Politiche attive in balia del caos

Politiche attive in balia del caos

‘Per incrementare le Politiche attive è necessario che venga coinvolto il territorio’.

A dirlo fu proprio il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a maggio 2017. Ma le misure messe in campo per incrementare l’occupazione e il reinserimento lavorativo di chi è disoccupato vengono gestite dall’Anpal che, secondo un recente articolo pubblicato sul settimanale L’Espresso, è ‘in balia del caos’.

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[fonte: L’Espresso – articolo di Stefano Vergine, pag. 44]

L’Agenzia in questione è nata sulla base di una riforma bocciata dagli italiani, l’intento era quello di escludere le Regioni dalla materia delle Politiche attive insieme alle Province. Ma niente di tutto questo è cambiato davvero, lo Stato non ha una esclusività effettiva sul tema, in quanto le decisioni vengono prese da Stato e Amministrazioni regionali, mentre i Centri per l’impiego sono sotto il controllo delle Province, svuotate fattivamente delle loro competenze.

Per questo noi ci ritroviamo con dislivelli percentuali tra Nord e Sud, gli Enti che hanno più soldi investono e controllano maggiormente, mentre il Mezzogiorno combatte ogni giorno con i vari dissesti finanziari delle amministrazioni locali.

Migranti: Il calcolo diffuso da Boeri (Inps) è parziale

Migranti: Il calcolo diffuso da Boeri (Inps) è parziale

“Chiudere le frontiere agli immigrati costerebbe alle casse dello Stato 38 miliardi e distruggerebbe il nostro sistema di protezione sociale”.

A dirlo, nel corso della presentazione del Rapporto annuale Inps lo scorso 4 luglio, fu il presidente dell’Istituto di previdenza nazionale, Tito Boeri.

Lo stesso, oggi, in audizione davanti ai membri della Commissione parlamentare d’inchiesta sui migranti, ha ribadito il concetto. Concetto che io e il collega, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, On. Renato Brunetta, abbiamo impugnato in una interrogazione parlamentare a risposta immediata (ancora da discutere) rivolta al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

LA DICHIARAZIONE

“Quando Boeri dice che in caso di frontiere chiuse e flussi di immigrazione azzerati, da qui al 2040, l’Italia perderà 38 miliardi di euro, afferma una mezza veritá. Il calcolo che il presidente Inps ha ribadito non tiene conto delle prestazioni assistenziali che lo Stato eroga ai disoccupati, agli anziani e ai bambini immigrati, tanto quello regolari quanto quelli irregolari.

Sono 1,8 milioni i cittadini non comunitari regolari che hanno un percorso di contribuzione e di finanziamento del welfare, mentre 2,1 milioni rappresentano un costo.

Integrare regolarmente i migranti nel contesto lavorativo italiano è un passo che permetterebbe di creare ulteriore ricchezza nonché di allontanare la visione dello straniero clandestino. Ma questo non è un assunto che giustifica la parzialitá dei dati proposti per ben due volte dal presidente Inps.

Assumere un atteggiamento più leale anche nei confronti di chi crede che il numero di migranti accolti superi le nostre potenzialità, potrebbe dissolvere qualsiasi dubbio di presa di posizione senza visione, sia da parte di chi millanta l’accoglienza a ogni costo che da quella di chi promuove la chiusura”.