La valorizzazione della ricerca e dell’innovazione rappresentano da sempre una priorità per Renata Polverini. E particolare attenzione a questi temi è infatti dedicata nel quotidiano lavoro del presidente. Un’ulteriore occasione nella quale questo serio impegno è emerso si è avuta con l’incontro del presidente Polverini con Rita Levi Montalcini, celebre premio Nobel che incarna il successo della ricerca nel nostro Paese. Renata Polverini ha quindi manifestato la precisa volontà di voler dar al sostegno da parte della Regione alla importante attività di ricerca portata avanti, anche nel Lazio, dalla insigne scienziata attraverso l’Istituto Ebri, una struttura fortemente voluta dalla professoressa Montalcini e che rappresenta una delle punte di eccellenza del nostro territorio.
Nel corso dell’incontro la celebre scienziata ha sottolineato l’alta qualità della ricerca scientifica svolta da un gruppo eccellente di ricercatori dell’Ebri nel campo delle malattie neurodegenerative. E ha infine espresso il suo gradimento per il programma che il presidente Polverini ha indicato a grandi linee.
On 14 giugno 2010,
in Sanità,
by redazione


















Renata Polverini e Rita Levi Montalcini, due donne che sottolineano il “ruolo storico positivo della rivoluzione ‘rosa’”, sempre più forte nel mondo del sindacato, della politica e della ricerca scientifica. Spero che questo incontro abbia dato inizio ad un nuovo e vigoroso sodalizio tra politica e sviluppo. In questo momento di crisi c’é bisogno di investire nella ricerca, impedendo alle giovani menti di espatriare.
C’è sempre un’alternativa migliore e sono sicura che il nostro Presidente saprà trovarla e rilanciare la Regione Lazio alle vette dell’Italia e dell’Europa.
Un paese non può crescere se non si investe nella ricerca. Questo incontro ha per me un grande valore. Renata sei e sarai un presidente illuminato perché sostenendo la ricerca, sosterrai lo sviluppo della nostra regione e garantirai un futuro migliore a noi cittadini.
Un grazie di cuore per il tuo impegno in questo settore.
I tagli alla ricerca nel passato hanno determinato gravi conseguenze.
Il Cnr infatti fu estromesso da importanti progetti internazionali per mancanza di fondi. E’ fondamentale dare alla ricerca la dovuta importanza, l’uscita di alcuni progetti in campo genetico,ad esempio, comporta il taglio dagli sviluppi dell’innovazione terapeutica e dell’intera struttura della diagnostica. Sono gap che ci mettono anni ad essere colmati per stare al passo con gli altri Paesi.
Complimenti al nostro Presidente che ne sta mettendo in luce il valore!
Buon lavoro
Il premio Nobel ha spesso detto “Credete nei valori della scienza, siate positivi e costruttivi: un vero scienziato cambia il mondo in meglio e di questo abbiamo uno straordinario bisogno”. Il sostegno che il Presidente Polverini ha promesso di dare all’Istituto Ebri mi sembra vada proprio nella direzione delle parole della Montalcini. Queste parole mi hanno ridato il sorriso. Grazie
Desidererei sottolineare l’importanza della coordinazione della ricerca a livello Europeo e l’istituto Ebri in questo senso è davvero un centro di eccellenza non solo territoriale ma anche internazionale. La ricerca nell’ambito delle neuroscienze infatti,necessita un coordinamento con gli Istituti esteri al fine di proporre innovazioni per malattie rare dal difficile trattamento, tra cui, nello specifico , quelle degenerative del sistema nervoso centrale.
Unire le forze è il miglior modo per procedere. Spero che il Lazio sarà presente nei prossimi progetti a pieno titolo.
cara Renata
Senza la ricerca, il Paese si ferma, anzi regredisce. La ricerca deve essere ai primi posti degli impegni da prendere da parte degli esponenti che ricoprono, come nel tuo caso, una importante carica istituzionali.
Tuttele persone con un minimo di buon senso debbono favorire tutto ciò che richiede la ricerca. Ne va del nostro futuro, dei nostri figli, della salute di tutti noi.
Di fronte a queste esigenze, non esiste differenza di classe sociale, di indirizzo politico o qualsiasi altra motivazione. Nessuno si può tirare indietro o vivere sui sacrifici del prossimo, pensando di salvaguardare le proprie casse.
Chi non fa ricerca, fa Karakiri; e lo Stato (che poi siamo tutti noi) si deve impegnare di più nel destinare una percentuale maggiore in tal senso; noi in questo dobbiamo sollecitarlo.
Brava Renata, continui a percorrere ‘la retta via’ e noi non siamo ciechi.
un saluto a tutti da brunosaetta, per gli amici (e quindi anche per Renata) Bruno
In Italia manca la consapevolezza che la ricerca é il motore dello sviluppo economico, culturale e sociale di un paese. Troppo spesso sentiamo che i tagli sono effettuati a discapito dell’istruzione, della ricerca scientifica e degli istituti di cultura. Così ci impoveriamo e finiamo per diventare l’ultima ruota del carro, se non peggio.
Mi auguro vivamente che la Polverini insista sulla ricerca a sostegno di tutti gli istituti che lavorano duramente e con pochi fondi. Siamo un paese ricco di menti brillanti, non capisco perché dobbiamo seguire altri paesi invece di essere seguiti.
Vorei fare i miei complimenti a queste due donne. L’istituto Ebri, fondato dalla Montalcini, è molto importante per il nostro territorio. La ricerca della quale si occupa, è molto utile al fine di capire non solo le funzionalità del cervello, ma soprattutto ci fornirà dei dati importanti in caso di cambiamento dovuto a malattie neurodegenerative.
Purtroppo, oggi, viene dato poco spazio alla ricerca..Ed è importante che tutti seguano l’esempio della Polverini, affinchè non si arresti questo continuo processo di sviluppo.
Non capisco perchè le persone si ostinano a pensa che tagliando i fondi per la ricerca ci guadagnamo qualcosa.
Se siamo riusciti ad avere risultati importanti è proprio grazie a questa. Conosco molte persone che fanno i ricercatori e come ha detto Silvia devono andare via dall’Italia!!E non è possibile!
Vanno invece incoraggiati, stimolati nel loro lavoro. Mi complimenti con Lei Polverini che almeno non sottovaluta questo campo.
Gianfranco
è purtroppo nota a chi opera nel campo la cronica scarsità di fondi che costringe molti ricercatori a emigrare all’estero.E necessario che si comprenda l’ importanza, che questo settore riveste per la nostra vita e per il futuro del pianeta. Il progresso è strettamente legato alle risorse che vi vengono investite: sapere che la Regione si sta muovendo in questo senso è motivo di grande orgoglio e soprattutto di speranza per tutti coloro che operano in questo campo.
Continui così Renata! La Montalcini ha bisogno che tutti capiscano l’importanza della ricerca scientifica. L’istituto che ha fondato è un esempio del valore di questa!
Rispetto agli altri Paesi noi stiamo veramente indietro!!Perchè???Proprio per i fondi..e i nostri migliori ricercatori se ne vanno all’estero attirati dalle offerte che vengono proposte a loro dalle altre nazioni!Non possiamo rinunciare alla ricerca..E’ proprio la creatività che porta al progresso e allo sviluppo.
Rena’! sicuramente non lo sai: al Sant’Andrea adesso funziona così:
1°-prendi l’appuntamento x la visita specialistica al telefono CUP (e questo è di ordinaria amministrazione)
2°- Quando arrivi là, un operatore consegna un modulo, estratto da na’ macchinetta, che conferma l’ora della visita e ti dà l’ora per passare allo sportello-cassa (non c’è più il pagamento ticket anticipato).
3° Fai conto: la visita è per le 11? Il pagamento è per le 14!
Dopo che t’hanno visitato devi aspetta’ tre o più ore per pagare!
Il popolo oramai è suddito: all’ufficio reclami eravamo solo in due, gli altri si consentivano soltanto il mugugno:-DDD Non dico altro!
Ti riferisco solo ciò che ho detto a una impiegata che mi si è dimostrata contrariata perchè ho fatto il reclamo: “Cara signora, non creda che le donnette che non osano reclamare siano delle imbelli. Sono quelle che vi danneggeranno di più invece, perchè la smetteranno di rivolgersi al Sant’Andrea e voi, dipendenti, verrete conteggiate in eccesso”.
la ricerca è l’unica cosa che ci dà veramente speranza. Lottiamo per una presa in carico globale della disabilità “autismo” agganciata alla ricerca, GRAZIE
Ok, la ricerca è molto importante , ma non vorrei che sia in quanche modo una scusa per avere in univbertsita’ uma massa enorme di “ricercatori” che non ricerca assolutaente nulla, nel senso che è diventata una “categoria” …
Penso che la vera ricerca dovrebbero farla, come avviene negli syati uniti, i privati ed a spese loro, nel sneso che la ricerca comporta dei risultati che devono poi essere applicati al mercato : dunque non vedo perche la comunità dovrebbe finanziare interamente , ad esempio, la icerca su un farmaco che poi viene sfruttato commercialmentedall’industria…. Stesso discorso in altri settori come ad esempio il settore auto ; La Fiat vuole che la ricerca sia pagata dallo stato (quindi dalla comunità, da noi tutti…) ma poi i risultati li sfrutta interamente lei… Insomma quando si parla di ricerca bisogna fare alcuni distinguo , anche per far apire bene a tuti di cosa stiamo parlando.
Un’altra cosa invece che personqalmente promuoverei, e vorrei consigliarlo a chi gestisce questo sto : maggiore attenzione alle “malattie rare” . Non tutti sanno che sono circa 5000 ( da qualche unita’ fino a migliaia per categoria) Costoro con riferimento alla loro “malattia rara” non possono avere la assistenza sanitaria in quanto la loro malattia “e’ rara” e quindi non riconosciuta. Insomma oltre alla beffa della vita…anche il danno delle istituzioni. Proporrei due cose : la verifica di come aiutare dal punto di vista burocratico chi è affetto da tali malattie e, importantissimo, realizzare un suto di collegamento in tutto il modo, in modo da mettere in contatto tutte le persone che hanno unja “malattia rara” ed eventalmente stimolare sia lo scambio di informazioni, sia la vera “ricerca” da parte di qualche ricercatore interessato… OIvviamente il sito dovrebbe essere gestito dal ministero o, anche, ad esempiomdalla regione attraverso le sue istituzioni o il portale sanita’. Sarebbe una operazione veramente bellissima e di grandisssimo interesse …. Tutti le malattie rare montorate con u responsabile scientifico che collega i varo casi. Bene scusate per le tante cose dette