In questa campagna elettorale che diventa ogni giorno più entusiasmante per gli incontri di varia umanità che ho l’occasione di fare, negli ultimi giorni ho visitato due diversi Centri anziani: uno di Acilia, l’altro di Boccea dove ho trovato una vitalità e un entusiasmo straordinariamente contagiosi.
Ho ascoltato i loro progetti, la loro voglia di continuare a impegnarsi: giovani settantenni, donne e uomini sempre pronti a mettersi in gioco per una buona causa. Sono tante le persone anziane che si danno da fare nelle associazioni di volontariato, ancora pieni di interessi culturali, che puntellano i figli e le loro famiglie, che non si arrendono (stoicamente) ai reumatismi.
Trasudano senso civico, volontà di cambiare in meglio le cose, passione civile. E possono aiutarci a salvare questo mondo in bancarotta dando un sostegno prezioso ai giovani che hanno montagne da scalare, lavori da cercare, idealità da costruire. Dall’ impegno degli over 65 può venire quel riscatto morale che è la prima condizione per uscire dal pantano della sfiducia e della crisi.
On 18 febbraio 2010,
in Diario,
by redazione


















Brava Renata,
gli anziani non rappresentano solo un archivio di conoscenze, ma anche un fondamentale punto di riferimento/confronto, dove noi giovani possiamo ricevere consigli e sostegni. Bisogna puntare sull’energia degli over 65, che magari con più tempo libero possono davvero sostenerci nella vita di tutti i giorni.
Ovviamente dobbiamo puntare ad uno scambio, quindi spetterà anche alla nuova classe dirigente prevedere politiche di assistenza per quei giovani anziani che non riescono facilmente a riprendersi dai reumatismi.
Grazie
Cara (spero) futura presidente,
sono le famiglie a vivere spesso la maggioranza delle difficoltà incontrate dagli anziani. Lo stato deve offrire aiuto e collaborazione.
Una società moderna deve affrontare seriamente il problema dell’invecchiamento,
con proposte che non siano limitative, anzi di integrazione, e non parliamo qui di perbenismo quanto piuttosto di una effettiva presa di coscienza del problema “solitudine”.
La dignità nella vita è nella speranza. Diamo quindi ai nostri nonni la speranza di un domani di coesione non solo all’interno del sistema familiare.
La voteremo sicuramente.
Cordialità.
Attilio
Conosco molte pesone anziane, che nonostante la loro età, sembrano sempre giovani. Mia zia, 70 anni, lavorava presso le scuole durante gli orari di entrata e di uscita, per fare attraversare i bambini..ma ce ne sono tanti altri, che giorno dopo giorno sono da esempio per tutti noi giovani..Dobbiamo partire, come dice lei Sig.ra Polverini, proprio da loro, affinchè tutte le generazioni seguenti possano avere un futuro migliore!!Grazie e buon lavoro,
Laura
Grande Renata,
finalmente una persona che sottolinea l’importanza della funzione sociale dei “giovani anziani”. Non solo all’interno delle famiglie, ma della società a tutto tondo, gli anziani devono AIUTARE I GIOVANI. Purtroppo come giovane posso dire che spesso trovo gli anziani pensionati avviliti dalla nullafacenza, come spaventati dal vuoto che li circonda non avendo più una funzione socialmente riconosciuta. Facciamo loro vedere quante cose esistono aldilà del lavoro. Riattiviamo la rete di solidarietà tanto presente nelle tue parole. Rimettiamo in campo la loro preziosa esperienza di vita.
Per la crescita di tutti i cittadini, della nostra regione, bisogna appoggiare l’attività di tutti gli anziani, che hanno ancora energia e consigli da dare..Sono con lei, Sig.ra Renata.
Angela
Renata fai bene. Gli anziani rappresentano una fetta sempre più ampia della nostra società. Ricordo l “accordo di solidarietà tra generazioni” previste in uno degli emendamenti alla Finanziaria proposti dal governo nel 2006. I lavoratori più anziani potevano ridurre il proprio orario, su base volontaria, per favorire l’ assunzione, per la quota di orario mancante, di giovani al di sotto dei 25-29 anni. Mi sembra ancora una buona idea anche perché mette in contatto generazioni diverse. Tu cosa ne pensi?
Sign.ra Polverini, ad essere sincera, sta facendo davvero un buon lavoro. Mi è sempre sembrata una persona capace, e le sue iniziative lo stanno dimostrando. Anche le parole spese a favore degli anziani, mi sono piaciute molto. Credo, anch’io, che proprio loro rappresentano l’immagine dalla quale ognuno deve far riferimento. Grazie, e buona campagna elettorale.
Lo sviluppo della regione dipende anche da loro..Gli anziani rappresentano quella marcia in più per crescere con maggiore responsabilità!Buon lavoro, Sig.ra Renata
Brava Renata, è giusto trattare gli anziani non come carne da macello, ma come persone ancora in grado di dare il loro contributo alla comunità.
Continui così la sua campagna elettorale, credo abbia preso la strada che la porterà alla vittoria!
Agli anziani deve essere affidato il compito di guidare i giovani attraverso i pericoli,
grazie alla loro esperienza.
Prendiamo ad esempio tutti quelli impegnati nel sociale. Il diritto degli anziani è quello di condurre una vita dignitosa. Dobbiamo andare contro la logica dell’esclusione, difendendo le categorie di tutte le fasce deboli.
Solo così può essere garantita una migliore qualità della vita.
Renata dobbiamo garantire agli anziani una vita dignitosa, dobbiamo anche incoraggiarli a partecipare ad attività di volontariato e sostegno per i giovani. Sono una grande risorsa e non deve essere sprecata!
Grazie
Ho 68 anni è sono in pensione. Anche se la mia età e gli acciacchi non me lo consentono (a volte) ho dentro di me una carica ed una voglia di fare che farei invidia ad un giovene 20enne. Mi do da fare! Aiuto in famiglia ed i miei figli ne sono grati (i nipotini sono pesanti a volte) e questo non mi pesa anzi ne sono felice. Senza contare il volontariato alla CRI di Viterbo. Mi sento vivo come non mai. Comunque spero che il nuovo corso politico che avverrà nella MIA regione Lazio si ricordi e si impegni di dare un contributo a chi come me non è mai domo ed ha ancora voglia di vivere e sognare!