Renzi avvii avvicendamento ai vertici Inps

Renzi avvii avvicendamento ai vertici Inps

“Non per cassa ma per notorietà” dovrebbe essere intitolata l’invasione di Boeri sulle pensioni, motivata in funzione di una “equità” che si vorrebbe raggiungere a spese degli attuali pensionati. Sembra infatti destinata ad accrescere soltanto l’ego del Presidente dell’Inps la proposta di penalizzare le pensioni retributive – che già contengono dei coefficienti di rivalutazione penalizzanti – per trovare le risorse da destinare all’introduzione di quel “reddito minimo” che sconfina platealmente dai compiti dell’Istituto che dirige e dal mandato che gli è stato assegnato.
Boeri – che ancora non ha capito quanti sono gli esodati e quali sono i problemi dei “quota96″ – ha presentato il suo lavoro sotto forma di disegno di legge, con tanto di articoli e motivazioni, passando sopra alle prerogative del Governo e del Parlamento e proseguendo nella sua frenetica attività di demonizzazione dei pensionati. Sono convinta che questa ennesima provocazione del Presidente dell’Inps debba spingere il Governo Renzi a seguire il consiglio di Forza Italia di avviare un immediato avvicendamento ai vertici del più importante Istituto previdenziale del Paese.

Renzi dia risposte a chi privo di reddito da troppo tempo

Renzi dia risposte a chi privo di reddito da troppo tempo

“In parlamento esistono diverse proposte di riforma sulle pensioni da parte di tutti i gruppi politici e sulle quali c’è già un’intesa ed un percorso condiviso. Boeri continua a confondere il suo ruolo che é quello di far funzionare l’istituto di cui è presidente. Si dovrebbe occupare, ad esempio, di diminuire i tempi di attesa di quei lavoratori che per percepire la cassa integrazione aspettano anche 8 mesi o un anno, oppure chiarire definitivamente il numero dei cosiddetti esodati ancora non definito. Abbiamo chiesto più volte in commissione di chiudere con alcune questioni che ancora si trascinano, come opzione donna, quota96 e esodati. Attualmente tra promesse e rinvii, non siamo ancora nelle condizioni di mettere in campo una riforma in grado di sanare definitivamente questi problemi. Mi pare, quindi, che non serve un’ulteriore proposta del presidente dell’Inps. La questione della flessibilità, che sanerebbe queste situazioni viene ancora una volta rinviata, ancora una volta il presidente del consiglio non intende dare una risposta esaustiva a tutti coloro che vivono oramai da troppo tempo privi di reddito.”

Sul fenomeno del caporalato audire anche il Ministro Alfano

Sul fenomeno del caporalato audire anche il Ministro Alfano

“Sul fenomeno del caporalato dopo aver audito il Ministro Martina e il Ministro Poletti é quanto mai necessario audire anche il Ministro Alfano anche perché il fenomeno vede la partecipazione di un numero importante di immigrati irregolari. Inoltre, é urgentissimo introdurre nel codice penale una tipologia di reato che colpisca i caporali. Ho avuto modo di verificare questa estate in Puglia che la rete istituzionale, come anche le associazioni di volontariato sul territorio, sono pienamente a conoscenza della realtà in cui si consuma questo fenomeno che anche la scorsa estate ha visto troppi morti. Le soluzioni esistono e noi abbiamo il dovere di renderle praticabili. Suggerirei anche al presidente della commissione lavoro Damiano di audire le aziende sane di quelle zone perché da chi combatte quotidianamente questa piaga, che introduce anche forti elementi di concorrenza sleale, potrebbero arrivare indicazioni molto più utili. La situazione è grave, ma uno Stato come il nostro può e deve far fronte ad un problema che deve essere assolutamente sradicato.”

Serve Legge di stabilità con priorità chiare

Serve Legge di stabilità con priorità chiare

“Serve un legge di stabilità con priorità chiare – a partire dal Mezzogiorno – piuttosto che una manovra che, così com’è confezionata, galleggia sulle mille emergenze del Paese. I dubbi disseminati dalla Corte dei Conti sulle coperture di bilancio e le consuete sibilline affermazioni della Banca d’Italia sull’uso del contante che strizzano l’occhio al business delle carte di credito senza una analisi seria sui costi della moneta elettronica che le banche, indisturbate, applicano ai consumatori, non aiutano il Parlamento e neppure il Governo di Matteo Renzi a intraprendere l’unica via d’uscita dalla crisi, il rilancio degli investimenti pubblici, che pure Draghi ha indicato con grande lucidità e determinazione.”

Boeri farebbe meglio a dimettersi

Boeri farebbe meglio a dimettersi

Non ha mosso un dito, questa estate, per contrastare il dramma del caporalato e non è riuscito ancora a dare un numero certo sulla vergognosa situazione dei cosiddetti esodati, ma Tito Boeri, da un anno disgraziatamente alla guida dell’Inps, continua ad occupare i quotidiani con le sue bislacche, pericolose e qualunquiste proposte sulla previdenza come se fosse alla guida del Governo invece che alle prese con un Istituto che deve garantire la pensione alle lavoratrici ed ai lavoratori italiani.
Da quando si è insediato alla Presidenza del più importante istituto previdenziale l’ex bocconiano Boeri ha provato con tutti i mezzi – ed in particolare con l’operazione “porte aperte” – ad individuare presunti colpevoli del disavanzo del bilancio dell’Inps, addossando le colpe prima agli autoferrotranvieri, poi ai ferrovieri, dopo agli agricoltori e infine a quei pensionati che, per sopravvivere con la magra pensione che percepiscono, sono costretti ad emigrare: mai che abbia provato a fare semplicemente il suo dovere di manager concentrandosi sulle spese e sull’organizzazione dell’Istituto. Adesso prova ad usare i vitalizi come cavallo di Troia per smantellare il sistema retributivo e, dunque, i diritti di quei lavoratori che con i propri contributi si sono costruiti una pensione: un trucco per fare cassa da parte di chi, non sapendo fare il proprio mestiere, farebbe meglio a dimettersi.