La Regione è al fianco dei Vigili del fuoco

La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini ha consegnato ai Vigili del fuoco cinque pick-up fuoristrada provvisti di modulo antincendio boschivo da 450 litri e un mezzo speciale cingolato robotizzato per gli incendi in galleria. Ciò è stato possibile grazie a uno stanziamento di 450 mila euro che pone il Lazio all’avanguardia nella lotta agli incendi. La presidente Polverini ha particolarmente a cuore questo tipo di problema e ha manifestato di aver ben chiara l’urgenza di fornire ai Vigili del fuoco i mezzi necessari per far fronte al loro gravoso compito.
La consegna di questi mezzi rientra nell’operazione di supporto da parte della Regione Lazio ai Vigili del fuoco nell’espletamento di tutte le loro attività. Tra questi mezzi spicca il cingolato radiocomandato Luf 60, che costituisce particolare motivo di vanto, poiché è il primo veicolo di questo tipo in tutta Italia. Si tratta di un mezzo dotato di una grande turbina mobile in grado di soffiare ad altissima velocità aria o schiuma all’interno di gallerie e cunicoli. Non è tutto, però. Sono infatti in fase di perfezionamento le procedure per l’acquisto di 5 pick-up e di un autocarro con allestimento antincendio boschivo sempre finanziati dalla Regione a completamento dell’accordo di programma che definisce un impegno di 650 mila euro.
La sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente sono principi cardine cui la presidente Polverini non intende far deroga. Il Lazio cambia anche così.

Coste. Un piano di intervento straordinario

Un piano di intervento straordinario per avviare opere immediatamente realizzabili e una cabina di regia per la programmazione di interventi su tutte le aree costiere. E’ questo il risultato dell’incontro tra il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e i sindaci dei 24 comuni che si affacciano sul Mar Tirreno.
A collaborare con la speciale “task force” regionale istituita dal Presidente saranno gli stessi amministratori locali: la missione sarà quella di individuare le priorità relative all’erosione delle coste, al dissesto idrogeologico e ai problemi riguardanti la messa in sicurezza delle aree di accesso pubblico. Ed è sulla base di questi elementi che verrà definito il piano di intervento straordinario, da concordare con il ministero dell’Ambiente, e che consentirà di avviare opere di immediata esecuzione.
La cabina di regia con le amministrazioni locali servirà ad affrontare e programmare interventi a medio e lungo termine su tutte le aree marittime. E già entro un mese si terrà un incontro con i sindaci dei comuni che rientrano nel Pai (Piano di assetto idrogeologico), non varato dalla precedente giunta, per effettuare le necessarie integrazioni e procedere alla sua approvazione.

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Riqualifichiamo il Tevere e le nostre coste

In questi giorni ho avuto occasione di approfondire i problemi del Tevere con chi lo vive ogni giorno. Credo che alcune proposte avanzate siano di assoluto buon senso, come  quelle relative alla sistemazione di griglie galleggianti alla foce del fiume per la raccolta di rifiuti e materiali inquinanti. Ci sono anche importanti progetti volti alla riqualificazione delle oasi naturali nei pressi del Tevere da destinare ai bambini per l’educazione ambientale. In quest’ottica saranno fondamentali gli interventi finalizzati allo sviluppo di energie rinnovabili.
Da romana so bene cosa vuol dire prendere il sole ad Ostia e Fregene con il timore di fare il bagno, per questo dobbiamo trovare il modo più efficace per valorizzare acque e spiagge e per poter godere della nostra meravigliosa costa.

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Frosinone. Stop a chi inquina

A Cassino la scorsa settimana ho avuto occasione di esprimere la mia posizione a proposito del progetto della realizzazione di un impianto di ceramizzazione di amianto nel comune di Villa Santa Lucia. Comprendo e condivido perfettamente la preoccupazione che tale progetto sta alimentando, visto anche il tasso di inquinamento ambientale che in quella zona è già troppo alto.
Sono vari i motivi per i quali bisogna intervenire e bloccare la realizzazione di questo progetto, e tra questi ve ne sono due fondamentali.
Innanzitutto la localizzazione dell’impianto è incompatibile con la presenza di altri stabilimenti industriali. In particolare va segnalato che nella stessa zona si trovano già le tre centrali “turbogas” che alimentano lo stabilimento Fiat e la cartiera Reno de Medici.
In secondo luogo la procedura intrapresa per la realizzazione dell’impianto non è corretta in quanto la sperimentazione di questa nuova tecnologia è durata appena tre mesi, laddove la legge che disciplina questa materia richiede invece che i test durino almeno due anni.

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© 2010 Renata Polverini