Il tema della sicurezza va affrontato in una prospettiva ampia, che non è quella di alimentare la paura, ma di affrontare concretamente i problemi per tutelare il diritto ad una vita serena. La regione deve fare da garante del buon vivere civile: le regole vanno rispettate ma valgono per tutti.
Questo significa mettere in campo tutti gli strumenti pubblici a disposizione. La sicurezza, infatti, riguarda anche la tutela del territorio, il recupero delle aree degradate delle zone periferiche, il sostegno delle esperienze di aggregazione promosse da realtà associative e del privato sociale o avviate dal sistema pubblico, l’attuazione di politiche di prevenzione, l’avvio di servizi educativi territoriali per avvicinare le realtà a più difficile integrazione. Particolare importanza naturalmente rivestono le politiche di vigilanza e governo del territorio e di intervento immediato e puntuale contro tutte le situazioni di criminalità.
Promuoveremo tavoli di valutazione e di confronto con gli enti locali in merito alle politiche messe in campo per la sicurezza integrata e alla verifica dello stato di attuazione delle intese e degli accordi stipulati. In questo modo sarà possibile definire gli indirizzi, le linee programmatiche di intervento e le azioni prioritarie in modo condiviso e coordinato.
On 24 febbraio 2010,
in Sicurezza,
by redazione


















Cara Polverini, secondo me per una maggiore sicurezza, bisognerebbe che tutti noi cittadini avessimo la coscienza di aiutare a mantenerla, di ‘lavorare’ per il territorio dove siamo, affinchè possa aumentare il benessere del cittadino. Ci vuole come ha detto lei, collaborazione con gli enti comuni e civiltà da parte di tutti noi che facciamo parte del Lazio. Grazie per l’attenzione.
Tiziano
una buona politica per la sicurezza cammina di pari passo con un’altrettanto buona cultura della legalità. Bisogerebbe incentivare tali dibatiti nelle scuole.
Cosa ne pensa?
io credo che la sicurezza sia uno dei principali temi da tener presente per una candidata, soprattutto per noi donne, dove il pericolo può essere sempre dietro la porta, chi ci governerà dovrà impegrarsi a varci vivere in modo tranquillo. Purtroppo in alcune zone addorittura dopo una certa ora è vietato uscire: non si può continuare così! Polverini, spero che il suo impegno, una volta eletta(ed io lo spero vivamente) sia concreto!
La sicurezza vorremmo viverla ogni giorno: nei quartieri, nelle strade, nelle scuole.
Si tratta di uno stato mentale che ormai il cittadino ha perso, la figura del poliziotto è vista più come quella di un censore che di un aiutante!
Cerchiamo di cambiare lo stato delle cose.
Vai Renata siamo con te!
Bene Renata, questi si che sono impegni concreti! Noi tutti abbiamo il diritto di vivere in una società che ci garantisca una vita serena.
Buona fortuna per il proseguimento della tua campagna elettorale!
Dice che la sicurezza deve riguardare anche zone perieriche…il territorio. Ho due genitori molto anziani, e non ha idea di quanti problemi hanno anche solo nel camminare sui marciappiedi. Io vivo a Torbellamonaca e gli incidenti sono all’ordine de giorno
Facciamo qualcosa!
ce bisogno di coinvolgere gli stranieri. Dobbiamo trovare un modo per accoglierli bene! Non bisogna avere paura di nessuno.
è un dovere di voi politici farci senire al sicuro, non solo per le strade, con gli stranieri, ma anche sicuri per il lavoro.
Quando le persone hanno un lavoro hanno anche una dimensione sociale ed il malessere, oggi troppo diffuso, si affievolisce e quindi si frenano anche episodi di violenza. Cerca di risolvere il problema della disoccupazione nella regione.
Una buona iniziativa del centrodestra fu l’introduzione del poliziotto di quartiere. Purtroppo questa istituzione è praticamente inesistente e inapplicata. Invece sarebbe molto utile avere un “Bobby” (che sia della P.S. o della Municipale poco cambia) che abbia un rapporto quotidiano con i residenti, i negozianti, chi frequenta quel territorio. Ovviamente non è sufficiente avere una sola “ronda” per ciascun quartiere/municipio, ma ogni specifica zona dovrebbe essere presidiata dal suddetto poliziotto di quartiere, eventualmente affiancato da cittadini volontari (disarmati)
affettuosi saluti per la presidenza alla regione da parte di Enrico Perugini per De Ritis alla Regione Lazio. municipio V. Via tiburtina
devo dire che alcune zone periferiche so davvero degradate, sporche, male illuminate. Insoma fanono paura. La sicurezza deve patire dalla rivalutazione del territorio, aumentare zone verdi e luoghi d’incontro-confronto con i giovani.
Grazie
Sono mamma di due ragazzi, viviamo nella periferia di Roma e devo dire che noto un totale abbandono dei ragazzi a loro stessi. Non c’é nulla per i giovani, perché non si attivano delle attività pomeridiane nelle scule per levarli dalla stada e dalla noia. Io non mi sento tranquilla e vorrei sentire una magiore presenza delle istituzioni.
Conto su di te!!!
ce vorebe più giustizia!!! bisgna protegere i deboli. Giustizia, sicrezza e onesta.
so d’accorod con la sua idea signora Polverini. ci sono troppe cose che non vanno. anche la sera ci so alcune zone dove non puoi uscire perchè sennò non stai tranquillo e non si può vivere così!Buon lavoro.
Ricordiamoci sempre del problema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Cara Renata ancora trppe morti bianche, dobbiamo assolutamente fare qualcosa. Spero che a livello regionale almeno verranno intesificati i controlli per garantire più sicurezza ai lavoratori.
Credo che è molto meglio attivare le associazioni ed in generale i centri di volontariato, per creare momenti di condivisione che permettano di ridurre la violenza nelle città, piuttosto che incentivare o sostenere le ronde di quartiere. Le ronde possono creare scontri e ciò non serve!!! Meglio sostenere le realtà associative.
Sono stanca di aver paura ad andar in giro per Roma dopo le 21.00 perchè non mi sento abbatanza sicura. Questo perchè le istituzioni non tutelano la mia sicurezza, la nostra sicurezza! Polverini spero che lei si impegni una volta eletta, ed abbia il pugno duro con chi non rispetta le leggi la libertà altrui.
Si parla tanto di sicurezza ma non si fa mai nulla di concreto per rendere la nostra città e la nostra regione abbastanza sicure!
rendiamo la nostra regione un posto sicuro per i nostri figli. Renata parli di futuro, ma senza sicurezza e legalità non c’è futuro. bisogna ricostruire tutta una rete di solidarietà che si é andata persa. Facciamo si che almeno questa crisi ci faccia uscire più solidali ed uniti.
la sua forte attenzione per la sanità è già garanzia di sicurezza, perché sapere di poter contare su una persona che mira alle priorità, ossia garantire ai cittadini un servizio sanitario efficiente, ci fa sentire più sicuri.
Certo la prova dei fatti é fondamentale, ma spero che avrà il tempo di dimostrare la sua determinazione.
la sanità non deve vagillre va presa in considerazione .ed anche la sicurezza dei cittadino (piccolo a grande maschio o femmina) quando sta nella sua amata patria va tutelato dai servizi polizia.carabinieri,sanitari,e de tutti i vostri servizi Statali e Privati perchè noi cittadini siamo partecipi sempre per lo Stato (Italiano,Europeo)
saluto a tutti voi
Siamo gli appartenenti al Commissariato di P.S. di Torpignattara di Roma e a proposito di sicurezza, ti sottoponiamo questa lettera di sfogo scritta da tutti noi a proposito della nostra chiusura…..prevista sembra….per risparmiare!!!
se puoi facci sapere cosa ne pensi….grazie
CHE DIRE……??!
Trasmissioni televisive, di tenore politico o più semplicemente di carattere sociale, molto spesso ci hanno fatto sentire importanti per la collettività. Altrettanto spesso e soprattutto in periodi di campagna elettorale abbiamo creduto che il nostro operato fosse debitamente riconosciuto e che si volesse effettivamente cercare di ottimizzare il lavoro delicato che nel corso degli anni abbiamo imparato a svolgere. Ci abbiamo creduto e per offrire un servizio migliore abbiamo sacrificato anche le nostre famiglie svolgendo doppi turni, effettuando lavoro straordinario non retribuito, utilizzando i nostri mezzi personali, qualunque cosa ci facesse sentire più vicini alle esigenze dei cittadini che nel tempo hanno imparato ad apprezzarci, a credere in noi e nella nostra professionalità.
Poi, pochi giorni addietro ci siamo purtroppo dovuti ricredere. Senza tenere in alcuna considerazione il nostro parere si è deciso che “ottimizzare” vuol dire togliere dal territorio uno dei punti di riferimento più importanti per il cittadino, adducendo motivazioni inconsistenti si parla di miglioramento. Inutile, a questo punto, ricordare a chi di dovere le promesse fatte anche solo pochi mesi prima.
È stata dura leggere che l’accorpamento era stato preso in considerazione in quanto il nostro Commissariato da alcune fonti ( molto poco informate) era ritenuto non operativo, omettendo dati che invece ci distinguono e che ci pongono al di sopra della media. Non solo, si è omesso di parlare della struttura ristrutturata sulla quale non grava alcun provvedimento di sfratto (in atto invece per il Commissariato “Porta Maggiore”) e alla posizione che lo stabile occupa essendo situato su una delle principali arterie cittadine e quindi facilmente visibile e cosa più importante raggiungibile proprio dal cittadino che è nostro compito tutelare.
Quindi ci troviamo costretti a fare i conti con una realtà molto diversa e ci chiediamo chi fisicamente continuerà il nostro lavoro accanto ai cittadini di questo popoloso quartiere della periferia romana dove, nel corso degli anni, si sono insediate comunità multi-etniche con i problemi di integrazione che ciò comporta, non ultimo il campo nomadi sito in V. dei Gordiani che dopo la chiusura del campo “Casilina 900” si è incrementato di ulteriori nuclei familiari e sarà un caso ma c’è stato un aumento dei furti e dei danneggiamenti. Nel nostro territorio sono presenti importanti strutture quali l’Ospedale Generale di Zona “Madre G.Vannini” , la sede del 6° Municipio, la Ferrovia TAV, la prossima apertura della Metro C e non ultime 2 grandi oasi verdi, il Parco Villa Gordiani e il parco Villa De Sanctis, dove si svolgono manifestazioni socio-culturali alle quali prendono parte migliaia di cittadini extra-comunitari e durante le quali la nostra discreta ma concreta presenza ha assicurato un tranquillo svolgimento.
Ma soprattutto ci rendiamo conto che i nostri sforzi andranno perduti. Un piccolo manipolo di uomini e donne, poco più di 50, che nonostante l’esiguità di mezzi e di persone ha continuato a fornire gli stessi servizi di Uffici più grandi e a volte anche di più, non dimentichiamo il periodo in cui il personale di questo Commissariato si è trovato a fronteggiare le emergenze, soprattutto notturne, degli Uffici confinanti (Porta Maggiore, Prenestino, ecc.), oppure l’aggravio di lavoro che ha comportato la chiusura del Commissariato “Centocelle”.
È proprio con la chiusura del Commissariato di P.S. “Centocelle” che dovrebbe essere valutato attentamente il fallimento che il progetto ha portato, se pensiamo che il personale di quell’Ufficio è stato incorporato dal Commissariato “Prenestino” e che quest’ultimo con un organico di circa 100 dipendenti non riesce a mantenere attivi i servizi essenziali quali il pattugliamento del territorio, e proprio da qui nasce il nostro scetticismo sul futuro.
Successivamente si è parlato della vicinanza al cittadino con l’istituzione del Poliziotto di Quartiere, senza però incrementare il personale e quindi fallendo miseramente nel termine di poco tempo, ora si discute di accorpamento degli Uffici giocando al rimpasto con gli stessi uomini e distruggendo i solidi equilibri faticosamente costruiti con la comunità.
Non dimentichiamo, infine, che Roma è una città che chiede costantemente l’impiego di uomini delle FF.OO. per quelle esigenze di Ordine Pubblico che il cittadino ascolta abitualmente nei vari TG e noi nel nostro piccolo non ci siamo mai tenuti fuori né all’interno della nostra zona di competenza, nel qual caso basandoci sulle nostre forze né in zone del centro qualora fosse stata fatta richiesta di personale.-
Oggi la nostra professionalità e disponibilità anziché essere premiata è stata ignorata e ci accorgiamo di essere soli, poiché nessuno dei tanti Sindacati che dichiarano di rappresentarci ci rappresenta davvero, forse perché non siamo abbastanza sindacalizzati? Ciò che ci conforta in questi giorni durante i quali ci chiediamo che cosa sarà di noi è la vicinanza del Quartiere che ci si stringe attorno e riconosce il merito del nostro operato, che ci chiede di non lasciarli soli negandogli la sicurezza che è nel loro diritto avere. Un Quartiere che, anche grazie alla nostra presenza, ha impiegato anni per uscire da una nomea storica e che ora rischia di cadere di nuovo nell’indifferenza e nella morsa della criminalità.
Non pensiamo che saremo altrettanto ottimisti in futuro quando nuove promesse verranno fatte solo per ottenere credito elettorale e come noi la parte buona di questo Quartiere che vivrà il disagio della nostra assenza, gli unici ad essere entusiasti saranno indubbiamente i delinquenti che avranno vita facile e che in questo lembo di terra di nessuno potranno agire indisturbati.
Consentiteci questo piccolo sfogo nel vedere andare in frantumi il lavoro di tanti anni di sacrificio.
I POLIZIOTTI DEL COMMISSARIATO TORPIGNATTARA
il mio è un comune di oltre 36.000 abitanti e l’organico del ns Corpo di P.L. è di n. 20 unità scarse (n. 2 distaccate) estensione di ha. 13.400 e 400 km. di strade, come si vuole risolvere il problema della sicurezza (nella sua completezza)?
La Polizia Locale nel Lazio è in attesa da 5 anni di un regolamento unitario in modo da rendere finalmente operativa la L.R. n. 1/2005 (Norme in materia di polizia locale). Certi che il futuro presidente della Regione avrà cura di questo aspetto della SICUREZZA, noi tutti, operatori di polizia locale del Lazio, siamo pronti a dare il nostro contributo per aumentare la tranquillità e la serenità dei cittadini. Buon lavoro PRESIDENTE!!!
complimenti Renata,
spero davvero Tu faccia quanto promesso.
Fiano Romano ha bisogno di una attenzione particolare riguardo la sicurezza. mi sono esposta più di una volta segnalando furti, accoltellamenti etc,(abito nel centro storico…detto il “BRONX”). i carabinieri cercano di dissuadere i cittadini onesti dicendoci che tanto “non serve a niente” sicuramente è vero ma vivere in queste condizioni è estremamente difficile. molti hanno creduto in Te! aspettiamo una risposta concreta! non esiste controllo nonostante le segnalazioni. vessazioni soprusi furti etc. oramai all’ordine del giorno.
Ti auguriamo buon lavoro sperando finalmente di rientrare fra I “DOVERI” di un vero governatore della regione Lazio
P.s.
all’ultima segnalazione fatta mi hanno bloccato la serratura con del silicone, stessa sorte è toccata alla mia vicina (anziana vedova.)..vigliacchi protetti!
Volevo informare tutti che ho sviluppato un progetto per la sicurezza delle donne del quale trovate informazioni sul sito vivere sicuri.org. E’ nella sua fase iniziale ma ha già riscosso molto successo e vogliamo fare partire la sperimentazione di uno straordinario strumento Petra, un dispositivo di ultimissima generazione per la sicurezza personale. Contatterò prestissimo l’Assessore alla sicurezza .