A Cassino la scorsa settimana ho avuto occasione di esprimere la mia posizione a proposito del progetto della realizzazione di un impianto di ceramizzazione di amianto nel comune di Villa Santa Lucia. Comprendo e condivido perfettamente la preoccupazione che tale progetto sta alimentando, visto anche il tasso di inquinamento ambientale che in quella zona è già troppo alto.
Sono vari i motivi per i quali bisogna intervenire e bloccare la realizzazione di questo progetto, e tra questi ve ne sono due fondamentali.
Innanzitutto la localizzazione dell’impianto è incompatibile con la presenza di altri stabilimenti industriali. In particolare va segnalato che nella stessa zona si trovano già le tre centrali “turbogas” che alimentano lo stabilimento Fiat e la cartiera Reno de Medici.
In secondo luogo la procedura intrapresa per la realizzazione dell’impianto non è corretta in quanto la sperimentazione di questa nuova tecnologia è durata appena tre mesi, laddove la legge che disciplina questa materia richiede invece che i test durino almeno due anni.
On 15 febbraio 2010,
in Ambiente, Attività produttive,
by redazione





















Non si può lasciare che questo progetto vada in porto. Si prevede, addirittura, un trattamento fino a 60 mila tonnellate all’anno di lastre d’amianto che arriveranno da tutta l’Italia!!Quindi, Sig.ra Polverini, mi trova perfettamente d’accordo con lei. La nostra preoccupazione è molta, perciò confidiamo nel suo aiuto. La ringrazio.
Luigi
È indecente che un progetto di tali dimensioni (parliamo di 3.500 metri quadrati) possa essere implementato in totale indifferenza con i dettami ambientali. La sua attività comporterebbe sicuramente l’emissione di fibre di amianto (materiale altamente pericoloso per l’uomo e l’ambiente), proprio in un luogo ricco di corsi d’acqua. Questo progetto va bloccato perché nasce da esclusivi interessi economici, che poi son pure miopi dal momento che un’attività economica non compatibile con l’ambiente non ha futuro.
La ringrazio per il Suo intervento
On.re Polverini,
sono parte dei una associazione per la tutela dell’ ambiente e le posso assicurare che di situazioni simili nel Lazio ce ne sono molte.
In particolare si crea il problema delle discariche abusive in cui vengono abbandonati residui di eternit e amianto, e queste situazioni vanno monitorate e tenute sotto controllo non solo dai volontari bensì dagli organi della Regione.
Sono contenta che lei si sia esposta sul tema,
spero sia un passo importante per poter prendere in considerazione tutte le situazioni simili che sono state denunciate, non ultima quella di Ostia Antica.
Cordialità
Grazie Sig.ra Polverini per il suo interesse. Personalmente, non sono d’accordo a questo progetto, anche se ci può essere utile. Non possiamo accettare che la nostra zona sia invasa da queste sostanze velenose. Lo dico per me e per i miei figli ancora piccoli. Grazie del suo appoggio.
Capisco che nessun luogo vorrebbe essere destinato a “zona per rifiuti speciali pericolosi”, inoltre quando si sente la parola amianto vengono i brividi, si pensa solo alla possibilità di contrarre malattie. Se questo stabilimento di ceramizzazione dell’amianto è necessario, allora bisognerebbe informare seriamente e concretamente i cittadini del luogo rispetto ai rischi esistenti di inquinamento. Ce ne sono? Esiste un modo per prevenirli oppure no? Perché se è vero che l’unico modo per smaltire l’amianto è quello di ceramizzarlo, bisogna anche capire quali sono i rischi reali che corrono le persone che vivono vicino questo stabilimento.
Insomma una corretta informazione in questo caso è d’obbligo, qualsiasi sia la decisione finale. Ovviamente io sono contro la costruzione di tale impianto, però sarei anche curiosa di capire come andrebbe risolto il problema dello smaltimento dell’amianto.
Grazie
sono contenta che lei si sia esposta e abbia parlato di quest’argomento molto delicato, il fatto che vogliano fare uno stabilimento del genere con un così poco tempo di sperimentalizzazione è molto grave, bisogna tener conto di quanto il tutto potrebbe essere molto pericolo, sia per l’ambiente che per le persone che vivono, non solo la provincia di frosinone ma tutta la regione.
Spero che lei una volta insediatasi possa bloccare questo progetto.
saluti e buon lavoro.
Anche me sono sorte delle domande sulla realizzazione dello stabilimento. Quali pericoli ci possono essere per coloro che abitano li?volevo sapere anche se ci fossero altre soluzioni per smaltire l’amianto e per evitare, quindi, ogni rischio (qualora ci fosse!).Penso che se questo progetto venisse realizzato, ci sarebbe una forte concentrazione di amianto nella zona, che non gioverebbe alla salute del cittadino e dell’ambiente!! Buon lavoro.
Katiuscia
Uno stabilimento di ceramizzazione di amianto a Frosinone? pure? metttiamoci anche una centrale nucleare così facciamo bingo!!!
Polverini spero che lei non permetta una cosa del genere, soprattutto dopo che la sperimentazione è durata solo tre mesi, è assurdo solo pensare di fare una cosa del genere.
Diciamo “no” allo stabilimento!!!!
Buon lavoro Renata, sono con lei!!!!
Stop a chi inquina! Vale anche per Guidonia?
Sono contenta che ha colto il mio invito a parlare di Ambiente!
Perchè come può immaginare è un tema che fortunatamente sta sempre più a cuore alla gente…
Conosce la situazione ambientale di Guidonia?
Che ci dice, quali sono le sue posizioni riguardo lo scellerato progetto di realizzare a Guidonia un IMPIANTO OBSOLETO e sovradimenzionato, per i rifiuti, che cozza con la sostenibilità della raccolta differenziata PaP.
E la DISCARICA dell’Inviolata? unica discarica al mondo che è diventata un colle appuntito!!! Per garantire alla Regione negli anni da Storace a Marrazzo che il Lazio non facesse la fine della Campania! Be, la discarica è ancora attiva, e con questa scelta scellerata, che condivide anche il suo partito che amministra la città, la si vuole li nel cuore dell’unico potenziale POLMONE della città, IL PARCO ARCHEOLOGICO E NATURALISTICO DELL’INVIOLATA per altri vent’anni!!!! E’ UNA VERGOGNA!
@Serenella – Lo smaltimento dei rifiuti del Lazio nel rispetto dell’ambiente, la raccolta differenziata porta a porta e la realizzazione di impianti eco-sostenibili sono tre priorità della nostra politica. Abbiamo ben presente il problema riguardante la discarica dell’Inviolata, una situazione che richiede da anni l’intervento delle istituzioni e per la quale, una volta al governo della Regione, avvieremo prontamente un tavolo di concertazione coinvolgendo le comunità locali e i cittadini perché riteniamo che soltanto un’amministrazione partecipata sia una buona amministrazione. Il territorio del Lazio, il benessere dei nostri figli e la salute dei cittadini sono beni troppo preziosi che non vanno trascurati un minuto di più.
NO all’impianto sperimentale senza se e senza ma. Le particelle dell’amianto si diffondono in un raggio minimo di 50 Km e restano nell’aria per almeno 30 anni. Se il titolare dell’azienda è partito da Correggio (Reggio Emilia) ed è arrivato a Villa Santa Lucia certamente non lo ha portato la stella cometa, esistono delle responsabilità da parte del sindaco Antonio Iannarelli, il suo silenzio tombale sulla vicenda sino al 22.01.2009 giorno in cui il quotidiano “il messaggero” ha pubblicato la notizia, le conferenze dei servizi svoltesi alla regione Lazio, la disinformazione completa …….. e poi in consiglio comunale alla presenza di oltre 200 persone ha detto “HO SBAGLIATO…….. HO FIRMATO SENZA LEGGERE” troppo semplice non si può svendere la salute dei propri cittadini per sete di potere, non ci servono questi politici anche perchè la politica non la conoscono. Chi ha sbagliato deve pagare. SPERO IN UNA SUA LARGA VITTORIA. Sono con Lei.
tutti ingegneri…… ma qualcuno (inclusa la sig.ra Polverini) sa di che si sta parlando? l’unica che pone domande serie mi sembra Ivana.
le soluzioni che chiede katiuscia sono quelle attuali: portarlo all’estero dove sono + furbi di noi
con questo NON VOGLIO DIRE CHE IO SIA A FAVORE, solo che ogni giorno leggo delle IDIOZIE di portata colossale…. e non va bene far paura alla gente raccontando cose diverse dalla realtà; io con questi problemi ci lavoro e quindi la disinformazione politica non mi colpisce, conosco bene sia il materiale che il processo che si vuole effettuare (che non è una novità…. fate un giro sul sito di Assoamianto e troverete una trattamento simile fatto con una torcia al plasma), ma mi fa rabbia vedere degli articoli in cui si parla di materiale “velenoso”, di “discarica”, creando il panico nelle persone che tecnicamente non hanno le basi per comprendere la questione.
e stop a chi deturpa la città con manifesti affissi irregolarmente!!!
Cosa ne sarà della discarica dell’Inviolata (Guidonia), notoriamente esaurita da anni? Questa discarica, contestata fin dalla sua apertura (inizialmente non autorizzata) nel 1986, è oggi la seconda discarica più grande del Lazio dopo Malagrotta. Un sito che, dacché doveva essere chiuso, è invece oggi oggetto di un nuovo progetto di ampliamento, con un nuovo devastante invaso. La più volte denunciata e sanzionata Srl che gestisce la discarica ha chiesto un ampliamento dell’area e la costruzione di un impianto di trasformazione dei rifiuti in CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti, cioè ecoballe da destinare a termovalorizzatori). Questo ampliamento, denominato progetto CO.LA.RI., su cui è pendente giudizio dinanzi al TAR Lazio perché in contrasto con la realizzazione del parco archeologico (istituito con legge regionale del 20 giugno 1996 n.22), comporterebbe una discarica di servizio per altri 30 anni e fa parte di una tipologia di impianti obsoleti, antieconomici e in controtendenza rispetto alla raccolta differenziata già iniziata nei comuni del circondario.
Nella nostra comunità gravano sospetti sull’incidenza di malattie quali leucemie, tumori alla tiroide e ai polmoni e una certa ricorrenza di patologie respiratorie infantili. È una situazione che non vogliamo tacere perché riguarda troppo da vicino il futuro dei nostri figli. Sulla base del suo programma elettorale per le prossimi elezioni, abbia la compiacenza di risponderci alle seguenti domande:
• Che bisogno c’è di un nuovo impianto che dovrebbe trattare 190 mila tonnellate annue di rifiuti se in tutti i comuni del circondario è partita, e speriamo si sviluppi sempre di più, la raccolta differenziata?
• Perché è stato selezionato un impianto di trattamento meccanico biologico di vecchia tecnologia? Perché non sono stati presi in considerazione impianti più efficienti e moderni, come ad esempio il THOR (Total HOuse-waste Recycling) del CNR (http://it.wikipedia.org/wiki/Thor_(impianto))?
LA NOSTRA COMUNITÀ, IN ANSIA PER IL DESTINO DELLA DISCARICA, CHIEDE DI ESSERE INFORMATA DEI VOSTRI PROGRAMMI ELETTORALI A RIGUARDO.
Caro Raffaele, io aggiungerei:
PERCHE’ ANCORA GUIDONIA? a pagare per tutti?
Non credo che il THOR risolva le problematiche ambientali di Guidonia, visto che resta pur sempre un produttore di CDR da incenerire, e che qualcuno dalle nostre parti non aspetta altro…. vedi BUZZI-Unicem!
LA NOSTRA COMUNITÀ, IN ANSIA PER NON SOLO PER IL DESTINO DELLA DISCARICA!
Mi sembra che Fabio abbia detto cose concrete. Lascio un link al sito del CNR dove ci sono alcune informazioni su amianto e ceramizzazione.
http://www.fi.cnr.it/r&f/n8/abruzzese.htm
Penso che la cosa migliore sia prendere informazioni e cercare di capire; questo dovrebbero fare giornali, sindacati e politici davanti a tutti.
Spiegare per farci capire senza creare panico nella popolazione. Saluti.
Non incrementare la differenziata a porta a porta, in tanti comuni con centri storici si potrebbero collocare contenitori più piccoli nei vari quartieri e a seconda della produzione il comune dovrà organizzare la raccolta; nei quartieri più grandi le varie campane dovrebbero essere utilizzate regolarmente dai cittadini senza l’impiego e la super produzione di buste di plastica come x il porta a porta, bastano due buste resistenti e uniche per l’uso domestico. L’invito/obbligo a tutti i nuclei familiari da parte del comune che dovrà inserire la possibilità di una riduzione delle tasse se la raccolta dif.sarà notevolmente aumentata, a partire dai luoghi pubblici (es. a Empoli anche in stazione ci sono 3 contenitori circolari dove sono inserite buste resistenti x la raccolta di plastica, carta e lattine o vetro, negli uffici più buste x la raccolta della carta, nelle famiglie viene consegnato un contenitore x l’umido). Il porta a porta costa di più e i comuni farebbero presto ad aumentare le tasse ai cittadini.
A proposito di quei delinquenti che causano danni ambientali, a parte il fatto di fargli fare il bagno in quell’ acqua, glie la farei anche bere. L’acqua è un fondamento dei principi di sanità pubblica e mantenere la potabilità è un diritto e dovere di tutti. In cina per aver inquinato il latte alla melamina, sono state eseguite delle condanne a morte.
Tendo a precisare che sono un suo sostenitore ma credo anche un esperto della materia.La sua posizione sull’impianto di inertizzazione del frusinate dovrebbe essere analizzata con la bilancia dei costi benefici e non seguendo la logica di chi non vuole il cassonetto davanti al proprio portone di casa…….Le discariche per amianto ormai in italia sono al collasso, in quanto nel nostro territorio il largo uso di questo materiale per 50 anni e la sua messa al bando con la legge 257 del 92 ha fatto si che gli interventi di bonifica abbiano prodotto ad oggi milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi depositati nel sottosuolo.Il progetto di creare un impianto che trasforma un materiale pericoloso e cancerogeno come l’amianto , in uno riutilizzabile credo sia l’unica soluzione per eliminare definitivamente l’amianto sul territorio nazionale ,e recuperare le discariche ottenendo da un rifiuto un prodotto utile a tanti scopi edili ,senza dover erodere montagne e fiumi creando altre criticità ambientali.Certemente la regione deve seguire attentamente il procedimento e la localizzazione di questi impianti vigilando con organismi pubblici già presenti come il Centro Regionale Amianto sulle condizioni di sicurezza per il territorio e la popolazione.Impianti simili operano da più di 10 anni in tutta europa senza che ci sia mai stato un caso di inquinamento ambientale..e allora chiedo alla mia candidata è meglio un impianto controllato e produttivo o è meglio che ancora oggi con la certezza dei dati sanitari sulle patologie asbesto correlate nella regione lazio vi siano materiali contenenti amianto sotto i nostri nasi perchè i costi di bonifica a causa delle discariche piene sono proibitivi? Per concludere le faccio presente che la Regione Lazio è una delle ultime regioni italiane senza un piano regionale amianto che dal 1992 doveva essere obbligatorio per tutte le regioni.
DECISIONI DI COMPETENZA REGIONALE – Informazione e richiesta di “mettere un freno” allo scempio in corso.
“Cave: sfruttamento eccessivo ad Anguillara. Penalizzato l’ambiente, le potenzialità turistiche e migliaia di cittadini”
“Minata” la qualità della vita nelle zone di Colle Sabazio, La Riccia, Trocchetti, Albuceto, Ponton dell’Elce e nella zona residenziale Andromeda
Tutto è passato sopra la testa dei cittadini che fino alla campagna elettorale non chi erano effettivamente i responsabili, nomi e cognomi e partiti politici di appartenenza. Solo prima delle elezioni la candidata di sinistra Villani, si è degnata di dare alcune informazioni riportate di seguito e chiarire che responsabile “politica” della è la giunta regionale, di sinistra! ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E CHIAREZZA SBANDIERATA DA CHE CHI CI AMMINISTRA PER PROFESSIONE!!”
L’attività estrattiva di basalto nel territorio di Anguillara si sta facendo estremamente intensiva e ciò rischia di determinare conseguenze per la salute per migliaia di cittadini esposti alle polveri. Compromessa anche la stabilità delle abitazioni. Ad ogni esplosione le finestre della case della zona tremano, ogni volta è come un miniterremoto”. Ciò in relazione alla prevista apertura di nuove cave che mina la qualità della vita nelle zone di Colle Sabazio, La Riccia, Trocchetti, Albuceto, Ponton dell’Elce, aree che fanno capo al Comune di Anguillara, oltre che nella zona residenziale Andromeda nel Comune di Roma.
Sono numerose le proteste dei cittadini interessati che, per una cava già esistente, lamentano danni alle case e una elevata esposizione alle polveri. Da verificare se nell’estrazione vengano effettivamente impiegati esplosivi previsti per legge o se vengono invece esplose cariche non convenzionali. I disagi sono già molti e a ciò si aggiunge la recente concessione alla società Generale srl per l’apertura di una nuova cava di 273.774 metri quadri in località Quarticillo (Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 29 del 7/8/2009. Delibera della Giunta Regionale 6 luglio 2009, n. 506). Ma non basta. Sono già in corso, gli iter per l’apertura a breve scadenza di due nuove cave, rispettivamente di 340mila metri quadri circa e di 150 mila metri quadri da parte della società http://www.facebook.com/l/d6080;So.Ge.Fin srl e di una terza cava di 367.700 metri quadri da parte della Società Inerti Nazionali, società che inoltre ha l’opzione su altri tre lotti per complessivi 500mila metri quadri circa. E tutto ciò negli immediati dintorni delle aree già penalizzate. Uno sfruttamento del territorio di tale entità sarebbe eccessivo. I cittadini interessati sono preoccupati per l’intenso traffico di mezzi pesanti che si prospetta e mettono in risalto anche una svalutazione dei propri immobili dicendosi pronti ad azioni più incisive come blocchi stradali se la situazione dovesse compromettersi ulteriormente con l’avvio di nuove cave. E’ importante che il Consiglio comunale di Anguillara si sia espresso in una recente seduta all’unanimità contro l’apertura di nuove cave ma è pur vero che le decisioni in materia sono di competenza della Regione.
Gli iter autorizzativi sono partiti da tempo ed è quanto mai anomalo che, di fronte al crescente allarme dei cittadini, esponenti politici di Anguillara di entrambi gli schieramenti si siano dichiarati in alcune occasioni all’oscuro.
Pur nella tutela dell’attività economica è fondamentale che la Regione Lazio metta in atto tutte le misure necessarie per verificare l’impatto ambientale, e la “non distruzione” di un ambiente agricolo naturale di grande bellezza, e sempre più meta di turismo legata ai laghi, sollecitando da parte degli enti preposti la verifica dell’effettivo impiego di esplosivi consentiti dalla normativa.
Inoltre poiché le concessioni sono decennali è necessario valutare la possibilità di cadenzare nel tempo l’avvio effettivo dell’estrazione e controllare se le società concessionarie provvedano, come da normativa, al recupero ambientale delle cave già sfruttate. Chiediamo infine che sia proposito rivisto il previsto Piano Regionale Attività Estrattive.
E allora cara Sig,ra Carla che cosa si dovrebbe fare secondo lei?non sarebbe meglio usare i rifiuti di amianto opportunamentr trattati come materie prime seconde e utilizzarli al posto dei materiali estrattivi da cava?