Garantire sicurezza del e sul lavoro

Garantire sicurezza del e sul lavoro

L’art.117 della Costituzione riformata recita: “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: […] tutela e sicurezza del lavoro”. Questi due elementi vanno intesi, secondo la nuova riformulazione che dovrebbe garantire l’avvio a livello nazionale di politiche attive sul lavoro, come un impegno da parte dello Stato a creare posti di impiego stabili. Ebbene la stabilità è un concetto che va interpretato non solo come rapporto regolato da contratto ma anche come certezza del luogo in cui si rimane per passione, necessità e dignità umana.

Purtroppo il bilancio sulle morti nei posti di lavoro, che ci aveva lasciato il 17 settembre con due tragiche notizie (l’operaio rimasto ucciso mentre puliva un nastro trasportatore di minerali interno all’Ilva di Taranto e l’impiegato Atac, folgorato nel deposito competente per la tratta Roma – Viterbo) è aumentato ieri pomeriggio contro ogni aspettativa. Perché ogni volta ci ripetiamo che da quel momento in avanti l’impegno dovrà essere costante affinché si azzerino le morti sul lavoro.

Il testo unico sulla salute e la sicurezza rimane sempre più spesso sulla carta, anche se sulla vicenda di Messina, dove hanno perso la vita tre operai che lavoravano a bordo della nave Sansovino, dovranno fare chiarezza le due inchieste aperte dalla Capitaneria di Porto e dalla Procura cittadina.

Leggere sui giornali che forse le morti si sarebbero potute evitare, perché la cisterna doveva essere bonificata prima dell’ingresso degli operai, tra le altre cose considerati esperti, ci fa riflettere. Ossia ci fa pensare sulla necessità di applicare, in particolare nei posti di lavoro a rischio come le fabbriche o i luoghi a contatto con sostanze pericolose, tutte le norme che il legislatore ha posto a tutela degli impiegati.

Il datore di lavoro deve monitorare anche attraverso delega ai suoi sottoposti che le regole vengano osservate.

A Napoli la tappa numero 25 del Comitato Lavoratori per il No

A Napoli la tappa numero 25 del Comitato Lavoratori per il No

Continua anche nel corso dell’ultima settimana pre referendum il sostegno al Comitato Lavoratori per il No. Lunedì a Napoli presso la sala America dell’Hotel Ramada ci hanno raggiunto per la tappa numero 25 della mobilitazione nazionale il Consigliere regionale Regione Campania, già Presidente regionale, Stefano Caldoro e il collega azzurro alla Camera, Paolo Russo.

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Con entrambi abbiamo affrontato uno dei nodi più controversi della riforma costituzionale: l’ipotetica centralizzazione del comparto sanitario.

Su questo ho rilasciato una dichiarazione: “La sanità non verrà centralizzata. I residenti nel Mezzogiorno non riceveranno le stesse cure di quelli che risiedono al Nord. E’ tutto falso come lo erano gli 80 euro per i pensionati. E’ vero invece che, con il ‘si’ alla riforma costituzionale, diventerà strutturale il viaggio della speranza che una parte di italiani sarà costretta a fare per curarsi. Diventerà un obbligo perchè i debiti della sanità non verranno mai assorbiti dallo Stato. Renzi poi come farebbe con la flessibilità, con lo spread e il pareggio di bilancio? Questa è la riforma delle imposizioni a livello europeo e d’oltreoceano”.

 

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Le tappe non finiscono con Napoli, infatti giovedì saremo a Massa nel corso della mattinata mentre nel pomeriggio a Fiumicino. La mobilitazione nazionale si chiuderà a Roma il prossimo 2 dicembre.

Venezia – Mestre e Verona tappa 23 e 24 dei #lavoratoriperilNO | Lunedì 28 a Napoli

Venezia – Mestre e Verona tappa 23 e 24 dei #lavoratoriperilNO | Lunedì 28 a Napoli

Tappa numero 23 e 24 superate con successo con il Comitato Lavoratori per il No. Venezia questa mattina e Verona nel pomeriggio hanno visto protagonista il gruppo di lavoratori che anche in Veneto ha ricevuto il sostegno di alcuni esponenti del centrodestra. Ad esempio a Verona sono venuti a trovarci per portare un saluto l’ex Senatore Paolo Danieli, il Senatore di Forza Italia Stefano Bertacco e il Consigliere regionale Regione Veneto, Stefano Valdegamberi.

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Nell’intervento di oggi ho concentrato il discorso sulla composizione del nuovo Senato: “Il recente caso di cronaca sulle dimissioni dei sindaci di Terni e Foligno dal doppio incarico di presidenti di Provincia ci insegna come potrà essere rischiosa la nuova composizione del Senato. I nuovi senatori ossia i Consiglieri regionali e i sindaci potranno dedicare all’attività parlamentare solo un giorno a settimana e tra le altre cose dovranno assorbire competenze su materie complicate come quelle legate all’Unione europea. Siamo sicuri che avranno la capacità e soprattutto il tempo di compilare e studiare dossier su argomenti trattati a livello sovranazionale?. E poi un altro problema legato al nuovo Senato è quello della durata della carica, connessa alla legislatura regionale e comunale. Se dovesse cadere la giunta prima del termine fissato da legge i componenti della nuova Camera rischierebbero di lasciare incompleti parte dei loro lavori. Si rallenterebbe di conseguenza tutto l’iter istituzionale, per non parlare poi della menzogna sull’abbassamento del costo della politica. E’ ormai di dominio pubblico la cifra che andremmo a risparmiare: 50 milioni in meno e 300 in più per sostenere le spese dei ballottaggi con l’Italicum”.

 

 

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Come sempre e dall’inizio a sostegno del Comitato Lavoratori per il No guidato dalla sua presidente Valentina Iori: “La nostra è una battaglia di civiltà e democrazia contro le menzogne messe in campo dal governo su una riforma costituzionale che toglie diritti e non fortifica quelli già presenti nella Carta”.

Con noi c’era anche il segretario confederale Ugl, Ezio Favetta: “Oltre a toglierci il futuro questa riforma ci porterà a non poter più scegliere i nostri rappresentanti. Inoltre con l’innalzamento del quorum per il referendum e l’aumento delle firme per la presentazione di iniziative di legge popolare il nostro potere decisionale è messo a rischio”.

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In Friuli Venezia Giulia per tre tappe: Trieste e Monfalcone con #lavoratoriperilNo e a Sacile con coordinamento regionale Forza Italia

In Friuli Venezia Giulia per tre tappe: Trieste e Monfalcone con #lavoratoriperilNo e a Sacile con coordinamento regionale Forza Italia

La mobilitazione nazionale del Comitato Lavoratori per il No è arrivata quasi al termine. Alle spalle abbiamo accantonato ben 22 tappe, le prossime sono in programma già per domani nel Veneto, prima a Venezia e dopo Verona. Lunedì invece saremo a Napoli per poi affrontare la chiusura del 2 dicembre a Roma, per cui il gruppo di lavoratori sta organizzando una giornata speciale.

Ma ritorniamo a oggi che ci ha visti presenti in Friuli Venezia Giulia, regione molto complicata per il fronte del ‘no’ perché particolarmente propensa al ‘si’ e vicina al Pd, a partire proprio dalla presidenza della Regione.

Nonostante questo sia a Trieste sia a Monfalcone abbiamo riscontrato una grande partecipazione di pubblico e interesse da parte della stampa locale.

Anche qui il Comitato Lavoratori per il No ha ricevuto il sostegno degli esponenti di centrodestra, Forza Italia e Fratelli d’Italia. La presenza del capogruppo Forza Italia in Consiglio Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi e del capogruppo azzurro in Consiglio comunale Trieste, Piero Camber nonché di Claudio Giacomelli di FdI, mi ha fatto piacere tanto da aver rilasciato questa dichiarazione:

“Arrivati alla tappa numero 22 della mobilitazione nazionale del Comitato Lavoratori per il NO ho percepito una grande unità nel centrodestra. Quello che auspico è che quest’unità non termini dopo il 4 dicembre. Abbiamo dimostrato infatti di essere capaci di legare le nostre forze per un centrodestra moderato e soprattutto di essere compatti sul dissenso all’attuale governo”.

Sono poi entrata nel merito della riforma costituzionale ribadendo che: “Con questa riforma un solo partito, anche con solo il 25%, diventa il padrone dell’Italia, con quella percentuale si nomina un governo, si nominano tutte le cariche istituzionali compreso il Presidente della Repubblica, il presidente della Corte Costituzionale, quindi non ci sarà più un equilibrio tra i poteri. Ma soprattutto è falso che la riforma toglie il bicameralismo perfetto: ci sarà una seconda Camera che potrà intervenire su tutte le leggi, e potrà entrare in conflitto con la prima Camera, quando dovesse essere di ‘colore’ diverso. Quindi una riforma che non serve al Paese, una riforma sbagliata compiuta a colpi di maggioranza e che respingiamo con forza”.

A breve sarò ospite del gruppo Forza Italia del Friuli Venezia Giulia per l’ultimo appuntamento friulano sulle ragioni del No. Seguite sui miei social la serata di Sacile che mi vedrà ospite della coordinatrice Comunale Federica Sacchetti e dei Consiglieri regionali azzurri Elio De Anna e Mara Piccin.

 

A Forlì si conclude la 20^ tappa dei #lavoratoriperilNO

A Forlì si conclude la 20^ tappa dei #lavoratoriperilNO

Se vince il si arriverá a conclusione il disegno iniziato con Romano Prodi sulle privatizzazioni e la svendita delle aziende pubbliche.

Renzi con la riforma costituzionale non sta facendo altro che creare la cornice istituzionale e politica per portare a compimento il progetto del suo predecessore. Inoltre oltre alla   clausola di supremazia, la riforma, prevede il riaccentramento di alcune materie strategiche come ambiente e d energia e l’esclusione di  altre meno appetibili come la sanitá.

Saranno quindi i cittadini italiani ancora una volta a pagare le spese a causa del lavoro di alcuni amministratori incapaci e a causa dei diktat europei ai quali saremo costretti a rispondere.

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Questo ho detto a chiusura della 20^ tappa della mobilitazione nazionale del Comitato Lavoratori per il NO. Oggi siamo stati a Forlì dove la presidente del Comitato, Valentina Iori, ha aperto l’unica tappa emiliana per il No dei lavoratori: “La riforma costituzionale passa al grande pubblico come strumento utile al taglio delle spese in politica ma in realtà non ci sarà nessun risparmio, perché per le tasche dei cittadini non cambierà nulla se a pagare i rimborsi sarà il Parlamento o saranno Comuni e Regioni. Sono sempre soldi dei contribuenti”. 

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Fosse solo per il nome, il Comitato dovrebbe puntare unicamente su quegli aspetti legati alle professioni che le modifiche vanno a toccare. Invece l’obiettivo del gruppo di lavoratori è andato oltre le premesse.

Il Segretario confederale Ugl, Ezio Favetta ad esempio ha fatto riferimento a un altro punto cardine della Carta, ossia la sovranità popolare: “Oltre a toglierci il futuro questa riforma ci porterà a non poter più scegliere i nostri rappresentanti. Inoltre con l’innalzamento del quorum per il referendum e l’aumento delle firme per la presentazione di iniziative di legge popolare il nostro potere decisionale è messo a rischio”.

La tappa di Forlì ha visto tra i relatori anche il Segretario UTL Forlì, Emanuela Del Piccolo che, seduta al tavolo della presidenza, ha introdotto gli altri interlocutori e invitato per un saluto il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Forlì, Fabrizio Ragni.

Era presente in platea anche la consigliera comunale di Forza Italia, Vanda Burnacci.

[in parte tratto dal comunicato stampa del Comitato Lavoratori per il No]