Marcinelle: continuare a battersi per sicurezza luoghi lavoro

Marcinelle: continuare a battersi per sicurezza luoghi lavoro

“La tragedia di Marcinelle ci mette di fronte alla centralità del lavoro come fondamento della dignità delle persone. Essere qui in Belgio é un gesto non solo di riconoscenza ma anche un’occasione importante per rendere omaggio alle tante vittime dell’emigrazione italiana in tutto il mondo e a chi, nelle ricerca di una vita migliore, ha conosciuto sacrifici, umiliazioni, sfruttamento e razzismo.” così a margine della commemorazione del 60esimo anniversario della tragedia di Marcinelle . “Il modo migliore per onorare la memoria di chi é morto sul lavoro é quello di continuare a battersi perché più nessuno debba perire lavorando e di impegnarsi affinché ogni lavoratore, italiano o straniero, sia tutelato e rispettato nella sua dignità.”

Pene più immediate e severe contro il femminicidio

Pene più immediate e severe contro il femminicidio

“Si continuano giorno dopo giorno a registrare atti di violenza sulle donne: solo nel 2016 ne sono state uccise 60 da chi diceva di amarle e invece ne ha distrutto la vita. Gli sforzi delle Istituzioni e di quanti operano per la loro tutela, devono essere indirizzati a stroncare una piaga che sembra non avere più fine. Questa battaglia culturale può essere vinta solo se si parte da una campagna di prevenzione che muova i primi passi nelle scuole per formare uomini del domani e rafforzare quei valori annullati dalla violenza e cattiveria del momento. Bisogna sostenere le donne che trovano il coraggio di denunciare e saperle ascoltare. E qui entra in gioco l’importanza dei centri antiviolenza e di quelle associazioni, come il Patronato Enas che anche oggi insieme alla Federazione Trasporto Aereo dell’Ugl è presente a Fiumicino con un gazebo informatico presso il quale ho ritenuto di portare il mio sostegno. Purtroppo oggi l’assenza di risorse sta mettendo a rischio l’attività, in particolare dei centri antiviolenza, che rappresentano invece un punto di riferimento concreto per le troppe donne in difficoltà. Un ruolo decisivo dovrebbe averlo anche la giustizia: il quadro normativo italiano, benché all’avanguardia, dovrebbe accelerare i tempi del processo e agire nei confronti di chi compie femminicidi introducendo anche l’aggravante per l’omicidio di genere. Proprio in difesa di tutti questi valori, sostengo con forza la campagna del patronato Enas- Ugl ‘Causa del decesso lasciata sola’ che riprenderà sabato 6 agosto in 100 piazze italiane. Serve una nuova stagione di impegno e strumenti adeguati per prevenire, sostenere e non lasciare #maipiusola la donna.”