#Taxi, Tutela dei confini nazionali del lavoro? In Italia si fa Alt-Tab

#Taxi, Tutela dei confini nazionali del lavoro? In Italia si fa Alt-Tab

#MILLEPROROGHE, IL CONTENUTO DELL’EMENDAMENTO DI MAGGIORANZA APPROVATO AL SENATO

Rinviato al 31 dicembre 2017 il termine per l’emanazione del decreto del ministero delle Infrastrutture e trasporti contro le pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente. Si prevede inoltre che restino sospese le disposizioni in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea operi fino al 31 dicembre 2017: tali norme prevedono una serie di limiti e divieti per gli Ncc tra cui l’obbligo di ritornare in rimessa dopo aver accompagnato il cliente.

La modifica ha scatenato la protesta dei tassisti che la considerano una sanatoria a favore di Uber.

LA DICHIARAZIONE

“Tra la decisione di aumentare le tariffe delle corse taxi presa a Cagliari e il blocco del servizio a Roma, chi ne paga le spese sono gli utenti. Leggo di alcuni senatori di maggioranza ‘pentiti’ dell’emendamento, ossia della sanatoria che proroga per un altro anno la stretta legislativa per macchine private a noleggio e il taxi senza licenza.

Alla Camera si proverà a limitare le conseguenze di questo errore in netto contrasto con un provvedimento di vecchia data.

Negli anni Novanta infatti è stato deciso che le macchine a noleggio con conducente, servizio quindi simile a quello offerto da Uber, devono obbligatoriamente sostare in rimesse e non accettare richieste mentre sono in circolo.

La licenza del taxi ha un costo, le tasse che pagano questi lavoratori anche. Rispettiamo il loro lavoro e in particolare le difficolta’ che devono affrontare per mantenere tariffe medio basse contro una concorrenza a dir poco sleale”.

 

 

Il NUE 112 per le emergenze è un servizio efficace?

Il NUE 112 per le emergenze è un servizio efficace?

Il Ministro dell’Interno intende promuovere un coordinamento più efficace del NUE (Numero Unico Emergenze) 112 che possa davvero garantire un servizio importante per la vita dei cittadini nazionali ed europei, in grado soprattutto di ridurre i costi di gestione delle sale operative adibite alla raccolta delle istanze di emergenza?

E’ proprio questo il quesito posto nei confronti del Ministero dell’Interno attraverso una interrogazione a risposta scritta pubblicata ieri sul sito della Camera dei Deputati (QUI IL TESTO).

PERCHE’ ACCENDERE NUOVAMENTE I RIFLETTORI SU QUESTO SERVIZIO DI EMANAZIONE EUROPEA?

– L’Italia è già stata condannata dalla Corte di giustizia europea, con sentenza del 15 gennaio 2009, per inadempienza della direttiva 2002/22/CE sull’istituzione del numero di emergenza unico europeo;

– Dalla sospensione temporanea delle sanzioni europee l’Italia non ha raggiunto gli obiettivi prefissati a livello sovranazionale perché ad oggi la regione Lombardia è l’unica ad aver adottato su tutto il territorio il numero unico per le emergenze;

– Il ritardo temporale dimostrato dall’Italia si affianca a una diffusione inefficiente del servizio, come dimostrato dai costanti richiami da parte dei sindacati delle forze dell’ordine e degli enti di soccorso, che chiedono di far luce sulla gestione del numero unico, istituito come un call center laico;

– La giornata europea del numero unico di emergenza 112, celebrata qualche giorno fa, non dispensa l’Italia dall’essere periodicamente protagonista di circostanze che rivelano l’inadeguatezza del servizio, non ultima quella segnalata da un dirigente del tribunale di Roma che, a quanto consta all’interrogante, non riuscendo a comunicare con la questura capitolina per la trasmissione di una ordinanza di misura cautelare, ha ben pensato di contattare il numero unico di emergenza, ritrovandosi in un vortice di rimpalli e ripetitive spiegazioni da un operatore all’altro;

– Sebbene la dicitura call center laico, ossia l’utilizzo intenzionale di risorse umane che non siano appartenenti a forze specifiche, indichi la volontà di porre un filtro tra gli utenti e la rete operativa, le persone impiegate non sempre dimostrano di essere formate sui tempi di gestione delle emergenze e, in particolare, sulla comprensibilità delle stesse;
la decentralizzazione del numero unico delle emergenze 112 comporta una frammentazione del servizio che può inevitabilmente produrre disuguaglianza;

– La creazione del numero unico non è riuscita nell’intento di tagliare i costi delle sale operative, anzi le ha aumentate;
non si conoscono con chiarezza i costi di gestione delle sale operative e le modalità di reclutamento del personale impiegato all’interno delle strutture del 112 .

Forza Italia vota NO al dl banche

Forza Italia vota NO al dl banche

Via libera, da parte dell’aula della Camera, alla questione di fiducia posta dal Governo sul dl Banche (su Mps e Salva risparmio, già approvato dal Senato): i voti favorevoli sono stati 340, i contrari 126.

L’intervento in Aula dell’On. Pietro Laffranco (dichiarazione di voto) per Forza Italia

“Forza Italia voterà no alla fiducia che il governo Gentiloni ha chiesto sul dl Banche. Innanzitutto perchè siamo coerenti con la volontà popolare espressa il 4 dicembre. Ma anche perchè questo governo essendo un’emanazione di quello precedente porta con sè anche tutti i fallimenti economici che hanno caratterizzato i 1000 giorni di Renzi.

Ma votiamo no anche nel merito del provvedimento Banche che è lacunoso ed insufficiente. Gentiloni oggi mette in campo un provvedimento che trasforma una banca locale di partito in una banca nazionale di governo.

Questo provvedimento manca di visione futura, manca di trasparenza perchè la maggioranza non ha voluto rendere noti i nomi dei debitori, manca di equita’ tra risparmiatori e ha perso la possibilità di dare l’avvio alla commissione parlamentare d’inchiesta che poteva fare luce e accertare responsabilità della crisi delle nostre Banche.

La sinistra nel trattare la materia Banche è stata capace solo di rompere il rapporto di fiducia tra impresa e credito, tra famiglie e risparmi, la sinistra ha sfasciato il nostro sistema paese e oggi vuole la fiducia ad un provvedimento che cerca di mettere una toppa. Toppa già bucata e molto costosa, perchè fatta in ritardo. Noi voteremo no alla fiducia ad un governo non eletto, ad un governo che ha avuto un avviso di sfratto da 19 milioni di italiani, ad un governo che non ha saputo affrontare la crisi del sistema bancario, ad un governo che ha mentito agli italiani più e più volte”

[fonte ANSA]

Ue: Italia in ritardo su pagamenti P.a | Un problema da non sottovalutare

Ue: Italia in ritardo su pagamenti P.a | Un problema da non sottovalutare

LA NOTIZIA

“La Commissione Ue, dopo due anni di ‘stand by’ sulla procedura d’infrazione contro l’Italia per i ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione, ha deciso ora di passare alla seconda fase perché il nostro resta il Paese con i tempi più lunghi tra i 28. Con l’invio di un parere motivato, l’Italia ha ora due mesi di tempo per rimediare o corre il rischio di essere deferita alla Corte di giustizia Ue” [fonte ANSA]

QUALE PERICOLO SI CORRE?

Continua a essere una cattiva abitudine quella di prolungare i tempi dei pagamenti da parte della P.a, sebbene siano note a molti le conseguenze:

– danni alla situazione finanziaria dell’impresa,

– danni all’occupazione

– danni all’economia in generale

Senza un pagamento che sia puntuale l’impresa non può né incrementare e né progettare i suoi investimenti e spesso è costretta a ridurre il personale impiegato.

Due punti: la piccola e media impresa rappresenta in Italia la quasi totalità dell’attività produttiva del Paese, altresì le PMI sono in prima fila quando si tratta di subire la scure del ritardo dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione.

Fatte queste premesse credo che i due mesi che si aprono per l’Italia, dopo l’invio del parere Ue proprio sul tema dei ritardi nei pagamenti della P.a, debbano essere fruttuosi dal punto di vista delle soluzioni. Le strategie di rilancio degli investimenti pubblici segnalati proprio dal governo potrebbero non valere nulla se non si risolve la questione pagamenti a monte.