Lavoro e formazione in carcere. Lavorare dentro per essere liberi fuori

Lavoro e formazione in carcere. Lavorare dentro per essere liberi fuori

VIDEO “LAVORARE DENTRO PER ESSERE LIBERI FUORI” (@radioradicale)

 

Alessia Cipolla – Funzionario giuridico pedagogico Istituti penitenziari di Civitavecchia

CIPOLLA1

 

 

Marco Capitani – Funzionario giuridico pedagogico DAP 

CAPITANI

 

 

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Guido Lucente – Psicologo presso Istituto penitenziari 

LUCENTE

 

Mauro Gatti – Psicologo presso Istituti penitenziari 

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Valentina Fotia – Volontaria penitenziaria

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Giuseppe Carenza – Comparto scuola

CARENZA

 

 

Per gli interventi del Capo DAP, Santi Consolo, l’ex Garante dei detenuti del Lazio, Avv. Angiolo Marroni e il Segretario generale Sappe, Donato Capece è possibile riascoltarli collegandosi alla pagina twitter @renatapolverini, dove sono pubblicate le dirette con Periscope.

Attività parlamentare, lavoro, crescita e contraddizioni del Paese

Attività parlamentare, lavoro, crescita e contraddizioni del Paese

Partiamo dalla fine, ossia da oggi, anche se con questo post voglio condividere tutte le dichiarazioni rilasciate nel corso di questo inizio settimana. Questa mattina sono stata ospite della trasmissione televisiva Omnibus su La7. Un puntata particolare perché il filo conduttore parte da una domanda: “L’attività parlamentare è bloccata ma le emergenze del Paese quali sono?”

Non sono d’accordo con il tema o perlomeno la risposta è che l’attività parlamentare non è bloccata ma ha semplicemente subito un rallentamento temporaneo dopo il referendum del 4 dicembre. La decelerazione è  fisiologica ma non strutturale come si pensa. In Parlamento stiamo portando avanti numerosi provvedimenti importanti e in proiezione delle Politiche, probabilmente nel 2018, noi del centrodestra ci stiamo già organizzando.

A Omnibus, condotto da Gaia Tortora, con i giornalisti Claudio Velardi e Fabrizio D’Esposito e la vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi (Pd) e in collegamento il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ho dichiarato sulla costruzione di un centrodestra unito:

“Non faremo lo stesso errore di Renzi che saturo del suo ego non si è reso conto di essere l’ex segretario di un partito ormai medaglia d’argento. In un contesto in cui i partiti hanno interrotto la crescita della loro classe dirigente, impantanati tra discussioni da corrente e legge elettorale, noi nel centrodestra ci stiamo impegnando per costruire una coalizione che punta al 40%. La Lega di oggi, con il carisma populista di Salvini, non riesce a incrementare i suoi sostenitori e sebbene sia dura trovare più punti d’accordo, cercheremo di replicare anche a livello nazionale ciò che abbiamo iniziato a fare nei territori. Il lavoro di costruzione di una coalizione unita è urgente soprattutto alla luce dei consensi, raccolti in termini percentuali, dal Movimento Cinque Stelle”.

La giornata di ieri si è invece concentrata sulla “minaccia” del bando europeo per le agenzie di stampa che erogano servizi informativi a Palazzo Chigi: “Dal non inevitabile si è passati all’inevitabile nel giro di pochi giorni. Le ultime dichiarazioni di Cantone registrano un cambiamento in negativo nella trattativa tra Palazzo Chigi e le agenzie di stampa. La questione è controversa perché rimane predominante la dipendenza delle agenzie alla convenzione milionaria che le lega al governo. La correlazione tra il mantenimento della qualità informativa, e soprattutto dei posti di lavoro, e i contributi erogati dal governo deve essere sottoposta a normativa. Le agenzie devono essere capaci di resistere da sole nel mercato privato e riuscire quindi a essere competitive anche a livello europeo. Questo non significa che esternalizzare il servizio sia una cosa corretta soprattutto in questo momento storico per il Paese ma come spesso accade si affrontano le questioni in maniera acritica”.

Lunedì mattina il vicemnistro Bellanova è intervenuta a un convegno organizzato al Politecnico di Bari per presentare un progetto. Nel corso del suo intervento ha rilasciato alcune dichiarazioni in controtendenza con la realtà italiana: “Non è realistico parlare di sviluppo e valorizzazione del capitale umano come motore principale della crescita quando, dati alla mano, sono ogni anno circa tremila i cervelli in fuga dall’Italia. Industria 4.0 è figlio di una rivoluzione digitale che in Italia vede il consolidamento professionale degli over 40, un digital divide generazionale sempre più ampio e una scarsa conoscenza da parte dei nostri studenti su come il mercato del lavoro stia cambiando. Con il 22% di posizioni scoperte nel digitale l’impegno di tutti dovrebbe concentrarsi sulla formazione e non solo sull’implementazione di una politica attiva che potrebbe lasciare fuori dal mercato molte figure non specializzate. La disoccupazione tecnologica è una proiezione possibile e non così lontana nemmeno dai giovani”.

#Terremoto, con capogruppo Brunetta per portare sostegno azzurro in Italia centrale

#Terremoto, con capogruppo Brunetta per portare sostegno azzurro in Italia centrale

Proprio pochi giorni prima dell’approdo in Aula dell’ultimo decreto terremoto varato dal governo, il quale allarga il cratere delle città a rischio sisma e fissa l’estensione per dieci anni dell’8×1000 alla ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal terremoto in Italia centrale, io e il capogruppo azzurro della Camera, On. Renato Brunetta, siamo ritornati nelle Regioni Umbria, Abruzzo e Marche.

Prima tappa ad Amatrice con il sindaco Sergio Pirozzi e i residenti

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A Norcia in piazza San Benedetto con la basilica in ricostruzione alle spalle e il sindaco cittadino Nicola Alemanno

 

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Sostegno alle piccole imprese agroalimentari

 

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A Tolentino nelle Marche con il Primo cittadino Giuseppe Pezzanesi

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A Cingoli nelle Marche con il sindaco Filippo Saltamartini

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Chiudiamo la giornata del sostegno di Forza Italia nelle zone terremotate a Teramo con il sindaco Maurizio Brucchi, il coordinatore locale azzurro Nazario Pagano e la Senatrice Paola Pelino. Nel capoluogo abruzzese ci hanno raggiunto anche i sindaci di Campli, Atri, Canzano, Bisenti e Sant’Egidio.

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Superato l’ostacolo del testo unitario su voucher si parla di abolizione e di referendum Cgil

Superato l’ostacolo del testo unitario su voucher si parla di abolizione e di referendum Cgil

Dalle agenzie si apprende che il Pd sta pensando addirittura di abolire i voucher, ossia i buoni lavoro introdotti con la legge Biagi nel 2003. E’ pur vero che in particolare negli ultimi mesi le statistiche degli Istituti nazionali e dei gruppi di ricerca in capo alle Organizzazioni sindacali non sono stati clementi ma da qui a ipotizzare l’abolizione dello strumento ce ne passa.

Anche perché questo atto porrebbe il Partito democratico in contrasto con l’impegno preso nei confronti della commissione Lavoro della Camera, quindi dell’intero lavoro del Parlamento. Non capisco cosa sia cambiato dalle parole di Poletti che si era reso disponibile a collaborare, a maggior ragione dopo il tempo speso in undicesima per arrivare a una proposta unitaria e che ci ha visti fin dall’inizio allineati sulla semplice limitazione dei buoni lavoro.

A pochi giorni dalla commemorazione dell’omicidio Biagi, padre dei buoni lavoro, il Pd spariglia le carte in tavola, ponendo in seria difficoltà tutti quei piccoli datori di lavoro, come ad esempio i ristoratori.

Prestatori di lavoro accessorio potrebbero essere anche coloro che percepiscono un assegno di disoccupazione o beneficiano di ammortizzatori sociali. Tutto questo per dire che, se normati, i voucher potrebbero fornire anche una continuità economica in vista di nuova occupazione a tempo stabile.

Solo ieri è arrivata la decisione di indire la data del referendum Cgil su voucher e appalti il prossimo 28 maggio. E’ un peccato essere approdati solo temporalmente ma non nei contenuti con il voto popolare, anche se in realtà avrebbe dovuto essere una discussione solo interna al Parlamento in accordo con le modifiche proposte dal Governo.

Non è stato facile fare sintesi tra le varie proposte di legge sui voucher pervenute in commissione Lavoro della Camera. Il testo finale credo sia parzialmente vicino alle attuali esigenze del mercato. Il punto in cui si ipotizza di includere nel novero dei committenti le sole imprese senza dipendenti potrebbe portare all’esclusione di un’alta percentuale di attività meno strutturate e quindi incapaci di stabilire più rapporti continuativi. Penso ad esempio al settore del turismo, dove l’uso corretto dei buoni lavoro diventa spesso un’ancora di salvezza per i comparti, dilaniati anch’essi dalla crisi e dal calo di flussi di fruitori.

L’obiettivo è sì stato raggiunto ma ora toccherà continuare nella discussione per andare oltre la sintesi magari accogliendo le istanze dei vari settori. Come gruppo Forza Italia abbiamo diffuso qualche giorno fa, attraverso slide, alcuni stimoli da poter sviluppare: rivedere innanzitutto gli strumenti di flessibilità per evitare distorsioni nell’ambito applicativo della disciplina del lavoro accessorio, prevedendo quindi forme di flessibilità anche alternative ai buoni, di maggiore tutela per i lavoratori.

 

Al concorso per funzionari Unep i candidati vengano considerati tutti idonei

Al concorso per funzionari Unep i candidati vengano considerati tutti idonei

LE TAPPE 

Il 19 settembre 2016 viene pubblicata la procedura di selezione interna per la copertura di 1.148 posti dell’area terza, figura professionale del funzionario giudiziario, mediante passaggio dall’area seconda, figura professionale del cancelliere, ai sensi dell’articolo 21-quater del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito con modificazioni alla legge 6 agosto 2015, n. 132 e la procedura di selezione interna per la copertura di 622 posti dell’area terza, figura professionale del funzionario Unep, mediante passaggio dall’area seconda, figura professionale, di ufficiale giudiziario, ai sensi dell’articolo 21-quater del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito con modificazioni alla legge 6 agosto 2015, n. 132;

Il 24 novembre 2016 inizia la fase formativa attraverso la quale i candidati possono accedere ai test di verifiche intermedie e finali sul completamento dei moduli formativi, caratterizzati da domanda con risposte «vero – falso»;

Con avviso del 15 febbraio 2017, apparso sul sito Internet del Ministero della giustizia è dichiarato che sarà pubblicata nel periodo 1o-12 marzo 2017, la banca dati dalla quale saranno estratte le domande per la prova selettiva scritta. Quindi dopo oltre 3 mesi, dalla possibilità di accedere ai test di verifica, il Ministro interrogato metterà a disposizione, la banca dati menzionata.

I PROBLEMI

Il notevole ed ingiustificabile ritardo pone in essere considerevoli conseguenze per i candidati, che saranno costretti, a mio giudizio, ad una frettolosa, quanto insufficiente preparazione, stante l’inizio delle prove fissate per il 13 marzo 2017, come anche segnalato dal sindacato Ugl Fp che ha rilevato ciò, mediante una nota indirizzata al Ministro interrogato.

Proprio riguardo la suddetta banca dati va evidenziato che vi sono numerose domande identiche che presentano risposte «corrette» diverse, ponendo così confusione nel candidato rivelandosi, a quanto consta all’interrogante, potenzialmente motivo di contenzioso.

L’Amministrazione della giustizia, in merito alla procedura di riqualificazione di cui sopra, ha sottoposto ad una serie innumerevole di modifiche l’originario bando e proprio la tardiva messa a disposizione della banca dati potrebbe, anche questa, essere oggetto di ricorso. Inoltre al personale giudiziario, che aspira al passaggio alla figura superiore del funzionario giudiziario e funzionario Unep, vengono richieste nozioni per una figura che ha medesime funzioni e mansioni rispetto a quella già rivestita.

Oltre all’imponente stanziamento in termini finanziari di oltre 25 milioni di euro previsto dall’articolo 21-quater del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, per la procedura di selezione interna, la stessa è volta ad assicurare «l’attuazione dei provvedimenti giudiziari in cui il predetto Ministero è risultato soccombente».

IL QUESITO 

Il Governo dovrebbe individuare adeguati strumenti per risolvere la problematica sopra evidenziata; a mio avviso l’unica soluzione possibile, nelle attuali condizioni, sarebbe che, una volta ultimata la prova scritta, il Ministero della giustizia possa considerare idonei tutti i candidati, a prescindere dal punteggio ottenuto nella stessa e quindi, dopo la formazione della graduatoria, provveda ad inquadrare tutti ed immediatamente nella figura professionale del funzionario giudiziario e del funzionario Unep.

Interrogazione a risposta scritta – TESTO