Il Presidente dell’Inps devia verso il privato la gestione della previdenza pubblica

Il Presidente dell’Inps devia verso il privato la gestione della previdenza pubblica

E’ inaccettabile che il Presidente dell’Inps Tito Boeri continui a mistificare i costi della previdenza pubblica. E’ evidente infatti che il suo obiettivo è quello di “deviare” verso il “privato” la gestione della stessa, troppo onerosa, secondo Boeri, per le casse dello Stato.

Abbiamo assistito, sin dal suo insediamento, a pesanti campagne diffamatorie nei confronti dei lavoratori. Non ultima quella rivolta ai ferrovieri e autoferrotranvieri, accusati di percepire da pensionati una cifra più alta rispetto ai contributi versati durante gli anni di servizio.

Il Presidente dell’Inps si investe in maniera autonoma, scalzando l’indirizzo del Parlamento e dell’Esecutivo, di un potere politico che non dovrebbe esercitare.

Il suo profilo dovrebbe essere prettamente tecnico e non dovrebbe sfociare in continui deliri di onnipotenza. Il riferimento va alla serie di provvedimenti che Boeri ha imposto ad agosto, con efficacia da settembre, all’interno dell’Istituto in vista di una razionalizzazione della dirigenza.

Per tutte queste ragioni ho provveduto a inviare richiesta di audizione dei vertici Inps e del ministro del Lavoro al Presidente della XI commissione di Montecitorio.

 

La videosorveglianza è un deterrente contro i maltrattamenti

La videosorveglianza è un deterrente contro i maltrattamenti

Basta digitare sul motore di ricerca la parola “maltrattamenti” per capire di cosa stiamo parlando. Violenze fisiche e verbali che ormai non sono più casi isolati ma rappresentano un fenomeno trasversale in tutto il Paese.

Capita in edifici pubblici e privati che gli operatori addetti alla cura di minori, disabili e anziani si rendano protagonisti di episodi legati a vessazioni. L’ultimo caso risale proprio a poche ore fa: a Potenza tre maestre sono state sospese dal pubblico ufficio e dal servizio di insegnante perché accusate di aver maltrattato con violenze fisiche e verbali bambini tra tre e cinque anni.

Per far fronte a questo problema stiamo discutendo nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro varie proposte di legge riguardanti la necessità di installare all’interno di asili nido, scuole dell’infanzia e strutture socio-assistenziali impianti di videosorveglianza. In particolare le proposte delle colleghe di Forza Italia De Girolamo e Giammanco toccano due aspetti fondamentali volti a prevenire i casi di violenza piuttosto che provvedere a fatti già accaduti.

Installare un sistema di videosorveglianza e far valutare a commissioni competenti i requisiti di idoneità al lavoro costituirebbero elementi di deterrenza e prevenzione.

Per venire incontro a esigenze di privacy i filmati potrebbero essere visionati solo dalle Forze dell’Ordine a seguito di segnalazione e previa autorizzazione del magistrato competente. I video poi accorcerebbero i tempi delle indagini, perché le fonti di prova legate ai reati di maltrattamento sarebbero già pronte al momento della denuncia.

Un altro aspetto importante è quello dei fondi da destinare alla misura in esame. Come ho già dichiarato varie volte, viviamo in un Paese civile, per cui il legislatore ha l’obbligo morale di porre un freno a questi continui e terribili casi perpetrati a scapito dei più deboli. Di sicuro la normativa in discussione, se a favore dell’installazione di impianti di videosorveglianza, dovrà prevederla sia negli edifici pubblici sia in quelli privati. In quanto, come ha giustamente detto in Commissione il capo di Stato Maggiore del Comando generale dell’Arma, Gaetano Maruccia, se così non fosse si creerebbe una sperequazione di mercato.

Al referendum voteremo NO

Al referendum voteremo NO

Al referendum voteremo NO. Per quanto mi riguarda, nel merito non condivido la riforma in particolare laddove il Senato si trasforma sostanzialmente in una sorta di passatempo infrasettimanale, non tanto per i Sindaci e per i presidenti di Regione, quanto per i consiglieri regionali. Alla fine, inoltre, questa riforma porterà un uomo solo al comando perché con la maggioranza che avrà in Parlamento e con una composizione del Senato che sarà espressione quasi esclusiva di enti locali e del centrosinistra avremo una persona che deciderà tutti gli organismi e i poteri.