescere la platea dei giovani da inserire nel mondo del lavoro attraverso un sistema che stabilisca standard formativi e professionali di riferimento. Un obiettivo che si potrà raggiungere coinvolgendo i sistemi d’istruzione e di formazione professionale e favorendo l’acquisizione e il potenziamento di competenze specifiche nel campo dell’orientamento e del rapporto costruttivo con le famiglie.
La Giunta regionale del Lazio ha dato il via libera agli interventi per gli alloggi e le residenze universitarie proposti da Laziodisu e da sottoporre al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, da realizzare con il cofinanziamento dello Stato ai sensi della Legge 338 del 2000.
Il costo totale degli interventi ammissibili a cofinanziamento è pari a 36 milioni e 140mila euro, a valere nella misura del 50 per cento sui fondi della legge 338 del 2000 dello Stato e per l’altro 50 per cento sul bilancio della Regione Lazio che investirà complessivamente 19 milioni e 210mila euro.
Il Lazio è la seconda Regione con la più alta popolazione universitaria e l’Università di Roma “La Sapienza” detiene il maggior numero di iscritti in Europa, ma registra anche una grave carenza di alloggi per gli studenti universitari fuori sede. Poiché il diritto allo studio, costituzionalmente riconosciuto, prevede gli alloggi per gli studenti universitari meritevoli, la Giunta Polverini ha fortemente deciso di investire nell’edilizia universitaria, dando un segnale di particolare attenzione per gli Atenei.
La Giunta regionale del Lazio, guidata da Renata Polverini, ha dato il via al Piano annuale degli interventi per il diritto scolastico anno 2011/2012.
Il provvedimento prevede un finanziamento di 21 milioni e 850mila euro destinati a Province e Comuni per l’integrazione e il potenziamento dei servizi di istruzione, della qualificazione dell’offerta e del trasporto scolastico. Nonostante le ristrettezze finanziarie la Regione Lazio ha saputo mantenere inalterate le risorse per garantire il diritto allo studio. Le misure prevedono l’istituzione di nuove sezioni di scuola dell’infanzia, l’acquisto di scuolabus ecologici e in generale l’attuazione e pianificazione di iniziative in materia di diritto allo studio. Particolare attenzione viene data anche agli interventi con cui affrontare i bisogni formativi e l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Inoltre è stato aumentato di 500 mila euro, rispetto all’anno scorso, il finanziamento per le “Sezioni Primavera” dedicate ai bambini dai 24 ai 36 mesi, portandolo a 2 milioni di euro.
Con questo provvedimento si potenzia significativamente il sistema educativo del Lazio attraverso l’innalzamento dei livelli di istruzione e della qualità formativa offerta, e si favorisce inoltre l’integrazione scolastica e la piena realizzazione del diritto allo studio, con attenzione agli alunni con disabilità e/o disturbi dell’apprendimento. Si vuole, infine, evitare l’insorgenza di forme di esclusione e marginalizzazione e sostenere la mobilità europea degli studenti, per diffonderne la cultura, come indicato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo e dalla Strategia Europa 2020.
Con l’approvazione delle linee guida dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale gli allievi del Lazio avranno garanzie per l’avvio dei corsi con il prossimo 16 settembre. Inizia così la razionalizzazione e con essa la salvaguardia del sistema di formazione della nostra Regione.
Questo consentirà, dopo aver analizzato con un procedimento virtuoso i costi effettivi per il mantenimento dell’offerta formativa nel Lazio, di garantire i livelli essenziali e la continuità didattica su tutto il territorio regionale. Un obiettivo importante che si è raggiunto a conclusione di un iter molto lungo e complesso di confronto fra le parti, che hanno operato con solerzia e un’unità di intenti.
Gli Istituti Tecnici Superiori rappresentano una grande opportunità di incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’attenzione della giunta Polverini ad essi rivolta è quindi particolare per il valore che potranno avere per i giovani e il loro futuro occupazionale.
Gli ITS consentiranno infatti ai giovani in possesso del titolo di scuola superiore, grazie al loro coinvolgimento non solo nell’attività scolastica, ma anche in tirocini in azienda, di acquisire le competenze tecniche richieste dalle imprese alla ricerca di personale qualificato e specializzato.
Se ne è parlato nel corso del convegno “ITS – IL FUTURO SI SCEGLIE” nel corso del quale l’assessore Mariella Zezza ha tratteggiato i vari aspetti di questa significativa opportunità.
Il rinnovamento della Regione Lazio passa anche per un’adeguata formazione dei suoi dipendenti. In particolare la Giunta regionale si sta occupando di svecchiare gli atti amministrativi intervenendo sulle formule tipiche al fine di renderle più immediate e comprensibili. A questo scopo è partito il primo corso di semplificazione della comunicazione negli atti amministrativi. Un progetto, rivolto ai dipendenti della Regione, che ha l’obiettivo di rendere i documenti più accessibili e comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Organizzato dall’Agenzia per lo Sviluppo delle Amministrazioni Pubbliche, il corso si articola in una parte pratica e in una teorica, per complessive 10 giornate d’aula, della durata di 4 ore ciascuna. Delle vere e proprie “lezioni” per tradurre dal “burocratese”, con l’obiettivo di semplificare frasi e termini tecnici, ma anche per favorire un uso corretto di parole inglesi, straniere, arcaiche e delle citazioni normative, per arrivare così all’elaborazione di un nuovo provvedimento semplificato. In questi ultimi mesi sono state diverse le iniziative lanciate all’interno della campagna “La Regione parla la tua lingua”. Per tutti i bandi e gli avvisi dell’assessorato al Lavoro e Formazione è stata pubblicata una scheda di sintesi denominata TriBù – traduttore italiano/burocratese – con le informazioni fondamentali per comprenderne le opportunità. Un progetto che, ha annunciato la Presidente Polverini, sarà esteso anche alle iniziative degli altri assessorati della Regione Lazio. A questo proposito va anche aggiunto che per i bandi rivolti all’inclusione sociale è stata realizzata e distribuita una versione in braille per i non vedenti, mentre per gli altri sono state realizzate delle traduzioni in inglese, francese, spagnolo, arabo e rumeno.
Da oggi 4000 persone possono stare più tranquille. Dalla Regione Lazio arrivano infatti 5 milioni di euro a sostegno dei precari della scuola. L’accordo prevede che il personale docente e Ata (Ausiliari, tecnici e amministrativi), che quest’anno e lo scorso non ha avuto accesso a incarichi di supplenza annuali, sia coinvolto prioritariamente in progetti di carattere educativo tesi a migliorare l’offerta formativa. Al personale impegnato negli interventi regionali è garantita un’integrazione del sussidio di disoccupazione fino al raggiungimento della retribuzione di riferimento per un periodo pari alla durata del sussidio. Arrivano inoltre 10 milioni per l’edilizia scolastica dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che si aggiungono ai 105 milioni di euro per l’edilizia scolastica stanziati dalla Giunta Polverini con la manovra di assestamento di bilancio. I fondi serviranno alla riqualificazione e per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, la messa a norma degli impianti, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la dotazione di impianti sportivi. I due provvedimenti sono contenuti nei Protocolli d’intesa firmati oggi a Palazzo Chigi dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. L’obiettivo è quello di rendere le scuole più sicure e accoglienti e di sostenere i lavoratori precari.
La Giunta Polverini dimostra ancora una volta in modo concreto di essere vicina alle famiglie, soprattutto a quelle che vivono in condizioni svantaggiate. E’ stata infatti approvata una delibera che stabilisce i criteri per la concessione di borse di studio ai figli dei lavoratori in condizioni disagiate, con un fondo di 30mila euro.
Quest’intervento, già previsto con l’assestamento di bilancio dell’agosto scorso, è al momento di tipo sperimentale ma l’obiettivo è che si traduca in un provvedimento legislativo strutturale e sistematico. I criteri stabiliti prevedono che possono accedere alle borse di studio, di importo pari a 300 euro, gli studenti delle scuole superiori con media scolastica superiore a 8/10 e dichiarazione Isee fino a 35mila euro, che siano figli di lavoratori in mobilità o cassa integrazione a zero ore da almeno sei mesi nell’ultimo anno.
Assegni di 500 euro per alunno, riservati alle famiglie meno abbienti residenti nel Lazio e con un indicatore Isee non superiore a 15mila euro. E’ in questo modo che la Giunta Polverini vuole sostenere in modo concreto gli alunni meritevoli e in condizioni di disagio economico. La cifra stanziata per gli assegni di studio agli studenti della scuola secondaria è di 1 milione e 350mila euro ed è destinata direttamente alle famiglie, sulla base delle graduatorie stabilite dai Comuni, per fare in modo che tutti gli aventi diritto possano avvalersi di questo sostegno. Hanno diritto a richiedere il contributo gli iscritti nell’anno scolastico 2010/2011 al primo anno di scuola secondaria di secondo grado, statale o paritaria, e gli iscritti al terzo anno di scuola secondaria di secondo grado, statale o paritaria, che hanno conseguito nell’anno scolastico 2009/2010 votazione media pari o superiore a 8/10.















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