#SudAct2016 si chiude a L’Aquila

#SudAct2016 si chiude a L’Aquila

Con oggi il Sud Act 2016 si chiude. Siamo stati a l’Aquila, a pochi giorni dal terremoto che ha colpito le Marche, per parlare di ricostruzione post emergenza ambientale.

Quando ero Presidente della Regione Lazio stanziammo 120 milioni di euro per il rischio idrogeologico. Oggi il governo mette a disposizione solo 1 milione di euro per lo stesso obiettivo. E’ palese come queste risorse siano irrisorie per la risoluzione delle emergenze.

Io mi auguro che le slide proposte dal presidente del Consiglio si trasformino in qualcosa di concreto. E soprattutto spero che l’Italia impari a collaborare con i commissari proposti dall’esecutivo. In particolare mi riferisco alle istituzioni locali che non devono arroccarsi e non permettere agli stessi di lavorare serenamente.

L’Italia poi non è un Paese bloccato solo perché ci sono leggi e regolamenti ostacolanti ma perché non è un Paese che davvero utilizza le competenze e le potenzialità che abbiamo in termini di risorse umane.

Ricordo le prime parole pronunciate dal sindaco di Amatrice, quando consigliò di raggiungere il paese in provincia di Rieti via elicottero perché le strade erano completamente bloccate. In quel momento ho capito che anche quel piccolo sforzo che facemmo come amministratori locali, ossia la promozione dell’elisoccorso, non è solo servito a trasferire i pazienti malati in strutture ospedaliere più efficiente ma anche utile alle urgenze/emergenze come quella del 24 agosto.

Pescara è andata. Ora Terni e Perugia il 7 novembre #10milakmperilNO

Pescara è andata. Ora Terni e Perugia il 7 novembre #10milakmperilNO

Si è appena conclusa a Pescara la sesta tappa della mobilitazione nazionale messa in campo dal Comitato Lavoratori per il No.

Da Avellino, Matera, Taranto, Frosinone e Latina fino al capoluogo abruzzese.

Questa campagna referendaria è tutta spostata verso il Sì, soprattutto sulla stampa nazionale. Ho appoggiato il percorso del No di questo gruppo di lavoratori per dare forza alla loro voce.

La Presidente del Comitato Lavoratori per il NO, Valentina Iori, ha spiegato poi la posizione del gruppo di lavoratori sul Cnel: “Noi difendiamo il Cnel perché è l’unico luogo terzo deputato alle parti sociali. Non ci scordiamo poi che l’organo ausiliario possiede l’archivio dei contratti nazionali”.

Questa riforma è tutta una menzogna.

47 articoli modificati a sfavore dei cittadini. La Carta è stata snaturata, non è più comprensibile.

A sostegno del Comitato Lavoratori per il NO c’erano anche Fabrizio Di Stefano, deputato di Forza Italia, che ha sottolineato un dato emerso dal sondaggio commissionato all’istituto Eumetra Monterosa: “Si rileva che saranno i giovani per la maggior parte a votare No al prossimo referendum costituzionale. Questo accade perché sono proprio i giovani quelli che soffrono di più la crisi. Sono la parte debole del Paese”.

Sono intervenuti anche il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e il coordinatore locale di Fratelli d’Italia, Armando Foschi.

Il percorso del Comitato Lavoratori per il No continuerà il prossimo 7 novembre a Terni e Perugia.

[tratto dal CS Comitato Lavoratori per il NO]

Il 54,3% voterà NO. Secondo sondaggio Eumetra Monterosa per #lavoratoriperilNO

Il 54,3% voterà NO. Secondo sondaggio Eumetra Monterosa per #lavoratoriperilNO

Ci siamo lasciati il 24 ottobre con i primi dati elaborati dall’istituto di ricerca Eumetra Monterosa che il Comitato Lavoratori per il NO ha presentato nella sala stampa di Montecitorio.

La rilevazione effettuata il 19 ottobre scorso ha registrato che il 54,5% degli intervistati voterà NO al referendum del 4 dicembre.

A pochi giorni dalla presentazione del primo sondaggio è pronta una nuova misurazione riguardante gli orientamenti di voto degli italiani.

Secondo i numeri forniti dall’Istituto di ricerca il NO è ancora in testa con il 54,3%.

Gli indecisi su cosa votare al referendum sono il 26,2% mentre il 9,4% degli intervistati non è sicuro se recarsi alle urne.

Di sicuro a oggi il 15,2% del campione non andrà a votare.

LA RILEVAZIONE PRECEDENTE

I dati presentati il 24 ottobre, in occasione della conferenza stampa a Montecitorio con il prof. Renato Mannheimer e il sostegno del capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Renato Brunetta, hanno rilevato che il 54,5% delle persone propense verso il no sono per la maggior parte giovani e concentrati nel Mezzogiorno d’Italia.

C’è poi un’altra fetta, ossia il 50% del campione, che non sa ancora cosa sceglierà il 4 dicembre e addirittura non è decisa se recarsi alle urne.

 

 

#lavoratoriperilNO arrivano oggi a Pescara per la sesta tappa dei #10milakmperilNO

#lavoratoriperilNO arrivano oggi a Pescara per la sesta tappa dei #10milakmperilNO

Abbiamo già percorso circa 1700 chilometri. Siamo stati ad Avellino, Matera, Taranto, Frosinone, Latina e oggi Pescara con il Comitato Lavoratori per il NO al referendum del 4 dicembre. 

Anche oggi e fino al 2 dicembre i #lavoratoriperilNO ribadiranno il loro dissenso nei confronti di una modifica della Costituzione che ci preoccupa.

Perché un Comitato dei Lavoratori per il NO?

Il gruppo di lavoratori si è riunito lo scorso 10 ottobre in occasione della conferenza stampa di presentazione alla Camera dei Deputati per dare voce alla classe produttiva del Paese e suscitare un dialogo costruttivo,   raccogliendo le istanze del territorio e dei lavoratori, già vessati dalle recenti riforme del governo Renzi.

A Pescara, come in tutte le precedenti tappe, la Presidente dei #lavoratoriperilNOValentina Iori, aprirà il sesto incontro.

Come dall’inizio ci sarò io insieme con il Presidente Enas UGL, Stefano Cetica, il Segretario Confederale UGL, Ezio Favetta, il Segretario Regionale UGL Abruzzo Giovanna De Amicis e il Segretario Provinciale UGL Pescara, Roberto Di Luca.

A dare sostegno all’iniziativa ci saranno anche il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, il sindaco del comune di Montesilvano, Francesco Maragno, il consigliere comunale di Pescara, Giuseppe D’Incecco, il consigliere comunale di Montesilvano, Manola Musa, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Armando Foschi.

Uniti per il NO del Comitato dei lavoratori anche il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano e il senatore di Forza Italia, Antonio Razzi.

Ma facciamo un passo indietro…

Il 10 ottobre durante la presentazione del Comitato Lavoratori per il NO, nella sala stampa della Camera dei Deputati, il gruppo di lavoratori ha ricevuto l’adesione non solo del sindacato UGL, ma anche il riscontro positivo del capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Renato Brunetta.

Seguiteci sui social @renatapolverini @lavoratoriperilNO (Facebook) @LavoratoriPerNo (twitter)

Oppure se siete a Pescara ci trovate al Best Western Hotel Plaza

 

#Maipiusola: incontro organizzato dal coordinamento donne Ugl

#Maipiusola: incontro organizzato dal coordinamento donne Ugl

Uomini che uccidono le donne. Banche dati aggiornate non omogenee. Centri antiviolenza in chiusura, volontari che spesso e volentieri non sono specializzati nell’affrontare le urgenze legate alla violenza sulle donne. Forze dell’ordine non capaci di valutare fino in fondo le varie casistiche e infine una legge sul femminicidio che, sebbene abbia arginato di molto il fenomeno, tende a bloccare le donne intenzionate a denunciare, in virtù del fatto che le stesse una volta effettuate non possono essere ritirate.

Questo è il quadro generale in cui si muove la violenza sulle donne.

Oggi all’incontro organizzato dal coordinamento donne del sindacato Ugl “L’Amore che uccide”, ho ascoltato la storia di Elisa, che non solo ha confermato le carenze e le lacune citate all’inizio ma ha detto che il vero problema è proprio il rimanere da sola.

Sola, per due ordini di motivi: perché chi usa violenza sia psicologica sia fisica tende a isolare la vittima e poi perché nel loro cammino di denuncia le donne possono incontrare familiari che le convincono a lasciar perdere oppure in questura capita che i funzionari non credano o sottovalutino la violenza.

Noi donne stiamo subendo un arretramento culturale, non del tutto superabile con una legge o lo stanziamento di fondi per il mantenimento dei centri antiviolenza. La politica oltre a combattere a livello culturale la spirale della violenza attraverso la promozione e il coordinamento di percorsi di conoscenza e informazione nelle scuole e nei vari centri antiviolenza dovrebbe riuscire a canalizzare le potenzialità di chi denuncia. Quindi indirizzare le donne verso il mondo del lavoro partendo proprio da quelle strutture che si occupano di dare loro supporto sia legale sia psicologico.

Bene le leggi a contrasto del fenomeno e sicuramente bene lo stanziamento di fondi sicuri e continuativi per tutti quegli spot che si occupano di accogliere le istanze delle donne. Ma solo questo non basta, perché come ha detto il prof. Villanova, nel corso dell’incontro organizzato questa mattina dal coordinamento donne del sindacato Ugl, è soprattutto un problema di ristrutturazione delle emozioni e di promozione del rispetto di genere.

Partiamo quindi dalle scuole per educare le nuove generazioni e iniziamo seriamente a dare alle donne la possibilità di entrare senza nessuna sperequazione nel mondo del lavoro. L’indipendenza economica e la realizzazione in campo professionale permettono di creare una rete sociale capace di non far sentire più sole le donne.