Nella sanità laziale opererò una vera e propria rivoluzione, che assicuri la centralità della persona, l’eliminazione degli sprechi e non dei servizi, ma soprattutto l’integrazione tra pubblico e privato. Questo è quanto ho ribadito durante la mia visita all’ospedale Nuovo Regina Margherita, occasione per illustrare il mio programma sulla salute dei cittadini: venti azioni di governo sulle sessanta totali.
Ho avuto modo di spiegare quali sono le mie intenzioni: istituire l’infermiere di famiglia e l’anagrafe delle fragilità, così da potenziare l’assistenza domiciliare, abbattere le liste d’attesa e introdurre la Carta sanitaria personale elettronica. Nel mio programma inoltre è prevista la riduzione del numero delle Asl da 12 a 6 nell’arco della legislatura, l’integrazione nella rete dei servizi dei medici di medicina generale, con un nuovo approccio multidisciplinare dei nuovi ospedali. Particolare attenzione sarà riservata anche alla prevenzione, con l’istituzione di un apposito dipartimento, e al patrimonio storico rappresentato dai piccoli ospedali per le comunità locali.
Infine, voglio portare la Sanità laziale al pareggio in tre anni e da quel momento le addizionali Irap ed Irpef scenderanno. Così c’è scritto nel mio programma ed è quanto ho intenzione di fare.