Su rinnovo dei contratti nella PA il governo formalizzi il suo impegno

Su rinnovo dei contratti nella PA il governo formalizzi il suo impegno

“Il Pubblico Impiego è attanagliato dal blocco delle assunzioni che lascia fuori migliaia di giovani vincitori di concorso pubblico anche negli Enti Locali. Il governo deve necessariamente formalizzare gli impegni presi prima dell’estate anche per evitare che i dipendenti pubblici rimangano vittime della beffa degli 80 euro. È inaccettabile che il bonus Renzi sparisca per l’aumento salariale”.

Questo è lo stralcio dell’intervento tenuto al Congresso nazionale della FSI Usae, organizzato a Roma, nelle giornate di oggi e domani, per rinnovare la Segreteria generale e gli organi della federazione.

“All’interno di un contesto sindacale che si contraddistingue per impegno e interesse nei confronti dei lavoratori voglio sottolineare quanto sia importante riuscire a scardinare dall’opinione pubblica l’idea che la PA sia solo un rifugio per fannulloni. Il Pubblico Impiego rappresenta le gambe di questo Paese e per questo va valorizzato attraverso un rinnovo dei contratti il più vicino possibile ai valori della Costituzione”.

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Investire sui giovani per debellare la mafia

Investire sui giovani per debellare la mafia

Ho aderito con entusiasmo e umiltà a questa vera e propria mobilitazione per la legalità che il Professore Nicolò Mannino ha convocato, qui a Monreale, in un anno significativo come quello che segna il 25′ delle stragi di Capaci e Via D’Amelio dove persero o, meglio, diedero, la vita, uomini e donne animati da uno spirito legalitario senza uguali.

Entusiasmo proprio perché questo è il sentimento e lo stato d’animo che suscita tanta forza nel combattere, con le armi della cultura e della partecipazione democratica, un fenomeno ancora presente in Italia come quello della mafia e delle “mafie”.

Umiltà perché sono qui per imparare e per mettermi al servizio di un’idea di rinascita della cultura della legalità in un Paese nel quale vorrei che tutti potessero vivere “coerentemente liberi” – come recita il titolo di questo incontro – dalle piaghe economiche, sociali e delinquenziali che ci e, soprattutto,”vi” affliggono.

Sono stata relatrice per la Sicilia, nella Commissione parlamentare speciale per le cosiddette “ecomafie”, del rapporto sul ciclo dei rifiuti e ho avuto modo di approfondire e denunciare quanto sia ancora radicato e ramificato il malaffare nel settore ambientale e di constatare i danni enormi causati all’ecosistema di quella che per me è e resta la più bella regione d’Italia.

Abbiamo fatto vivere i nostri figli accanto all’inquinamento delle discariche incontrollate; dei siti industriali fatiscenti e ormai in stato di abbandono; delle raffinerie che avvelenano l’aria e distruggono la bellezza incomparabile delle coste in “cambio” di un lavoro sempre più improbabile e, soprattutto, rischioso.

Vedere questi siti dall’alto – come ho avuto la possibilità di fare con la Commissione – oltreché dall’interno, offre la dimensione esatta dell’insulto fatto ad un paesaggio straordinario, di come l’uomo può distruggere un’opera d’arte naturale e irripetibile quale è la costa siciliana.

E quando si cresce a diretto contatto con tutto questo degrado, si rischia di crescere non solo malati ma anche “male”..

Si rischia, infatti, di “disprezzare” il “bene comune” – primo collante di una società civile – e di adeguarsi a quella illegalità diffusa dalla quale si è ampiamente circondati.

Voglio però testimoniare come la Sicilia abbia nel DNA della sua gente una sorta di “vaccino” che rende gran parte della popolazione immune dal contagio dell’illegalità e l’adesione a manifestazioni come questa da parte di tanti giovani ne è la migliore dimostrazione.

Del resto questa è la terra di Pirandello, di Verga, di Majorana, di Bellini come di Chinnici, di Falcone, di Livatino, di Borsellino, una terra nella quale ho vissuto e festeggiato il mio primo anno di vita – a Catania- assorbendone in qualche modo i profumi ed i colori ma anche la storia ed i valori.

Oggi possiamo dire che questa terra produce anticorpi positivi e una dimostrazione vivente di tutto ciò è proprio Nicolò Mannino.

Da quando ho ricevuto dal “suo” Parlamento per la Legalità un riconoscimento per quanto stavo facendo in qualità di Presidente della Regione Lazio, non ho mai smesso di seguirne il percorso e le iniziative; con interesse crescente per il merito delle stesse ma, soprattutto, per la capacità di coinvolgere i più giovani in un impegno che è innanzitutto culturale.

La malavita si combatte sicuramente con le armi della Giustizia e con la repressione dei fenomeni mafiosi, ma la cosa più importante, a mio avviso, resta quella di asciugare, di bonificare, il brodo ed il terreno di coltura nel quale essa si insinua e prolifica.

Investire sulle giovani generazioni significa vaccinare per sempre il nostro Paese dalla mafia creando le condizioni affinché questo triste e tragico fenomeno non riesca più ad attecchire non solo in Sicilia.

Ma la cultura da sola non basta: servono anche “alternative” praticabili in termini economici e sociali.

Dobbiamo allora occuparci e preoccuparci seriamente della metà dei giovani siciliani senza prospettive concrete di lavoro, dando loro una prospettiva di vita che si svolga nella legalità e nel rispetto della dignità di un lavoro “decente”, come ci indicano le migliori pratiche e le parole d’ordine elaborate dall’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro).

Dobbiamo sforzarci di contrastare con ogni mezzo i facili populismi che nascono attorno al disagio di chi, già privo dei mezzi necessari al proprio sostentamento o spavento dalla mancanza di legalità che diffusamente si percepisce in Italia e nella nostra isola, si scaglia contro gli immigrati scaricando su quella umanità dolente la frustrazione di una condizione di vita altrettanto insopportabile.

Credo, anzi sono certa, di essere l’unica parlamentare del centro destra ad aver presentato un progetto di legge sul cosiddetto “jus soli”; aggiungo che il mio progetto è stato ampiamente recepito – nella norma in discussione ora al Senato – per la parte che indicava nell’integrazione “culturale” (da qui nasce il nome di “jus cultura”) l’elemento qualificante per la concessione della cittadinanza.

In sostanza non si diventa cittadini italiani prima di aver completato il ciclo degli studi obbligatori nel nostro Paese.

Sono infatti convinta che dovremmo essere orgogliosi – e non preoccuparti – del fatto che ragazzi e ragazze nati in Italia sposino il nostro modo di essere, le nostre tradizioni, i nostri valori, in una parola la nostra cultura!

La scorsa settimana, su una spiaggia di Taormina, una donna cinese intenta a fare massaggi ai bagnanti che prendevano il sole, mi ha detto che, per la fine dell’anno, sarebbe ritornata a visitare i suoi genitori in Cina ma che il figlio non l’avrebbe seguita perché preferiva restare in Italia.

Mi ha raccontato che il ragazzo gioca a calcio e parla in stretto dialetto catanese e che capisce solo poche parole della lingua dei suoi genitori; questo giovanotto con gli occhi a mandorla “merita”, secondo voi, la cittadinanza italiana o deve passare la vita a spiegare le proprie origini ed il proprio status al funzionario della Asl o della Prefettura di turno?

Bene, io ritengo che da come un Paese accoglie chi è più in difficoltà – fatta salva l’ovvia considerazione che l’Italia non può risolvere o farsi carico, da sola, dei problemi, economici e demografici ma anche climatici…del mondo, si valuta il livello di civiltà cui è giunto.

Perché voglio chiudere il mio saluto con queste considerazioni sull’immigrazione; perché ritengo che se anche in questa sede vogliamo ribadire l’ispirazione al cristianesimo che indirizza tutto il lavoro del Parlamento della Legalità e caratterizza persino l’impegno professionale di Nicolò Mannino, non possiamo non essere “coerenti” con i valori ed i prìncipi ai quali ci richiamiamo.

La “coerenza” coniugata con la “libertà”, ha prodotto, nella storia,martiri ed eroi; non possiamo e forse nemmeno dobbiamo aspirare a tanto ma, sicuramente, dobbiamo essere consapevoli che c’è bisogno di grande sacrificio e di grandissimo impegno per lasciare ai nostri giovani un Paese migliore di quello che, ahimè, abbiamo ereditato.

Dovere morale abbassare etá pensionabile

Dovere morale abbassare etá pensionabile

Dopo la pausa estiva il dibattito politico ritorna sulla questione delle pensioni, nello specifico sulla possibilitá di innalzare l’etá.

Oggi ospite di Coffee Break su La7 ho ricordato che nel Documento di Economia e Finanza del 2015 si legge un passaggio importante sui risparmi di spesa ricavati dalle riforme pensionistiche:

“I risparmi di spesa, raggiunti con l’insieme delle riforme sulle pensioni tra il 2004 e il 2050, ammontano a 60 punti percentuali di Pil”.

Troppo allarmismo ci allontana dal trovare una soluzione idonea a un problema che interessa migliaia di italiani.

In questi ultimi anni abbiamo dimostrato di essere incapaci a trovare una soluzione per abbassare l’etá pensionabile. Questo aspetto è un vero e proprio dovere morale anche nei confronti dei nostri giovani.

Abbiamo semplicemente varato provvedimenti su esodati, le otto salvaguardie e in finanziaria la proroga a opzione donna, contrariamente a ció che l’Inps indicava, ossia l’assenza di risorse.

 

 

LEGGI Raccolta degli interventi prima dell’avvio dei lavori parlamentari

LEGGI Raccolta degli interventi prima dell’avvio dei lavori parlamentari

4 settembre 2017

SCUOLA: Polverini (FI), Bassa scolarizzazione causa più disoccupazione

“La bassa scolarizzazione causa maggiore disoccupazione non essendo solo una questione di scarsa esperienza, fattore che in realtá potrebbe essere recuperato facilmente se solo si costruisse una filiera tra formazione e istruzione”. La deputata di Forza Italia, Renata Polverini, commenta i dati Eurostat che relegano l’Italia al penultimo posto in Europa per laureati. “Un ulteriore problema è la scarsa attrazione che negli ultimi anni si è sviluppata in Italia nei confronti della formazione professionale a favore dell’educazione in generale” – aggiunge la deputata. “Questo – conclude Polverini – comporta un disequilibrio tra domanda e offerta di lavoro che potrebbe essere sanato, oltre con maggiori investimenti, anche con la certificazione delle competenze professionali da parte del mercato, ossia dalle imprese, in particolare quelle medio-piccole . La formazione deve mirare all’obiettivo del lavoro ma anche essere competitiva e appetibile a livello internazionale”.

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1 settembre 2017

SICILIA: POLVERINI “MUSUMECI UOMO GIUSTO PER RILANCIO REGIONE

“Oltre a essere legata da un grande affetto al candidato governatore Musumeci, credo che sia la persona adatta al rilancio della Regione Sicilia, dopo la deludente esperienza dell’Amministrazione Crocetta. E’ un uomo che si e’ sempre contraddistinto per la conoscenza profonda del territorio siciliano, un attivista civico prima che politico. Ora il centrodestra siciliano diventerá un laboratorio per la crescita e l’unitá del nostro movimento”. Lo afferma in una nota la deputata di Forza Italia Renata Polverini.

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31 agosto 2017 (2)

LAVORO: POLVERINI (FI), DATO ISTAT SCOLLATO DA REALTÁ

“Ormai gli italiani hanno capito che la statistica, persino quella ufficiale dell’Istat, serve a descrivere un dato amministrativo che ha pochissimi punti di contatto con una realtà che purtroppo continua a essere quella del maggior numero di giovani occupati in Europa, 35,5%, e dell’aumento del lavoro instabile e a tempo determinato”. Questo l’ulteriore commento della deputata di Forza Italia, Renata Polverini, ai dati Istat sul lavoro. “Dalle percentuali diffuse questa mattina – continua Polverini – emergono le trappole della legge Fornero e del Jobs Act. Il dato Istat rende sicuramente meno amare le statistiche tanto care a Renzi ma restituisce una vita più difficile a coloro i quali viene offerta solo la via del precariato e una occupazione nemmeno sicura. Come del resto dimostra l’aumento, agghiacciante, delle morti sul lavoro, registrato nel primo semestre di quest’anno”. “Nonostante il Governo cerchi disperatamente di spacciare la rilevazione dell’istituto di statistica come un successo oltreché un sintomo della famigerata ripresa economica, i numeri, se paragonati al primo semestre del 2016, si incaricano di dimostrare il fallimento delle politiche sul lavoro sino ad oggi messe in campo e la necessità di una inversione di tendenza sugli incentivi alle imprese che non possono essere scollegati dalla difesa dei livelli occupazionali” – conclude la deputata azzurra.

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31 agosto 2017 (1)

LAVORO. POLVERINI: DISOCCUPAZIONE DONNE INDEBOLISCE SFERA SOCIALE

“La carenza di lavoro femminile si traduce nello sviluppo di alcune strategie difensive che minano la sfera del sociale: ad esempio la scarsa natalita’, con conseguenze negative sull’assetto demografico del Paese o la permanenza a volte coatta all’interno del nucleo familiare di origine. Il costante calo dell’attivita’ in rosa in tutte le fasce d’eta’ dovrebbe essere un obiettivo da affiancare e risolvere insieme al contesto giovanile. I gap di genere e anagrafico sono i risultati di politiche fallimentari che vanno riviste attraverso una seria riforma parlamentare e non con decreti legge. Non e’ piu’ un’urgenza ma una condizione ormai permanente”. La deputata di Forza Italia, Renata Polverini, commenta i dati Istat sul lavoro in merito al calo occupazionale nella sfera femminile.

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17 agosto 2017

Pensioni:Polverini, governo contraddittorio su generazioni future

“Governo contraddittorio, dichiara di pensare alle generazioni future ma considera l’adeguamento automatico, che nel lungo periodo potrebbe portare la generazione anni Ottanta alla pensione oltre i settanta anni”. Cosi’ la deputata di Forza Italia, Renata Polverini, commenta la riapertura della discussione sulle pensioni. “I presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato hanno giustamente indicato il percorso della gradualita’, perche’ non puo’ essere rimandato tutto a una questione di contenimento dei costi” – aggiunge. “L’Esecutivo dimostra, anche con l’ultima misura del reddito di inclusione, di seguire sempre e solo un percorso emergenziale, lontano da provvedimenti strutturali. Inoltre la  chiusura tattica del viceministro Morando sul fronte pensioni indica l’incapacit+í di comprendere che la struttura previdenziale di un Paese e’ legata non solo alle conseguenze attuali della riforma Fornero ma al futuro dei giovani”.

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24 agosto 2017

Lavoro, Polverini (Fi): Governo faccia tesoro confronto parti sociali

“Spero che il Governo prima di formalizzare altre proposte sulla decontribuzione faccia tesoro delle indicazioni o quanto meno del confronto con le parti sociali, per evitare l’ennesimo flop o, peggio, un altro boomerang sull’occupazione. Siamo preoccupati come Forza Italia per il continuo ricorso a politiche di corto respiro sul lavoro ed in particolare per tutte quelle iniziative che, come il Jobs Act, hanno la funzione del doping statistico, cioe’ incidono sul dato immediato, minando la stabilita’ dell’occupazione che dovrebbe restare il principale obiettivo dell’Esecutivo. Dobbiamo invece agire su misure strutturali sia dal punto di vista della continuita’ del rapporto di lavoro, sia da quello della formazione dei giovani. In questo senso potrebbe essere importante recuperare, questo si’ con forti incentivazioni, il contratto di apprendistato che resta l’unico strumento che associa l’acquisizione delle competenze con la retribuzione”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia, Renata Polverini.

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24 agosto 2017

Terremoto, Polverini (FI): Nessuna polemica oggi giorno del ricordo

“Da Amatrice a Ischia oggi ricordiamo senza incorrere in nessuna polemica sterile le vittime dei terremoti che a partire da un anno fa hanno colpito l’Italia centrale.  Grazie ai soccorritori che in maniera incessante hanno lavorato per mettere in salvo vite umane. Insieme alla solidarieta di numerosi cittadini hanno mantenuto alto l’orgoglio e la forza dell’Italia”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Renata Polverini.

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12 agosto 2017

Polverini (FI): Scritte omofobe? Roma non tollera violenza

“Roma non può e non deve tollerare intimidazioni e violenze: solidarietà ad Andrea Pacifici e Simone Panella di Vanity Dance Studio”. Così su Twitter la deputata di Forza Italia, Renata Polverini, in merito alle scritte omofobe comparse sulle mura della scuola di danza nel quartiere Centocelle a Roma.

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11 agosto 2017

LAVORO. POLVERINI: ORMAI LAVORATORI TRASFORMATI IN NUMERI

“Non si mira alla piena occupazione ossia alla massima utilizzazione dei fattori produttivi. Essi, tra cui il lavoro e quindi i lavoratori, vengono trasformati solo in numeri: quelli del tasso di disoccupazione giovanile, quelli dei licenziamenti, quelli delle Politiche attive”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia, Renata Polverini. “Alla luce di questa considerazione ho letto con interesse un passaggio di un articolo de Il Sole 24 Ore sul gap giovanile in aumento fino al 2030. Anche le attivitá finanziarie e le passivitá dei nostri giovani sono sempre piu’ a rischio non per mancanza di lavoro ma di crescita di lungo periodo. Contratti a termine, retribuzioni annue basse, licenziamenti piu’ facili a causa delle tutele crescenti, causano una disuguaglianza anticostituzionale”.