Dopo la salute e la famiglia, la terza priorità che ho voluto inserire nel programma è la ‘rete della fragilità’ e per l’occasione ho scelto il centro diurno di assistenza disabili di Bracciano per illustrarne le linee guida. L’obiettivo che mi sono posta è sconfiggere non solo la malasanità ma anche la mala assistenza, per questo innanzitutto istituiremo una banca dati sulle fragilità per conoscere quali sono le fasce deboli sul nostro territorio. Vogliamo attivare un vero e proprio sistema di servizi diffuso in tutta la Regione per assicurare una risposta concreta ai bisogni degli individui e delle famiglie, con prestazioni di qualità e interventi appropriati ed efficaci. Introdurremo, ad esempio, un assegno che incentivi chi vuole prendersi cura dei disabili e degli anziani non autosufficienti a domicilio. Sono tante, infatti, le famiglie che si trovano sole di fronte a questo problema. Ma il nostro programma dà risposte a tutti gli individui fragili, dai minori a rischio agli anziani, con iniziative di formazione permanente; giardini e orti sociali affidati alla cura di persone anziane in difficoltà economiche in cambio di una integrativa alla pensione; oppure il ‘nonno vigile’ in prossimità delle scuole o di parchi e giardini pubblici.
È altrettanto importante raccordare gli interventi di carattere socio-assistenziale con quelli per la casa, con le politiche della sicurezza, per l’integrazione degli immigrati, con quelle della formazione e del lavoro. Da qui la necessità di costruire una vera e propria rete socio-sanitaria, che veda impegnati insieme i Comuni e le Aziende sanitarie in percorsi e regole condivise.